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 La pianificazione della città - 2: Prime informazioni - Livello popolazione

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Vitellio Tonnatus
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Leone Capra
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Data d'iscrizione : 06.02.08

MessaggioTitolo: La pianificazione della città - 2: Prime informazioni - Livello popolazione   Lun 26 Gen 2009 - 2:16

Che il livello della popolazione abbia un impatto sulla pianificazione urbana, come detto, è un’ovvietà. Vediamo come utilizzare questo dato.
La regola di base del gioco, ovvero la presenza di fornitori di servizio che vagano con un criterio casuale, fa si che il metodo più semplice per garantire l’evoluzione delle case sia quello di definire una rete viaria che costringa ogni fornitore di servizio ad un percorso prestabilito.
Ciò consiglia di realizzare le città tramite l’edificazione di isolati completamente separati gli uni dagli altri senza alcun tratto di strada in comune ed anche senza collegamenti con la via consolare per Roma (gli immigranti, le carovane e quasi tutti i carrettieri sono in grado di muoversi fuori dalle strade). In più gli isolati devono avere una rete viaria interna semplificata al massimo e se possibile priva di incroci. In questo modo gli inaffidabili omini che risiedono nei vari quartieri possono andare solo dove noi vogliamo.
Sia chiaro nulla vieta di realizzare una città basata su intrecci di vie e quartieri collegati, ma tutto diventa molto molto più difficile.
Stabilito che la città sarà costituita da isolati separati, un’ulteriore semplificazione è quella di scegliere una tipologia di isolato plebeo (ed eventualmente una di isolato patrizio), da utilizzare come modulo per la costruzione delle varie città. Per questa scelta può essere un’idea tracciare su carta quanto ideato. Questi moduli saranno poi edificati, ripetuti più volte se necessario e/o se possibile. Le tipologie di isolato sono molteplici: ad esempio anello stradale chiuso attorno ad una o più fontane, anello stradale chiuso doppio concentrico, ad anelli aperti concentrici, lineare, etc.
Ai fini della pianificazione, il vantaggio di questa filosofia modulare è che le caratteristiche peculiari dell’isolato standard quali dimensioni, numero di abitanti, spazi disponibili per i servizi, sono note a priori. In più, con un minimo di esperienza ed osservazione si può verificare quante fattorie o quante fabbriche di beni sono necessarie per lo sviluppo e la stabilità dello stesso.
Inoltre, la conoscenza di un isolato tipo consente di valutare meglio l’effetto di eventuali modifiche apportate allo stesso per poterlo adattare alle esigenze dello scenario affrontato.

A questo punto della pianificazione comunque quello che interessa è il numero massimo degli abitanti dell’isolato tipo. Stabilito il livello evolutivo che si vuole raggiungere per le case dell’isolato, dalla citata Tabella riassuntiva sui livelli delle abitazioni si ricava qual è il numero massimo di abitanti per tipologia di abitazione. Noto il numero di abitazioni presenti nell’isolato standard, moltiplicando questi due valori si ottiene la popolazione massima dell’isolato per tipologia di abitazione.
Ad esempio, nel cosiddetto isolato doppio (anello chiuso intorno a due fontane, case all’interno dell’anello stradale) si possono edificare fino a 23 edifici 2x2. La popolazione massima può variare da 460 nel caso in cui tutte le abitazioni siano tende piccole (pop. max 20) a 1932 nel caso in cui le abitazioni siano tutte insulae grandiose (pop. max. 84).

Dividendo il valore che identifica il livello della popolazione richiesta di per il numero massimo di abitanti dell’isolato standard si saprà fin da subito quante volte si dovrà edificare il nostro modulo, intendendo eventuali decimali come un isolato incompleto. Inutile dire che una volta aperto lo scenario questo dato sarà molto utile.

Un’ultima considerazione: conoscere l’ipotetico numero di abitanti degli isolati plebei, consente di identificare fin da principio il livello minimo di evoluzione di eventuali isolati patrizi nel caso in cui dovesse essere necessario edificare anche questo tipo di quartiere. Ma questo è un gioco per chi ama la matematica.

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....tamen potissimum cum tu es in fimo usque ad gulam...siles

IN THYNNO CONFIDIMUS

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