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 La pianificazione della città - 7: Zone agricolo-industriali

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Vitellio Tonnatus
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Leone Capra
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MessaggioTitolo: La pianificazione della città - 7: Zone agricolo-industriali   Dom 7 Mar 2010 - 6:42

Per poter sopravvivere ed evolversi l’isolato residenziale ha necessità di cibo e materiali.
In accordo con le indicazioni relative al posizionamento dello stesso, dovremmo avere nei suoi pressi una zona fertile o una zona utilizzabile per la realizzazione di moli e banchine. Per altro queste zone potrebbero prestarsi anche alla realizzazione di altre strutture industriali necessarie alla produzione di beni in quantità non eccedente le richieste dell’isolato.
Per il migliore sfruttamento di queste zone produttive può essere necessario realizzare una rete stradale locale caratterizzata da uno sviluppo particolarmente complesso, lungo e con incroci. Derivare un ramo così tormentato dalla struttura “residenziale” potrebbe provocare squilibri nella dinamica della distribuzione dei servizi nell’isolato.
Per minimizzare l’impatto di questa zona agricola/alimentare su quella residenziale si può intervenire separandole operativamente.
Per fare ciò si devono realizzare le due zone in modo che risultino ben distinte l’una dall’altra, e che siano collegate da un unico, breve tratto di strada sul quale deve essere edificato un corpo di guardia.
Questa struttura, compresa fra quelle militari, ha un’importante caratteristica: pur essendo insuperabile per i cosiddetti camminatori casuali, risulta attraversabile da tutti i lavoratori che si spostano per la città con un ben preciso obiettivo. Fra questi lavoratori sono da inserire i carrettieri delle officine, i carrettieri dei magazzini, le grossiste dei mercati. Queste ultime che trasportando fino ai banchi dei mercati cittadini i beni prodotti “fuori porta”, assicurano la sopravvivenza dell’’isolato. Esse infatti possono prelevare i cibi e beni immagazzinati nel granaio o nei magazzini appositamente edificati nella zona agricolo/industriale, e quindi al di là del corpo di guardia, per poi rientrare con il loro codazzo di portatori adolescenti all’interno della zona residenziale per rifornire i mercati. Le loro colleghe venditrici invece, saranno costrette a restare nella zona residenziale, incontrando come unica turbativa al loro percorso il brevissimo (1 o massimo 2 tiles) ramo che porta al corpo di guardia. In questo modo si ottiene l’ottimizzazione della distribuzione dei beni.
Realizzando le strutture agricolo/industriali (fattorie, granai, cave, miniere, fabbriche, magazzini) lontane dalle zone residenziali si otterrà un ulteriore vantaggio: maggiore spazio in prossimità delle abitazioni per la realizzazione di tutti i servizi (scuole, terme, cliniche…etc) necessari all’evoluzione delle stesse. Ovviamente anche i lavoratori di questi ultimi edifici usufruiranno di un sistema stradale più razionale e meno tormentato e assicureranno il loro servizio in maniera più efficace a tutto vantaggio della stabilità dell’isolato.
Il principale inconveniente di questa scelta urbanistica è che l’apparato agricolo industriale realizzato “fuori porta” richiede la presenza in loco dei necessari servizi di manutenzione. Ingegneri e prefetti infatti non sono in grado di superare il corpo di guardia. Inoltre si dovrà realizzare almeno una tendina per garantire alle varie strutture presenti l’accesso alla manodopera. Ovviamente le condizioni di vita degli abitanti delle tendine saranno infime, e quindi si rende necessaria la presenza delle prefetture per sedare eventuali moti di ribellione che si dovessero manifestare in queste zone disagiate. Poco male se lo scenario è desertico, ma un inconveniente più significativo per città che non conoscono il rischio degli incendi.


Si può notare come la zona agricolo industriale sia articolata. I granai sono posto immediatamente fuori dai corpi di guardia. In questo caso particolare infatti la zona agricolo industriale è in comune a due zone residenziali. La seconda è appena visibile in alto a sinistra, così come il suo corpo di guardia.



In questa immagine risulta più evidente la rete viaria della zona in esame



Ancora più evidente la possibilità di sfruttare le risorse del territorio grazie alla realizzazione di una zona agricolo-industriale. Anche una seconda isoletta posta fuori campo sulla destra è compresa.



Molto evidente in questo caso la netta separazione operativa fra le due zone dell'isolato. In questo caso però i magazzini sono stati lasciati all'interno del corpo di guardia per poter sfruttare al meglio le poche risorse che il territorio offre.



Ovviamente nulla vieta di utilizzare questo criterio urbanistico anche per la realizzazione di isolati patrizi. In questo caso il corpo di guardia è "nascosto" da una statua media per ridurne l'impatto sulla desiderabilità dell'area.

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Gemelli Cavallo
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MessaggioTitolo: Re: La pianificazione della città - 7: Zone agricolo-industriali   Mer 12 Gen 2011 - 12:07

Davvero interessante...più che rispondere è meglio che aspetti che ti mando una mappa per giudicare il mio stile costruttivo-logistico!
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La pianificazione della città - 7: Zone agricolo-industriali
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