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 Il piano strategico di Annibale

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Vesaniente Vento
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Toro Serpente
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MessaggioTitolo: Il piano strategico di Annibale   Dom 11 Gen 2009 - 7:07

Se interessa posso esporre, a puntate, l'interessante interpretazione di Santo Mazzarino riguardo la rivalità egemonica tra Roma e Carcedonia:
[...]
La conclusione di questo piano annibalico doveva essere l'unificazione del Mediterraneo occidentale: un equilibrio di potenze, sotto l'egemonia marinara di Cartagine. Il piano fallì, e la conclusione fu esattamente l'opposta. Ma l'unificazione del Mediterraneo occidentale avvenne lo stesso: questo era un portato del processo storico; al di sopra di Annibale, al di sopra dell'<<eroe>>.

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MaG
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Scorpione Tigre
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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Dom 11 Gen 2009 - 7:54

Ottima idea, sempre disposti a lasciare spazio ad iniziative culturali.

Magari potremmo aprire una rubrica apposita, un po' come sta già facendo Lupo con la sua 'Accadde oggi' ed ovviamente curata da te, dalla quale diffondere stralci di memorandum romani.

Per quanto di mia competenza... progetto approvato

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Servius Sertorius
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MessaggioTitolo: Benedizione di Sertorius   Dom 11 Gen 2009 - 10:37

Estasiato dal fascino della proposta, Servius Sertorius ha inviato uno spirito a proteggere la tua iniziativa.

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Vergine Gallo
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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Dom 11 Gen 2009 - 10:39

Translator et divulgator... Appoggio l'iniziativa!!!

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Vesaniente Vento
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Toro Serpente
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MessaggioTitolo: Introduzione "alle guerre puniche"   Lun 12 Gen 2009 - 10:24

Quale nesso lega gli imperialismi cartaginese, greco-massaliota-siracusano e romano allo storico lacedemone Sosylos che istruì Annibale nell’uso della lingua greca? E al condottiero Heracleides di Mylasa, che aveva guidato i ribelli ionico-carii all’agguato di Pedason, che per questo dovette fuggire verso l’Iberia per sottrarsi all’ira dell’Achemenide e che ideò una tattica per battere i cartaginesi nelle battaglie navali? E quale nesso lega la rivalità fenicio-massaliota alle decisioni che portarono Annibale a oltrepassare l’Ebro e ad invadere l’Italia? Polibio era stato bocciato in geografia ? L’attribuzione delle responsabilità all’avversario nel caso dello scoppio di una guerra sono un’arte tutta bushana o anche gli antichi ne erano maestri?
Le risposte alle prossime puntate.

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Scorpione Tigre
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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Lun 12 Gen 2009 - 10:27

Sembra di intravvedere una storia a metà strada tra un romanzo alla Marco Buticchi ed un fatto di cronaca narrato alla Carlo Lucarelli...

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Toro Serpente
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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Mer 14 Gen 2009 - 11:06

E’ l’Epicrazia (e non l’epicranonna) spagnola di Cartagine che, in fin dei conti, conduce Annibale verso l’Italia, Egemonia di Roma.
Epicrache? Non è la sorella della nonna di Epicra, e anche se ha un brutto nome, prima di discutere il di lei rapporto (non certo erotico) con Sosylos, Heracleides, Annibale e Polibio bisogna cercare di definire e digerire il concetto di Epicrazia, e più precisamente di Epicrazia come la intendevano i cartaginesi. Bisogna comprendere il rapporto tra l’epicrazia cartaginese di Sicilia e le poleis greche che in essa erano comprese per intendere il ruolo cruciale che ebbe Sagunto, città iberica nell’epicrazia spagnola, nello scoppio della seconda guerra punica, o annibalica che dir si voglia.
L’Epicrazia è…..
Ora ho sonno.
Vi dò la buona notte e alla prossima puntata.

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Mer 14 Gen 2009 - 13:23

Beh, con questo finale il sonno l'avresti tolto a me per fortuna il mare sconfinato di internet giunge anche alle pendici dell'epicrazia e mi consente di dormire il sonno del giusto
Aspetto la puntanta successiva con le sorelle, zie, nonne e... si... insomma... tutta la famiglia!

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MessaggioTitolo: Non vale!   Mer 14 Gen 2009 - 23:14

Non è giusto! Mi ero conservato i pop corn per il pezzo forte e tu mi sbatti in faccia la porta così? CATTIVO!

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Mer 14 Gen 2009 - 23:27

Scusate l'assenza... comunque... plaudo a tutte le nuove inizitive sul forum...

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Sab 17 Gen 2009 - 5:13

Mi sono addormentato all’ombra degli sketches.
Dove ero rimasto? Ah si ora ricordo!
L’epicrazia è….
Quasi quasi faccio parlare il Mazzarino (così se vi rompete le balle non sono io il responsabile Twisted Evil ):

[…] una concezione <<proibitiva>> dell’epikrateia (in caratteri greci nel testo) o impero, così come appar manifesta dai trattati romano-cartaginesi […] è tipica della mantalità mercantilistica fenicia, la quale necessariamente sbocca nella delimitazione dell’epikrateia intesa come continuità territoriale <<esclusiva>> (ed anche, in certo modo, parte dall’esigenza della delimitazione stessa); nell’ambito delle <<province>> o eparchie territorialmente definite, si esercita il controllo esclusivistico della potenza dominante, la quale stabilisce i limiti entro cui gli altri stati possono contrarvi rapporti commerciali. […]

Tuttavia in questo passo non abbiamo ancora una definizione precisa di epicrazia, e neppure ci viene chiarito il rapporto tra questa e le poleis greche. Intanto con un flshforward voglio anticipare un’ovvietà per dei giocatori incalliti di Caesar III . Massalia era una polis greca e come tale condivideva con le altre poleis, e il mondo greco tutto, una concezione dello stato che:
[…] pur tenendo presente la definizione territoriale della ge (in caratteri greci nel testo) che allo stato appartiene, insiste soprattutto sulla definizione dello stato in quanto espressione di una comunità cittadina.[…]

Per avere una definizione di epicrazia cartaginese dobbiamo spostarci nella terra che ospita il Palazzo dei Normanni (tirate pure un sospiro di sollievo, i normanni non c’entrano niente in questa storia ).
Oh oh… suonano alla porta scusate un attimo

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Sab 17 Gen 2009 - 5:41

Scusate l’interruzione
Ho comprato da un rappresentante porta a porta un’enciclopedia a fumetti sulla storia del mondo antico per documentarmi. Ora riprendo il filo:
[…] una concezione <<proibitiva>> dell’epikrateia…..
Oddio questo l’ho già scritto.
Il mio piccione domestico con un frullo d’ali mi ha perso il segno.
Un attimo

Cerchiamo di arrivare alla definizione di Mazzarino:
[…] Il problema è dunque un problema di rapporti tra epicrazia cartaginese e mondo greco di Sicilia. La espansione della epicrazia cartaginese colpisce fatalmente le città greche, le conduce alla barbarizzazione o alla morte: tutta la storia dei rapporti sicelioto-cartaginesi è dominata da questa ansia. Guardiamo ai trattati sicelioto-cartaginesi (vale a dire, in ultima analisi, siracusano-cartaginesi) del 4° secolo. A fondamento di essi è il trattato del 405/4, il trattato che chiudeva la grande offensiva: stipulato fra Dionisio e i Cartaginesi, esso stabilisce, dal punto di vista territoriale, quattro (cinque) clausole[…] La clausola a indica il territorio dell’epicrazia cartaginese [che] è un territorio definito territorialmente in base alle popolazioni non greche che lo abitano. Viceversa, le poleis greche che in questo territorio si trovano sono indicate con precisione e nominativamente nella clausola b […]

Il Mazzarino quindi giunge a una definizione dell’epicrazia cartaginese grazie all’esegesi e all’analisi delle clausole territoriali del trattato del 405/4 tra Dionisio di Siracusa e i Cartaginesi:

[…] l’epicrazia cartaginese si definisce, nei rapporti interstatali, per il territorio non greco su cui essa si estende; le città greche, pur se comprese in quella epicrazia, sono tuttavia distinte dal territorio barbarico che la definisce. […]

Che cosa c'entra tutto questo con Annibale.
C'entra, c'entra.
Per oggi vi libero dalla mia epicrazia.

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Vitellio Tonnatus
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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Sab 17 Gen 2009 - 6:03

Mi scusi signor professore! non ho capito! Visto che sia i Greci che i Fenici, per quattro dracme si sarebbero venduti anche la mamma, il problema è commerciale, politico o territoriale? O tutto insieme?
Sa negli ultimi giorni ho avuto l'invasione di cavallette a casa e non ho potuto studiare!

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Sab 17 Gen 2009 - 6:39

Non riesco a capire se è l'atrgomento ad essere di difficile comprensione o se è il docente, da bravo e viscido serpente a sonagli, a complicarlo in questo modo. scratch
Un'idea: e la storia la pubblicassi a fumetti con tavole chiare ed esplicite?

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Sab 17 Gen 2009 - 7:29

Chiedo perdono in ginocchio a Vitellio e a MaG per la scarsa chiarezza.
Provo a dare una mia definizione di epicrazia cartaginese.
L’epicrazia cartaginese è rappresentata da un dominio territoriale delimitato da precisi confini in cui Cartatagine non tollerava la presenza commerciale di concorrenti. Purtuttavia, come nel caso delle poleis greche in sicilia, nell’epicrazia cartaginese potevano esistere entità politiche che, in virtù di uno status politico e giuridico speciale, godevano di una certa autonomia. Un esempio, forse non molto corretto, potrebbe essere riportato citando le comunità di lingua tedesca e ladina in Italia oppure San Marino con la sua autonomia fiscale.
La definizione è fondamentale per poter intendere il ruolo di Sagunto nello scoppio della guerra annibalica e in concreto, visto che oggi di epicrazie non ne esistono, non è semplice esemplificare.
Pensavo che la definizione di Mazzarino fosse più immediata.

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Dom 18 Gen 2009 - 2:40

Penso che possa risultare utile a chi non conosce la situazione geopolitica del Mediterraneo occidentale del IV-III secolo a.c. questa carta.

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Gio 22 Gen 2009 - 9:44

Nei post precedenti ho faticosamente cercato di definire il concetto di epicrazia cartaginese. Il fastidio arrecatovi e lo sforzo da me profuso non sono privi di senso perché sono propedeutici alla definizione del contesto storico - diplomatico nel quale si dipanarono gli avvenimenti che condussero alla seconda guerra punica. Cartagine nel V e IV secolo a.c. trovò nei greci degli irriducibili rivali nella lotta per il dominio del Mediterraneo occidentale. In Sicilia Cartagine si scontrò con Siracusa e i suoi tiranni che definirono un’organizzazione politico-territoriale che servì da modello sia ai monarchi ellenistici che ai romani. In Iberia Kart Hadasht si scontrò con Massalia. In termini cronologici Certagine creò l’epicrazia spagnola per ultima e in concorrenza con le esigenze espansionistiche Massaliote. Fu nel 490 a.c. che si determinò la “Yalta” greco-punica per l’Iberia e fu siglata dalla battaglia navale dell’Artemision. In questo scontro navale, racconta Sosylos lo spartano, lo ionio Heracleides di Mylasa guidò la flotta massaliota, antica colonia della ionica Focea, contro la flotta cartaginese contrapponendo alla manovra fenicia del diekplous la sua contromanovra il kyklos.

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MessaggioTitolo: Brodo di giuggiole   Gio 22 Gen 2009 - 11:38

Slurp!
Quanto mi piace studiare la storia in questo modo, saperne i dettegli, gli avvenimenti particolari, i vari stadi dei grandi cambiamenti che hanno portato al mondo attuale... Ah! Sono in brodo di giuggiole!

I Vente, continua così, ti adoro, sei il mio DIO con tutte e tre le lettere maiuscole!

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Dom 1 Feb 2009 - 8:43

Mi permetto una digressione per parlare dell’espediente usato da Heracleides di Mylasa per vincere i cartaginesi nella battaglia dell’Artemision.
La battaglia dell’Artemision determinò un equilibrio geostrategico la cui conformazione si può rilevare visivamente dalla carta che ho allegato (eparchia cartaginese rappresentata dalla striscia che si estende da Cartagena fino a nord di Cadice; eparchia massaliota rappresentata dalla striscia che si estende da Massalia a Emporia e che comprende anche Sagunto Hemeroscopeion e Alonae).
I Massalioti vincendo all’Artemision ottennero il risultato di fermare l’esclusivismo mercantile cartaginese in tutta la zona dell’Iberia a nord di capo Palos, ma con gli accordi di pace Cartagine ottenne il controllo esclusivo dei territori a sud di Mastia Tarseion (Cartagena).

Il presupposto da tenere in considerazione è che, nel mondo antico, le flotte dovevano allargare per quanto possibile il loro fronte per evitare micidiali aggiramenti sul fianco. Lo sperone, infatti, era l’arma principale di navi manovrate da remi e il modo migliore per affondare l’avversario era, ovviamente, quello di inferirgli un colpo sulla fiancata.
Il diekplous prevedeva un finto assalto prora contro prora diretto verso navi della linea avversaria, quindi un’infiltrazione tra gli spazi che le separavano spezzando i loro remi e, infine, una conversione verso il loro fianco per effettuare lo speronamento. Questa manovra era favorita, a mio avviso, dalla abilità manovriera dei cartaginesi e questa loro abilità spiega anche perché gli avversari non utilizzassero a loro volta il diekplous contro le flotte puniche.
La mia idea è che i massalioti, per quanto abili, fossero inferiori ai cartaginesi nel campo della manovra navale e che Heracleides riuscì a tradurre, grazie all’elemento sorpresa dovuto a un espediente tattico inedito, questo svantaggio in vittoria.
Egli mantenne una riserva composta da un certo numero di navi ad una certa distanza dalla linea che componeva il fronte del suo schieramento. Questa riserva doveva intervenire attaccando il fianco delle navi cartaginesi che si fossero infiltrate nella linea massaliota.
Il diekplous e il kyklos sono esposti (secondo la mia interpretazione) nelle immagini in basso.





Una certa corrispondenza nel mondo odierno all’inferiorità tecnologico-operativa degli avversari dei cartaginesi può essere individuata nel fatto che, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, gli antagonisti degli Stati Uniti non si sono dotati di portaerei o trovano difficoltà enormi a creare flotte che ne siano dotate. La ragione principale è che le portaerei richiedono, al di la del molto denaro necessario a costruirle, equipaggi estremamente addestrati e procedure operative che derivano da esperienze sviluppate in anni e anni di attività e da una guerra sul mare vinta con devastante superiorità.
Probabilmente la superiorità dei cartaginesi derivava dalla grande esperienza che avevano del mare e da una tecnologia navale superiore a quella dei loro avversari (ad esempio essi usavano pezzi prefabbricati in serie per costruire le loro navi).
I massalioti dovettero la vittoria al fattore umano all’abilità tattica del loro comandante
Anche i romani, per quanto alleati di poleis greche come Neapolis che garantivano ad essi l’apporto di flotte notevoli ed esperienza marinara non disprezzabile, contro i cartaginesi dovettero adottare tattiche che tenevano nella dovuta considerazione la superiorità punica nella manovra e che facevano dell’arrembaggio l’elemento dominante del combattimento navale e furono, inoltre, costretti a “copiare” le quinqueremi fenicie.

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Dom 15 Feb 2009 - 9:54

Nel periodo compreso tra il V e il III secolo a.c. la battaglia navale dell’Artemision fu uno degli eventi che si susseguirono nel corso dell’azione di contrasto esercitata da Cartagine contro le spinte egemoniche dei greci di Massalia in Iberia e di Siracusa in Sicilia. Bisogna dire che nello stesso periodo Roma stava estendendo il suo dominio in Italia ai danni di sanniti ed etruschi e che tale espansione non rappresentava una minaccia per gli interessi cartaginesi anzi, all’principio del III secolo a.c., tra la città del Lazio e Cartagine fu contratto un accordo in funzione antietrusca.
Il primo trattato tra Roma e Cartagine fu stipulato nel 508 a.c. altri seguirono nel 348 (un trattato di navigazione e commercio), nel 306, nel 278 e nel 226 (il trattato dell’Ebro). I trattati del 306, stipulato in funzione antietrusca, e del 278 stipulato per contrastare l’azione di Pirro in Italia e in Sicilia, stabilirono precisi limiti di intervento delle due città mediterranee. Roma poteva espandersi in Italia con l’assoluta esclusione della Sicilia, Cartagine aveva mano libera in Sicilia ma non poteva intervenire in alcun modo sul continente.
La prima guerra punica venne originata dalla contravvenzione dei termini dei trattati del 306-278 da parte di Roma che aveva appoggiato l’esigenza di indipendenza delle poleis greche racchiuse nell’epicrazia cartaginese di Sicilia e aveva raccolto l’eredità di Siracusa intervenendo in un’area ad essa preclusa.
La disputa relativa ai termini del trattato del 226, la leva ideologica rappresentata dal ruolo di protettrice della libertà dei greci assunto da Roma dai tempi della prima guerra punica, la ruggine ancora esistente tra Cartagine e Massalia e, soprattutto, la volontà di Annibale portarono alla seconda guerra punica.
Se interessa e se non annoio, nei prossimi post parlerò più puntualmente dei trattati stipulati tra Roma e Cartagine e per quale motivo Polibio pensava che Sagunto si trovasse a nord dell’Ebro

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MessaggioTitolo: Re: Il piano strategico di Annibale   Dom 15 Feb 2009 - 10:11


Certo che interessa la saga delle epicrazie, epicranonne ed epicranipoti.

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MessaggioTitolo: Crunch... crunch...   Lun 16 Feb 2009 - 2:33

Vero! Verissimo!

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