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 L'arte di ottenere ragione (esposta in 38 stratagemmi)

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Vesaniente Vento
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MessaggioTitolo: L'arte di ottenere ragione (esposta in 38 stratagemmi)   Mer 20 Ott 2010 - 21:59

Se agli emeroi interessa espongo i trentotto stratagemmi di questo notissimo trattatello di Schopenhauer

L'autore, intanto, premette che offre:
[...]degli stratagemmi senza badare al fatto se objective si abbia ragione o torto: infatti non possiamo saperlo con certezza nemmeno noi stessi e deve essere stabilito proprio mediante la contesa. Del resto, in ogni disputa, o in ogni argomentazione in genere, bisogna essere d'accordo su qualche cosa che si prende come principio per giudicare la questione di cui si tratta: contra negantem principia non est disputandum [non si disputa con uno che nega i principi di partenza].
STRATAGEMMA N. 1
L'ampliamento. Portare l'affermazione dell'avversario al di fuori dei suoi limiti naturali, interpretarla nella maniera più generale possibile, prenderla nel senso più ampio possibile ed esagerarla; restringere invece la propria affermazione nel senso più circoscritto possibile e nei limiti più ristretti: perché quanto più un'affermazione diventa generale, tanto più essa presta il fianco ad attacchi. L'antidoto è la precisa formulazione del punctus o status controversiae.
[...]
Esempio 2. A dice: <<La pace del 1814 restituì persino a tutte le città anseatiche tedesche la loro indipendenza>>. B dà la instantia in contrarium, cioè che con quella pace Danzica perse l'indipendenza conferitale da Bonaparte. A si salva così: <<Ho detto tutte le città anseatiche tedesche: Danzica era una città anseatica polacca>>.
Questo stratagemma si trova già in Aristotele, Topici, VIII, 12.


Magari questi stratagemmi serviranno a qualcuno per acquisire consapevolezza della natura dell'arte retorica (che è tecnica a se) e a interpretare le tecniche di tutti quelli che compaiono in TV (luogo in cui l'arte retorica si spreca) per convincere il pubblico della bontà della loro "ragione". Very Happy

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Toro Serpente
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MessaggioTitolo: A tutti gli emeroi di buona volontà vado avanti?   Gio 21 Ott 2010 - 0:07

Continuo o mi fermo?

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MessaggioTitolo: BIS!   Gio 21 Ott 2010 - 8:26

Continua. È un ordine!



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MessaggioTitolo: Re: L'arte di ottenere ragione (esposta in 38 stratagemmi)   Gio 21 Ott 2010 - 11:47

Bel trattato che ho comprato e letto anni or sono. Continua pure.

A proposito, IL NOME DELLA ROSA è anche un bel trattato di retorica Wink
(ma non vi dico quante volte l'ho letto, potreste peggiorare la vostra opinione su di me... )

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MessaggioTitolo: Stratagemma n. 2   Ven 22 Ott 2010 - 7:52

STRATAGEMMA N. 2

Usare l'omonimia per estendere l'affermazione presentata anche a ciò che, al di là del nome uguale, poco o nulla ha in comune con la cosa in questione; poi darne una confutazione lampante, e così fingere di avere confutato l'affermazione.
Nota: synonyma sono due parole indicanti il medesimo concetto; homonyma due concetti indicati dalla medesima parola (vedi Aristotele, Topici, I, 13). Profondo, tagliente, alto, usati ora per corpi ora per suoni, sono homonyma. Sincero e leale sono synonyma.
Questo stratagemma può essere considerato identico al sofisma ex homonymia: tuttavia il sofisma palese dell'omonimia non trarrà seriamente in inganno.
Omne lumen potest extingui;
Intellectus est lumen;
Intellectus potest exting
ui.
Qui si nota subito che ci sono quattro termini: lumen in senso proprio e lumen inteso in senso figurato. Ma nei casi sottili questo sofisma inganna certamente, soprattutto dove i concetti indicati dalla medesima espressione sono affini e si sovrappongono l'uno all'altro.

Esempio 1(I casi inventati appositamente non sono abbastanza sottili da essere ingannevoli; bisogna dunque trarli dalla propria esperienza concreta. L'ottimo sarebbe poter distinguere ogni stratagemma con un nome conciso e calzante, a cui si potrebbe ricorrere, al momento opportuno, per respingere in un batter d'occhio l'uso di questo o quello stratagemma).
A: <<Lei non è ancora iniziato ai misteri della filosofia kantiana>>.
B: <<Ah, dove ci sono misteri, io non voglio saperne nulla>>.

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Toro Serpente
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MessaggioTitolo: Stratagemma N. 3   Dom 24 Ott 2010 - 4:34

STRATAGEMMA N. 3
Prendere l'affermazione presentata in modo relativo, relative, come se fosse presentata universalmente, simpliciter, absolute, o almeno intenderla sotto tutt'altro aspetto e confutarla poi in questo secondo senso. L'esempio di Aristotele è: il moro è nero, ma quanto ai denti è bianco: dunque egli è allo stesso tempo nero e non nero. E' un esempio inventato, che non ingannerebbe sul serio nessuno: prendiamone invece uno dall'esperienza concreta.
Esempio. In una conversazione di filosofia ammisi che il mio sistema difende e loda i quietisti. Poco dopo il discorso cadde su Hegel, e io affermai che la maggior parte delle cose da lui scritte sono insensate o, almeno, che molti passi dei suoi scritti sono tali che l'autore butta li le parole e il senso deve mettercelo il lettore. L'avversario non si avventurò a confutare ciò ad rem, ma si contentò di proporre quest'argumentum ad hominem: io avevo appena lodato i quietisti, e anch'essi avevano scritto molte cose insensate. Ammisi questo fatto, ma corressi l'avversario dicendo che non lodo i quietisti come filosofi o scrittori, cioè non per le loro imprese teoretiche, ma soltanto come uomini, per il loro agire, solo dal punto di vista pratico: nel caso di Hegel invece si parla di imprese teoretiche. L'attacco venne così parato.



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MessaggioTitolo: BIS!   Dom 24 Ott 2010 - 10:29

Continua a postare Vento. Questo sta diventando a mio parere uno dei migliori contributi che tu abbia mai apportato al forum! Attendo la prossima puntata!



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MessaggioTitolo: Re: L'arte di ottenere ragione (esposta in 38 stratagemmi)   Dom 24 Ott 2010 - 22:51

Vesaniente Vento ha scritto:
STRATAGEMMA N. 3
Ammisi questo fatto, ma corressi l'avversario dicendo che non lodo i quietisti come filosofi o scrittori, cioè non per le loro imprese teoretiche, ma soltanto come uomini, per il loro agire, solo dal punto di vista pratico: nel caso di Hegel invece si parla di imprese teoretiche. L'attacco venne così parato.



Mi torna in mente una scena de "Il Marchese Del Grillo", nel dialogo con Don Bastiano il brigante:
"Sor Marchese... adesso te la fai coi franzosi"
"Eh no Bastiano, lui è sì francese, ma prima di tutto è un uomo, io sono amico dell'uomo mica del francese"

Grande Marchese!


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MessaggioTitolo: Re: L'arte di ottenere ragione (esposta in 38 stratagemmi)   Lun 25 Ott 2010 - 5:56

Ueh Bastiano mi raccomando! Perdona pure il papa che si crede il padrone del cielo, perdona pure Napulione che si crede il padrone della terra, perdona anche il boia che si crede il padrone della morte ma soprattutto perdona noi che non siamo padroni di un cazzo.

Dopo gli auspici mossi dalla citazione di Goldenaxe torniamo alla dialettica eristica di Schopenhauer.

"I primi tre stratagemmi sono affini: essi hanno in comune il fatto che l'avversario parla in realtà di qualcosa d'altro rispetto a ciò che è stato affermato: si incorrerebbe dunque in una ignoratio elenchi [ignoranza della confutazione] se ci si facesse liquidare da tali stratagemmi. Infatti, in tutti gli esempi presentati, quello che dice l'avversario è vero: non è però in contraddizione effettiva ma solo apparente con la tesi; chi è da lui attaccato quindi nega la consequenzialità della sua conclusione: cioè che dalla verità della sua tesi discenda la falsità della nostra. Si tratta dunque di una confutazione diretta della sua confutazione per negationem consequentiae.
Non ammettere premesse vere poiché se ne prevede la conseguenza. Come antidoto dunque i due seguenti mezzi, le regole 4 e 5."

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MessaggioTitolo: STRATAGEMMI N. 4 e 5   Mer 27 Ott 2010 - 0:37

STRATAGEMMA N. 4

Quando si vuole trarre una certa conclusione non la si lasci prevedere, ma si faccia in modo che l'avversario ammetta senza accorgersene le premesse una per volta e in ordine sparso, altrimenti tenterà ogni sorta di cavilli; oppure, quando non si è certi che l'avversario le ammetta, si presentino le premesse di queste premesse, si facciano pre-sillogismi senza ordine e confusamente, si occulti dunque il proprio gioco finché non è stato ammesso tutto ciò di cui si ha bisogno. Si arrivi insomma al dunque partendo da lontano. Queste regole le dà Aristotele in Topici, VIII, I.
Non occorrono esempi.

STRATAGEMMA N. 5

Per dimostrare la propria tesi ci si può servire anche di premesse false, e ciò quando l'avversario non ammetterebbe quelle vere, o perché non ne riconosce la verità oppure perché vede che la nostra tesi ne conseguirebbe immediatamente: si prendano allora tesi in sé false ma vere ad hominem, e si argomenti ex congressis a partire dal modo di pensare dell'avversario. Infatti il vero può conseguire anche da premesse false, ma mai il falso da premesse vere. Allo stesso modo si possono confutare tesi false dell'avversario per mezzo di altre tesi false, che egli però ritiene vere: infatti si ha a che fare con lui e bisogna servirsi del suo modo di pensare. Per esempio: se egli è seguace di qualche setta alla quale noi non aderiamo, possiamo adoperare contro di lui, come principia, le massime di questa setta. Aristotele, Topici, VIII, 9. (Rientra nel precedente stratagemma).

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MessaggioTitolo: STRATAGEMMA N. 6   Gio 28 Ott 2010 - 7:05

STRATAGEMMA N. 6

Si fa una petitio principii occulta postulando ciò che si dovrebbe dimostrare: 1) usando un altro nome, ad esempio buon nome al posto di onore, virtù al posto di verginità, e così via; o anche concetti interscambiabili: animali dal sangue rosso al posto di vertebrati; 2) oppure facendo in modo che ci venga concesso in generale ciò che nel caso particolare è controverso, ad esempio: si afferma l'incertezza della medicina postulando l'incertezza di ogni sapere umano; 3) quando vice versa due cose conseguono l'una dall'altra, e si deve dimostrare la prima, postulando la seconda; 4) quando si deve dimostrare l'universale, facendosi ammettere ogni singolare (il contrario del n. 2). (Aristotele, Topici, VIII, 11).
Sull'esercizio della dialettica contiene buone regole l'ultimo capitolo dei Topici di Aristotele.

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MessaggioTitolo: STRATAGEMMA N. 7 e N. 8   Ven 29 Ott 2010 - 5:44

STRATAGEMMA N. 7

Quando la disputa è condotta in modo piuttosto rigoroso e formale e ci si vuole far intendere molto chiaramente, colui che ha presentato l'affermazione e deve dimostrarla procede contro l'avversario ponendo domande, per concludere la verità dell'affermazione dalle stesse ammissioni dell'avversario. Questo metodo erotematico era particolarmente in uso presso gli antichi (si chiama anche metodo socratico): ad esso si rifà il presente stratagemma e alcuni che seguiranno più avanti. (Completamente e liberamente rielaborato dal capitolo 15 del Liber de elenchis sophisticis di Aristotele).
Domandare in una sola volta e in modo particolareggiato molte cose, così da occultare ciò che in realtà si vuole che venga ammesso. Esporre invece rapidamente la propria argomentazione a partire da ciò che è stato ammesso: così coloro che sono lenti di comprendonio non riescono a seguire esattamente e non si accorgono di eventuali errori o lacune nell'argomentazione.


STRATAGEMMA N. 8

Suscitare l'ira dell'avversario, perché nell'ira egli non è più in condizione di giudicare rettamente e di percepire il proprio vantaggio. Si provoca la sua ira facendogli apertamente torto, tormentandolo e, in generale, comportandosi in modo sfacciato.
[A proposito dell'ottavo stratagemma, meditate giovani, meditate ]

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MessaggioTitolo: Il 7 e l'8!   Ven 29 Ott 2010 - 21:26

Preferisco il settimo, molto più sottile e perfido. L'ottavo non mi si addice. Almeno non credo. Twisted Evil



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MessaggioTitolo: Re: L'arte di ottenere ragione (esposta in 38 stratagemmi)   Ven 29 Ott 2010 - 22:18

Io una volta ci ho provato a sucitare ira nel mio avversario...

ma lui mi ha mandato contro le legioni!!!


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MessaggioTitolo: Re: L'arte di ottenere ragione (esposta in 38 stratagemmi)   Ven 29 Ott 2010 - 23:59

L'ottavo sembra cucito addosso a Vittorio Sgarbi

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MessaggioTitolo: Rettifica!   Sab 30 Ott 2010 - 0:07

MaG ha scritto:
L'ottavo sembra cucito addosso a Vittorio Sgarbi
Sì, ma Sgarbi lo applica sempre prima su se stesso. Twisted Evil



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MessaggioTitolo: STRATAGEMMA N. 9   Lun 1 Nov 2010 - 4:30

STRATAGEMMA N. 9

Porre le domande non nell'ordine richiesto dalla conclusione che si deve trarre, ma con spostamenti di ogni genere: l'avversario non capisce allora dove si voglia andare a parare e non è in grado di prevenire: ci si può anche servire delle sue risposte per trarne conclusioni diverse, perfino contrarie, a seconda delle risposte. Questo stratagemma è affine al quarto stratagemma in quanto bisogna mascherare il proprio modo di procedere.

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MessaggioTitolo: STRATAGEMMA N. 10   Dom 14 Nov 2010 - 3:48

STRATAGEMMA N. 10

Ci si accorge che l'avversario risponde di proposito negativamente alle domande, perché la risposta affermativa potrebbe essere utilizzata per la nostra tesi. In tal caso bisogna chiedere il contrario della tesi di cui ci si vuole servire come se si volesse la sua approvazione, o almeno sottoporgli ambedue le tesi, in modo che egli non si accorga di quale si vuole che lui affermi.

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MessaggioTitolo: STRATAGEMMA N. 11 e N. 12   Gio 18 Nov 2010 - 1:39

STRATAGEMMA N. 11

Se noi facciamo un'induzione, e l'avversario ci concede i singoli casi attraverso i quali deve essere attuata, non dobbiamo chiedergli se concede anche la verità generale che risulta da questi casi; dobbiamo invece introdurla in seguito come già stabilita e concessa, perché può anche accadere che egli creda di averla concessa, e la stessa impressione avranno anche gli ascoltatori, i quali si ricordano delle molte domande sui casi singoli, che devono pure avere condotto allo scopo.



STRATAGEMMA N. 12

Qualora il discorso verta su un concetto generale che non ha alcun nome, ma che deve essere designato tropicamente per mezzo di una similitudine, noi dobbiamo scegliere subito la similitudine in maniera tale che essa sia favorevole alla nostra affermazione. Così, per esempio, i nomi con cui sono designati i due partiti politici in Spagna, serviles e liberales, sono stati certamente scelti da questi ultimi.
Il nome protestanti è scelto da questi, e così il nome evangelici; il nome eretici, invece, è scelto dai cattolici.
Vale per i nomi di cose anche quando essi sono più appropriati: ad esempio, se l'avversario ha proposto un cambiamento, lo si chiami innovazione, perché si tratta di una parola odiosa. ci dobbiamo comportare in modo contrario se siamo noi ad avanzare la proposta. Nel primo caso si chiami l'opposto <<ordine costituito>>, nel secondo una <<zavorra>>. Ciò che una persona disinteressata e imparziale chiamerebbe <<culto>> o <<pubblica dottrina della fede>>, uno che vuole parlarne a favore lo chiama <<devozione>>, <<pietà>>, un avversario <<bigotteria>>, <<superstizione>>. In fondo si tratta di una sottile petitio principii: si introduce già nella parola, nella denominazione, ciò che si vuole provare, così da derivarlo poi con un semplice giudizio analitico. Ciò che l'uno chiama <<assicurarsi della sua persona>>, <<tenere in custodia>>, il suo avversario lo chiama <<imprigionare>>.
Spesso un oratore tradisce già la sua intenzione nei nomi che dà alle cose. L'uno dice <<i religiosi>>, l'altro <<i preti>>. Fra tutti gli stratagemmi questo è quello che viene adoperato più spesso, istintivamente. Fervore religioso (circa uguale a) fanatismo; passo falso o galanteria (circa uguale a) adulterio; espressioni equivoche (circa uguale a) oscenità; squilibrio (circa uguale a) bancarotta; <<tramite influenze e conoscenze>> (circa uguale a) <<tramite corruzione e nepotismo>>; <<sincera riconoscenza>> (circa uguale a) <<buon pagamento>>.

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MessaggioTitolo: STRATAGEMMA N. 13 E N. 14   Mar 23 Nov 2010 - 8:08

STRATAGEMMA N. 13

Per fare in modo che l'avversario accetti una tesi, dobbiamo presentare la tesi opposta e lasciare a lui la scelta, avendo l'accortezza di esprimere tale opposto in modo assai stridente, cosicché, se non vuole essere paradossale, egli deve risolversi alla nostra tesi che invece appare molto probabile. Per esempio: egli deve ammettere che uno ha il dovere di fare tutto ciò che gli dice suo padre: allora noi chiediamo: <<Bisogna essere in ogni cosa disobbedienti oppure obbedienti ai genitori?>>. Oppure se di qualche cosa si dice <<sovente>>, chiediamo se con <<sovente>> si intendono pochi casi oppure molti: l'avversario dirà <<molti>>. E' come il grigio che accostato al nero si può chiamare bianco, e accostato al bianco si può chiamare nero.




STRATAGEMMA N. 14

Un tiro impertinente è quando, dopo che l'avversario ha risposto a molte domande senza favorire la conclusione che abbiamo in mente, si enuncia e si esclama in modo trionfante, come dimostrata, la conclusione che si voleva trarre, sebbene essa non consegua affatto dalle sue risposte. Se l'avversario è timido o sciocco, e se noi abbiamo una buona dose di impertinenza e una buona voce, il tiro può riuscire proprio bene. Questo stratagemma rientra nella fallacia non causae ut causae [inganno tramite assunzione della non-causa come causa].

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MessaggioTitolo: Schopenauer aveva previsto Sgarbi?   Lun 29 Nov 2010 - 0:42

Trovo questi stratagemmi sempre molto interessanti. Ma una domanda mi sorge spontanea. Quando il proprio interlocutore segue il modello "Sgarbi", ovvero nega tutto ciò che si afferma inventando stronzate e impedisce di parlare affinché lo si possa smentire, come ci si deve comportare? È il problema che si riscontra quando si tenta di discutere coi pidiellini.



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MessaggioTitolo: "LA BASE DI OGNI DIALETTICA"   Lun 29 Nov 2010 - 8:58

Allora, rispondo al decabrista con Schopenhauer e gli dico che la risposta al suo ingenuo quesito gli giungerà dalle parole dello stesso autore degli stratagemmi.

LA BASE DI OGNI DIALETTICA

Innanzitutto bisogna considerare ciò che è essenziale in ogni disputa, ciò che veramente accade durante una disputa.
L'avversario (o noi stessi, è uguale) ha presentato una tesi. Per confutarla ci sono due modi e due vie.
1) I modi : ad rem, b) ad hominem o ex concessis: cioè noi mostriamo che la tesi non concorda con la natura delle cose, con la verità oggettiva assoluta, oppure che non concorda con altre affermazioni o ammissioni dell'avversario, cioè con la verità soggettiva relativa: quest'ultima è una dimostrazione solo relativa e non stabilisce nulla in merito alla verità oggettiva.
2) Le vie: a) confutazione diretta, b) confutazione indiretta. La confutazione diretta attacca la tesi nei suoi fondamenti, quella indiretta nelle sue conseguenze: quella diretta mostra che la tesi non è vera, quella indiretta che essa non può essere vera.
a) Nella confutazione diretta possiamo fare due cose. O mostriamo che i fondamenti della sua affermazione sono falsi (nego majorem; minorem); oppure ammettiamo i fondamenti, ma mostriamo che l'affermazione non ne consegue (nego consequentiam), cioè attacchiamo la conseguenza, la forma dell'inferenza.
b) Nella confutazione indiretta adoperiamo o l'apagoge o la istanza.
I) Apagoge: noi assumiamo la tesi dell'avversario come vera: poi mostriamo che cosa ne consegue se, unita a qualche altra proposizione riconosciuta come vera, la adoperiamo come premessa per un sillogismo da cui discende una conclusione palesemente falsa in quanto contraddice la natura delle cose o le altre affermazioni dell'avversario, ed è dunque falsa ad rem o ad hominem (Socrate in Ippia maggiore e altrove): di conseguenza anche la tesi era falsa. Infatti, da premesse vere possono conseguire solo proposizioni vere, mentre da premesse false non sempre conseguono conclusioni false. (Se essa contraddice addirittura una verità assolutamente indubitabile, allora abbiamo condotto l'avversario ad absurdum).
II) L'istanza, exemplum in contrarium: confutazione della tesi generale mediante indicazione diretta di casi compresi nella sua enunciazione, per i quali però essa non vale. La tesi generale deve perciò essere falsa.
Questa è l'impalcatura di base, lo scheletro di ogni disputa: abbiamo dunque la sua osteologia. Infatti a ciò si riconduce in fondo ogni disputare: ma tutto questo può avvenire effettivamente o solo in apparenza, con ragioni autentiche o meno: e poiché su questo punto non è facile stabilire qualcosa di sicuro, le dispute sono lunghe e ostinate. Neppure nel dare istruzioni possiamo separare ciò che è vero da ciò che è apparente perché, per l'appunto, di questo i contendenti non sono mai certi in anticipo. Perciò io offro degli stratagemmi senza badare al fatto se objective si abbia ragione o torto: infatti non possiamo saperlo con certezza nemmeno noi stessi e deve essere stabilito proprio mediante la contesa. [e ora arriva la risposta per Sertorjanov] Del resto, in ogni disputa, o in ogni argomentazione in genere, bisogna essere d'accordo su qualche cosa che si prende come principio per giudicare la questione di cui si tratta: contra negantem principia non est disputandum [non si disputi con uno che nega i principi di partenza].

Sertorjanov, io spero che tu Wink ti renda conto che la dialettica è la vita degli esseri umani.

Meditate giovani, meditate.

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Servius Sertorius
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MessaggioTitolo: Prodigo di prodigi il nostro Vento   Mar 30 Nov 2010 - 11:21

Vesaniente Vento ha scritto:
[...] contra negantem principia non est disputandum [non si disputi con uno che nega i principi di partenza].
Non potevi scrivere direttamente questa? IGH! Scherzo, naturalmente. A proposito questa citazione non è di Schopenauer, giusto?

Vesaniente Vento ha scritto:
Sertorjanov, io spero che tu Wink ti renda conto che la dialettica è la vita degli esseri umani. [...]
Ne deduco che Sgarbi e pidiellini non sono umani.

Post meraviglioso. Sto ancora sbavando! E pensare che al liceo ritenevo Schopenauer un cialtrone. Grazie davvero Vento!



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MessaggioTitolo: STRATAGEMMA N. 15 E N. 16   Lun 6 Dic 2010 - 23:34

STRATAGEMMA N. 15

Se abbiamo presentato una tesi paradossale e ci troviamo in imbarazzo nel dimostrarla, proponiamo all'accettazione o al rifiuto dell'avversario, come se volessimo trarne la dimostrazione, una tesi sì giusta, ma non del tutto evidente: se egli, sospettando qualcosa, la respinge, allora lo conduciamo ad absurdum e trionfiamo: se invece la accetta, intanto abbiamo detto qualcosa di ragionevole, e poi si vedrà. Oppure introduciamo qui lo stratagemma precedente e affermiamo ora che questo dimostra il nostro paradosso. Per farlo ci vuole la massima impertinenza: ma nella realtà succede: e c'è gente che tutto ciò lo pratica per istinto.


STRATAGEMMA N. 16

Argumenta ad hominem o ex concessis. Di fronte a un'affermazione dell'avversario dobbiamo cercare se per caso essa non sia in qualche modo, all'occorrenza anche solo apparentemente, in contraddizione con qualcosa che egli ha detto o ammesso in precedenza; oppure con i canoni di una scuola o di una setta che egli ha lodato o approvato; oppure con l'agire degli adepti di questa setta, o anche solo degli adepti falsi e apparenti; oppure con il suo stesso comportamento. Se per esempio egli difende il suicidio, allora gli si grida subito: <<Perché non t'impicchi?>>. Oppure afferma che Berlino è un luogo di soggiorno sgradevole, e gli si grida subito: <<Perché non te ne parti immediatamente con la prima diligenza?>>.
In un modo o nell'altro, si riuscirà ben a cavar fuori un raggiro.

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MessaggioTitolo: STRATAGEMMA N. 17, 18 E 19   Lun 20 Dic 2010 - 8:16

STRATAGEMMA N. 17


Se l'avversario ci incalza con una controprova, spesso ci potremo salvare con una sottile distinzione a cui magari prima non abbiamo pensato, se la cosa in questione consente un doppio significato oppure un doppio caso.




STRATAGEMMA N. 18


Se ci accorgiamo che l'avversario ha messo mano a un'argomentazione con cui ci batterà, non dobbiamo consentire che arrivi a portarla a termine, ma dobbiamo interrompere, allontanare o sviare per tempo l'andamento della disputa e portarla su altre questioni: in breve, avviare una mutatio controversiae.




STRATAGEMMA N. 19


Se l'avversario ci sollecita esplicitamente a esibire qualcosa contro un determinato punto della sua affermazione, ma noi non abbiamo nulla di adatto, allora dobbiamo svolgere la cosa in maniera assai generale e poi parlare contro tali generalità. Ci viene chiesto di dire perché una determinata ipotesi fisica non è credibile: allora parliamo della illusorietà del sapere umano e ne diamo ogni sorta di esempi.


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MessaggioTitolo: Re: L'arte di ottenere ragione (esposta in 38 stratagemmi)   

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L'arte di ottenere ragione (esposta in 38 stratagemmi)
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