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 La pianificazione della città - 3: Apertura scenario

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AutoreMessaggio
Vitellio Tonnatus
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Leone Capra
Numero di messaggi : 2374
Età : 50
Località : Latina
Data d'iscrizione : 06.02.08

MessaggioTitolo: La pianificazione della città - 3: Apertura scenario   Ven 13 Feb 2009 - 0:55

Fatte queste considerazioni di principio sulla città si può andare a studiare il territorio.
Appena aperto lo scenario, ovviamente la prima cosa da fare è mettere in pausa e andare a studiare le risorse disponibili. Per prima la verifica delle possibilità di commercio. Clik sulla mappa dell’impero e si vede quali vie commerciali sono disponibili, per quali materiali, con quali quantità e che tipo di rotte si avranno (terrestri o marittime).
Quindi si passa ad analizzare quali materie prime e quali industrie siano disponibili nello scenario identificando le produzioni che saranno gli elementi fondamentali dell’economia urbana, e quali i prodotti di importazione da cui non si potrà prescindere. La distribuzione delle merci importate, vedremo, ha un notevole impatto sull’urbanistica.
Infine un’approfondita esplorazione dei luoghi consente di individuare:
- le zone dove potenzialmente posizionare gli isolati (le dimensioni di questi ultimi sono note visto quanto detto nel precedente capitolo)
- le zone dove è possibile le produzione di materie prime
- la disponibilità di tratti di costa utili per porti o moli
- gli eventuali varchi da cui attendere delle invasioni
- la presenza di nativi
- la presenza di insidie ululanti.

A questo punto non rimane che……cominciare.
Gli albori della città sono le fasi più critiche. Un errore a questo punto può sempre essere corretto, ma con fatica, soldi e pazienza.

Per il posizionamento degli isolati è auspicabile la vicinanza alle risorse agricole. Spesso però queste sono distanti dalle zone estrattive. Allora, per individuare il luogo di costruzione del primo isolato cosa si deve favorire? La pancia dei cittadini o l’economia della città?
Assicurare la presenza di cibo potrebbe voler dire avere una città povera, ma fabbriche senza operai, scappati per sfuggire ai morsi della fame, non servono a nulla!
Esiste uno strumento che consente di non scendere a compromessi (con qualche controindicazione purtroppo):
l’isolato di servizio (la definizione è mia).

_________________
....tamen potissimum cum tu es in fimo usque ad gulam...siles

IN THYNNO CONFIDIMUS

VIRIDES CAPUT MUNDI



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