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 Caesar3, il giallo

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Vitellio Tonnatus
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Leone Capra
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MessaggioTitolo: Caesar3, il giallo   Gio 1 Set 2011 - 5:06

I più anziani forumisti ormai ne sentono parlare da tanto tempo, e qualcuno ha anche letto una bozza. Adesso ho deciso di pubblicare un estratto del primo capitolo del racconto giallo ambientato in una non meglio precisata città realizzata con Caesar3.
Magari in questo modo mi costringerò a finire!!!
Ovviamente vuole essere solo un gioco nel/col gioco per cui chiedo a tutti indulgenza.
L'azione si svolge in un isolato doppio (9x18) dotato di un corpo di guardia che separa la zona agricola e di un ramo secondario in cui è edificato il porto.
Per i nuovi iscritti:
- i nomi dei personaggi coincidono con i termini latini relativi al loro mestiere che dovrebbero essere utilizzati nella localizzazione latina anch'essa ormai da troppo tempo in via di completamento.
- nello sviluppo del racconto ci sono alcuni camei relativi ai forumisti storici.
Spero che la cosa piaccia/interessi.
Se i commenti saranno non negativi magari proseguo con la scrittura e con la pubblicazione

Par. 1 Una donna morta nel mercato
Ottobre CCCXIX
Quando Vigil vide di fronte a se l’incrocio, non sapeva da che parte sarebbe andato. Non lo sapeva nessuno. “Chissà” pensò, “forse soltanto il Programmatore!”.
Era un prefetto, un uomo concreto, abituato a confrontarsi con la realtà: si limitava a venerare gli dei che avevano diretta influenza sulla città lasciando le discussioni teologiche ai sacerdoti. Per cui ricacciò rapidamente il pensiero da dove era venuto.
Giunto all’incrocio avrebbe potuto restare sull’anello dell’isolato e invece, ignaro del perché, si diresse verso il corpo di guardia ed il vicino mercato. Soddisfatto dello stato dei luoghi stava dicendo a se stesso “Nessun segno di criminalità qui intorno”
Ma giunto al mercato la frase gli morì sulle labbra.
Gli scaffali delle merci erano stati ribaltati, cumuli di stoviglie rovesciate al suolo, alcuni sacchi di grano erano stati sfondati con violenza ed il loro contenuto era stato sparso ovunque.
E poi la vide.
Giaceva supina sotto alcuni mobili spaccati immersa in una pozza di sangue.
Si mosse verso di lei maledicendo la sua incapacità di correre. Le sue speranze svanirono quando vide la profonda ferita alla base del cranio e l’innaturale postura del capo.
Sarebbe stato inutile chiamare in aiuto il dottore. Per lei era finita.
Subito un pensiero si fece largo nella mente di Vigil: “Qual è?”.
Il vestito verde, anche se lordo del sangue, non lasciava dubbi sul fatto che fosse una delle due donne proprietarie del mercato. Ma quale?
Erano gemelle identiche, uguali in tutto, corporatura, vestito, andatura. Per riconoscerle si poteva solo osservare dove andavano o parlare loro.
E quel povero mucchietto di pixel, che giaceva sotto le sedie spaccate, non avrebbe certo più potuto proferire parola o muoversi.
E poi un altro pensiero attraversò la sua mente: avrebbe dovuto fare tutto da solo. I Prefetti non riuscivano a fare squadra per fronteggiare gli incendi, le rivolte o i nemici. In quel tipo di indagini poi il lavoro era tutto a carico di chi arrivava per primo sul luogo del delitto. Forse qualche aiuto dai colleghi fuori porta, ché ai prefetti dell’isolato era vietato raggiungere le zone agricole oltre il corpo di guardia, ma nulla di più.
Vigil sapeva anche che suo malgrado non sarebbe stata un indagine breve: era conscio di non essere capace di andare verso una precisa destinazione. E quindi gli incontri con le persone utili alle indagini sarebbero state lasciate al caso, al destino dei rendez-vous voluti dagli incroci.
A questo pensiero proruppe in un “Accidenti al Programmatore “.
Chissà, forse aveva bestemmiato. .........................

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Pesci Ratto
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Gio 1 Set 2011 - 7:59

Wow, continua continua!

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Sagittario Serpente
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MessaggioTitolo: Un posto in prima fila!   Gio 1 Set 2011 - 8:10

Finalmente anche dai miei rivali qualcosa di interessante da leggere!

POP-CORN SERTORIANI AROMATIZZATI ALLE SPEZIE DEL VICINO ORIENTE PER TUTTI!

OFFRE LA SSDAUCT!


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Gemelli Cavallo
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Gio 1 Set 2011 - 8:44

Vai avanti Vitellio!!! Mi piazzo anch'io in posizione per il prosieguo:

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Vergine Gallo
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Gio 1 Set 2011 - 10:08

Ottimo Vit... Aspetto ansiosamente il seguito.

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Prima di chiedere hai fatto una ricerca con la funzione SEARCH?
Prima di postare hai verificato di essere nella rubrica giusta?
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Sagittario Serpente
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MessaggioTitolo: È la morte sua!   Gio 1 Set 2011 - 10:44

Tra le altre cose sono curioso di vedere quale morte atroce e ignominiosa riserverà al sottoscritto. lol!

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Gio 1 Set 2011 - 19:17


Ma è fotrtissimo! Dai, continua!

(Cavolo, per i caccademici sertoriani sarà un duro colpo.... )

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Sagittario Serpente
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MessaggioTitolo: Tutto bene   Gio 1 Set 2011 - 21:23

Goldenaxe ha scritto:

Ma è fotrtissimo! Dai, continua!

(Cavolo, per i caccademici sertoriani sarà un duro colpo.... )
E perché mai?
A noi va bene così! Noi insegnamo. Voi raccontate storie.
In fondo è sempre stato così.

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Gio 1 Set 2011 - 21:46

Sordo ai malevoli commenti dell'asilante, al quale annuncio fin da ora che nel racconto la sua sorte non prevede la sua morte Twisted Evil , riporto la seconda ed ultima parte del primo capitolo.


.......
Per prima cosa doveva stabilire chi fosse la vittima. “Aspetterò..” si disse. La sorella superstite a breve sarebbe dovuta rientrare al mercato.
Poi la sua preoccupazione di tutore dell’ordine si rivolse ai possibili effetti sull’isolato dovuti alla chiusura del mercato per il periodo dell’indagine. Vide già folle di emigranti che fuggivano dalle case in fase di devoluzione e tumulti cittadini causati da ribelli armati di torce. Gli ripugnava l’idea di bagnare il suo gladio con il sangue dei concittadini! Ma il cupo pensiero fu scacciato dalla considerazione che nell’isolato c’erano altri tre mercati. Il tutto si sarebbe risolto con più violente, ma innocue proteste dei garzoni dovute all’incremento dei viaggi con le gerle piene.
Quindi si mise all’opera apponendo i sigilli al locale e gli avvisi di divieto di accesso a causa delle indagini in corso. Infine si mise ad osservare il luogo del delitto e come prima cosa fissò la scena per memorizzare ogni dettaglio.
Era fiero della sua memoria.
Anni prima, giovane aspirante prefetto, aveva stupito gli esaminatori. Con i suoi 128 mb non solo aveva superato tranquillamente il requisito minimo di 32 mb, ma addirittura aveva raddoppiato anche quello consigliato di 64 mb. Simili capacità non passarono inosservate ai saggi della commissione.
Dagli scaffali ribaltati le merci si erano sparse ovunque. Al suolo giacevano insieme ai beni in vendita gli arredi del mercato. Il bancone rovesciato aveva sparso per terra alcune monete, pochi spiccioli. In mezzo alle ceste sfondate stava una lucida stadera il cui braccio era adesso tutto contorto. Lo sguardo del suo contrappeso a forma di testa femminile era rivolto verso la vittima. Un vecchio sgabello con una zampa spezzata era finito in mezzo ad alcuni mobili che avevano appena lasciato il mobilificio.
Per terra, da un lato, i resti taglienti di una grossa brocca spezzata. Erano sporchi di sangue. Sicuramente era con quella che l’assassino aveva dato il colpo fatale.
Quindi passò ad analizzare la vittima: il corpo ancora caldo e lo stato del sangue dicevano che il delitto era recente.
Chissà forse arrivando aveva incrociato l’assassino in fuga.
Oltre alla ferita letale non vide altri evidenti segni di lotta.
Nessun graffio sulle braccia, né sul viso. Le mani perfettamente pulite. Nessuna ferita sul volto.
“Strano!” pensò il prefetto.
I danni che vedeva intorno a se sembravano causati da una furibonda lite.
Ma se la vittima avesse partecipato a una simile zuffa avrebbe dovuto avere qualche traccia, qualche ferita. Ed invece nulla.
Strano!
Quindi Vigil scostò la tenda che separava il locale dal piccolo ufficio nel retrobottega. Qui tutto era in ordine.
Sul semplice tavolo che fungeva da scrivania stavano due cofanetti chiusi. Vigil si era reso conto che la vittima non aveva indosso alcuna chiave. Decise quindi di forzare i contenitori. Nel primo trovò oggetti di uso comune per un mercato, un paio di coltelli, un acciarino per accendere il braciere, qualche foglio di papiro per annotazioni, pettini….niente di importante.
Nel secondo, più grande pesante e robusto del primo, trovò i documenti legati all’attività del mercato: ricevute d’acquisto, fatture e annotazioni sulle merci acquistate e vendute. Niente di anormale si disse.
Ripensò agli insegnamenti di Luxius il suo antico precettore dell’Accademia. Profondo conoscitore delle regole di quel mondo e delle loro sfumature, amava ripetere ai giovani allievi alcune massime. Una diceva: “Dove ci sono affari ci sono soldi. Dove ci sono soldi ci sono conflitti. Dove ci sono conflitti ci sono morti”.
Il prefetto raccolse le carte e prese a studiarle.
I documenti erano intestati alla Cooperativa Agricola, alla Società Anonima Olii e Vini ed alla Legnami e Commerci Extraurbe e apparentemente sembravano solo testimoniare le normali attività di un mercato.
Rimise a posto i documenti avendo memorizzato quanto poteva essere utile.
Vigil rimase sorpreso dal fatto che in quel piccolo forziere non ci fossero soldi. In effetti, a parte i pochi spiccioli sparsi al suolo che aveva visto vicino al cadavere non c’era denaro nel mercato.
Che fosse stato un furto finito in omicidio? In fin dei conti quella era la via che gli emigranti dovevano percorrere per allontanarsi dalla città. Forse la tentazione di soldi facili poco prima di sparire aveva armato la mano di qualche malintenzionato. Ma la cosa non convinceva Vigil. Tutte le proprietarie dei mercati dell’isolato erano troppo scaltre per non aver preso delle precauzioni contro tali evenienze!
Il prefetto si chiese se quel robusto cofanetto non potesse contenere qualche vano segreto. Le dimensioni ed il peso del piccolo forziere suscitavano in lui più di un sospetto in tal senso.
Volse così il suo sguardo indagatore verso lo scrigno ma la sua attenzione fu attratta dal rumore di passi provenienti dall’esterno e da una voce femminile che diceva. “Ho finito le merci e ritorno al mercato”.
Ora sapeva il nome della vittima: era Magnaria la grossista!
Vigil si mosse verso la strada maledicendo ancora la sua lentezza ma riuscì ad intercettare Venditrix la venditrice al dettaglio prima che potesse entrare e vedere lo scempio del mercato.
Quando fu in strada il prefetto si rese conto che uscendo dal locale aveva commesso un errore: solo il fato (e forse il Programmatore) sapeva quando lui sarebbe ritornato in quel mercato per concludere l’analisi del cofanetto.












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MessaggioTitolo: Crudeltà!   Gio 1 Set 2011 - 22:03

Vitellio Tonnatus ha scritto:
Sordo ai malevoli commenti dell'asilante, al quale annuncio fin da ora che nel racconto la sua sorte non prevede la sua morte Twisted Evil [...]
Sì, lo immagino. Sarà qualche umiliante fustigazione con circonsione e castrazione a caldo o robe simili... Povero me!

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Goldenaxe
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Ven 2 Set 2011 - 22:17

Vitellio Tonnatus ha scritto:

Quando fu in strada il prefetto si rese conto che uscendo dal locale aveva commesso un errore: solo il fato (e forse il Programmatore) sapeva quando lui sarebbe ritornato in quel mercato per concludere l’analisi del cofanetto.

Non saranno marciatori forzati?! Suspect

Hum... no, altrimenti non c'entrava il fato.

Ps. era tanto che non si vedeva il forum così attivo, che bello!

Mancano solo le nostre femminucce, chi le ha viste?

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Pesci Ratto
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Ven 2 Set 2011 - 23:38

Goldenaxe ha scritto:
Vitellio Tonnatus ha scritto:

Quando fu in strada il prefetto si rese conto che uscendo dal locale aveva commesso un errore: solo il fato (e forse il Programmatore) sapeva quando lui sarebbe ritornato in quel mercato per concludere l’analisi del cofanetto.

Non saranno marciatori forzati?! Suspect

Eh no, infatti i prefetti sono passeggiatori casuali, per quello invoca il fato (o meglio l'algoritmo del programmatore ghgh).
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Mattia Flavio Vespasiano
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MessaggioTitolo: popcorn!!!   Sab 3 Set 2011 - 2:10

popcorn!!!
bibite!!!
non prendete quelle dell' asilo sertoriano!!! finirete così:
per giove! è vero! siamo in tregua!!! si vede tra le righe?

dai,vitellio! vogliamo il finale!!!
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Vitellio Tonnatus
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Leone Capra
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Dom 4 Set 2011 - 10:16

Beh, per il finale ci sarà da attendere un po'.

Comunque veniamo al secondo capitolo.

Cap. II "Venditrix"
Pur essendo in tutto e per tutto uguale fisicamente alla sorella morta, non altrettanto si poteva dire per carattere e cervello. Tanto era astuta, scaltra e combattiva la vittima, tanto era candida ed ingenua la donna che stava di fronte a Vigil. Nell’isolato tutti sapevano che lo sviluppo mentale di Venditrix si era fermato all’adolescenza a causa di un evento traumatico.
Questa differenza aveva delineato i ruoli delle due: l’aria candida di Venditrix la aiutava nelle vendite. Era benvoluta da tutti lì nel primo isolato e nessuno l’avrebbe mai imbrogliata e tutti cercavano di aiutarla e proteggerla dalle insidie della vita.
Per contro l’astuzia di Magnaria era quanto di più utile nel mondo dei granai e dei magazzini. Un mondo duro e pieno di squali nel quale Venditrix sarebbe stata spazzata via in pochi istanti.
Quando la donna vide il prefetto venirle incontro, lo salutò sorridendo ” Buongiorno Vigil”.
Ora il prefetto aveva il problema di come comunicarle il dramma che la stava per travolgere. Come tutti lì nel primo isolato voleva bene a Venditrix e avrebbe proprio voluto evitare quell’ingrata incombenza che lo attendeva.
Ebbe un’intuizione. Fra i tanti compiti lui aveva anche il controllo delle stadere delle commercianti e quell’operazione con Venditrix era più un gioco che un vero controllo. Avrebbe simulato un controllo, sarebbe stato utile per prendere tempo per cercare le parole adatte alla situazione.
Sorridendo le si avvicinò mentre estraeva dalla sua sacca i pesi di prova.
“Di quanto hai imbrogliato i tuoi clienti stavolta?” le disse.
“Prefetto! Ma che cosa dici! Lo sanno tutti che io non imbroglio nessuno” gli rispose facendo un giocoso broncio.
Vigil, presa la stadera brunita pose i suoi pesi sul piatto e come d’abitudine controllo il sigillo di autenticità sul contrappeso.
Cercò di effettuare la verifica nella maniera più credibile e alla fine appose il suo punzone aggiungendolo ai tanti già presenti sul piatto lucido per l’uso.
Mentre Vigil cercava di raccogliere il coraggio indugiando nella stesura del verbale, dal centro di ingegneria posto di fronte al mercato, con la sua scaletta a pioli sulla spalla come da regolamento uscì un ingegnere che fischiettando cominciava il suo turno.
Vide Vigli e Venditrix che parlottavano e li salutò distrattamente.
Il suo occhio allenato di manutentore notò subito che nel mercato qualche cosa non andava. Alcuni scaffali si erano rovesciati e quindi sarebbe dovuto intervenire per rimettere tutto a posto. Entrato nel mercato si trovò davanti alla donna morta. Immediatamente uscì urlando “Vigil qui il mercato è distrutto e c’è una morta ammazzata”. Venditrix allarmata da queste parole si avvicinò alla scena.
L’urlo disperato della dettagliante rimase nella testa di Vigil per mesi. Quando Venditrix svenne Vigil pose mano all’impugnatura del gladio. Se non fosse stato per la disciplina ferrea inculcata al prefetto in quel mercato ci sarebbe stato anche un ingegnere morto.
“Brutto imbecille!” lo apostrofò Vigil “Smetti di vomitare e vai a chiamare Medicus il dottore. E mi auguro che tu non abbia toccato niente con quel tuo fervore manutentivo”. Mi raccomando non dire nulla a nessuno di quanto hai visto”
L’ingegnere allontanandosi lo rassicurò che praticamente lui non era neanche entrato in quel mattatoio e che sarebbe stato come muto come un mattone.
Il prefetto, guardandolo allontanarsi si chiese quanto ci avrebbe impiegato a raggiungere la clinica: c’erano almeno un paio di incroci da affrontare. Di sicuro la notizia dell’omicidio si sarebbe diffusa più velocemente.
L’attesa in realtà fu breve. Portato dal caso giunse Chirurgus il chirurgo il quale visto Vigil che cercava di soccorrere Venditrix capì di avere l’occasione peri farsi valere. Con tono sostenuto disse “Lascia fare a chi è esperto!”.
In effetti Chirurgus non si sentiva capito in quell’isolato plebeo. Per apprezzare le sue competenze ci sarebbero voluti i ricchi abitanti di un quartiere patrizio!
Ma il governatore aveva voluto in quell’ isolato, il primo fondato in città, un ospedale non necessario e neanche richiesto dalla popolazione, solo per fare fronte alla disoccupazione crescente.
C’era chi per queste scelte criticava il governatore. Ma nessuno osava farlo ad alta voce. Qualsiasi contestazione o reato, anche il più insignificante, aveva una sola condanna: la sparizione nell’angolo nero. Il governatore era famoso nell’Impero per la sua spietata determinatezza.
Vigil fu contento di vedere che Venditrix stava rapidamente riprendendosi grazie alle sapienti cure di Chirurgus.
Questi, quando la donna fu nuovamente in piedi si avvicinò a Vigil e con espressione preoccupata gli disse “La porto in ospedale. Per una mente così fragile e provata un trauma psicologico di tale portata potrebbe avere conseguenze devastanti. La scienza ha ancora molto da scoprire sulla mente umana e sui suoi segreti.”
La donna, in evidente stato confusionale, aveva raccolto la sua stadera e le sue gerle vuote e farfugliava frasi sui clienti che l’aspettavano e sul giro da compiere.
Il chirurgo dopo aver scambiato un occhiata con Vigil, che rispose con un cenno di assenso, la prese sotto braccio dicendole “Su andiamo Venditrix!. Ti aiuto a portare le merci.”
Mentre i due si stavano allontanando giunse Medicus che evidentemente era stato avvertito dall’ingegnere.
Vigil gli fece una rapida descrizione della scena. “Dottore mi raccomando. Quando i tuoi uomini faranno pulizia, non tocchino nulla nell’ufficio”. “Non ti preoccupare” rispose il medico. “Conoscono bene le procedure. Toglieranno solo quanto necessario per il mantenimento dell’igiene cittadina.” Anticipando la domanda del prefetto aggiunse. “Ti farò avere il mio rapporto sulla vittima al più presto possibile. Ah! ad avvertire la famiglia ci penso io. Suo marito è un amico.”
Salutato Medicus Vigil si avviò verso la prefettura. Il suo turno in teoria era finito ma doveva preparare l’ordinanza di chiusura e sequestro temporaneo del mercato. La odiava tutta quella burocrazia!!!

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Dom 4 Set 2011 - 23:56

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Lun 5 Set 2011 - 0:17

popcorn!!!

povera sorella...
deve intervenire il prefetto della scientifica!!
se io ero il governatore doveva fare gli incroci,perchè di solito io metto le accademie!
al massimo avrebbe visto un maestro di anatomia e corpo umano...
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Vitellio Tonnatus
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MessaggioTitolo: Cap. 3 parte 1 "Inizia l'indagine"   Gio 8 Set 2011 - 1:22

Cap. 3 "Inizia l'indagine"

Come al solito, uscendo dalla prefettura ad inizio turno, Vigil non aveva una meta precisa ma stavolta sapeva chi voleva incontrare per iniziare le indagini:
Tonsor il barbiere ed, Exactor l’esattore pubblico.
In seguito, sperando di aver ricevuto qualche notizia utile, utili avrebbe cercato il marito della vittima: Histrio l’attore.
Il suo primo incontro utile fu all’altezza dell’oliveto. “Bene” si disse “partiremo dalle informazioni ufficiali”.
“Salve Exactor”.
L’esattore era un uomo di mezza età, sempre in giro con i suoi registri ed il borsellino intento a riscuotere i tributi dovuti al governatore.
Di certo non era un personaggio amato dai cittadini dell’isolato. E non solo per il suo lavoro.
l suo unico metro per valutare le persone era la loro ricchezza, anzi le tasse che erano in grado di pagare. Lui non faceva nulla per nascondere il suo disprezzo verso i “pezzenti” che abitavano quell’operoso isolato plebeo.
Il suo sogno era stato di lavorare al Senato nell’isolato patrizio: belle persone, tre tipi di cibo, vini, spettacoli all’ippodromo, passeggiate sotto l’arco di trionfo!
Quello era il suo mondo.
E invece no! Non aveva trovato gli agganci giusti ed era stato inviato lì, in quello squallido isolato doppio, fra piccoli giardini spelacchiati e qualche statua piccola, a succhiare il sangue a quegli straccioni. Poco contava per lui che quello fosse l’agglomerato più antico delle città.
Exactor viveva una vita solitaria ed isolata divisa fra casa e foro. Ogni tanto andava in biblioteca o al teatro ma nulla di più. Era un pavido ed aveva l’incubo delle sommosse: sapeva che eventuali rivoltosi lo avrebbero scelto come primo bersaglio della loro ira. Per cui evitava i contatti non necessari con i suoi concittadini.
Il tono gioviale del prefetto lo mise sul chi vive: difficilmente qualcuno era confidenziale con lui.
“Qual buon vento Vigil ?”.
“Buono proprio no!” rispose il prefetto. Quindi andò dritto al punto. “Sto conducendo un’indagine. Ho necessità di sapere tutto quanto mi puoi dire sulla Cooperativa Agricola, sulla società Anonima Olii e Vini e sulla ditta Legnami e Commerci Extraurbe”
L’esattore, conscio che quelle erano richieste ufficiali e visto il tono deciso con cui erano state rivolte, capì che ciò che voleva Vigil erano risposte senza ulteriori domande.
Diede una lunga occhiata alle sue pergamene e deciso a difendere la presunta superiorità cominciò con supponente paternalismo.
“In base a quanto riportato sui Registri Commerciali approvati da Sua Eccellenza il Governatore, luce degli occhi dell’imperatore e benedetto dagli dei, registri redatti congiuntamente dagli illustrissimi Consigliere Commerciale e Consigliere Finanziario, che Mercurio li tenga sempre nel suo cuore, e pubblicati con decreto dell’eccellentissimo Consigliere Capo, amato in terra e nell’Olimpo…….”
“Le informazioni per favore” lo interruppe seccamente Vigil.
Stizzito Exactor continuò:”la Società Anonima Olii e Vini ha la concessione in esclusiva per la produzione, lo stoccaggio e la commercializzazione di uva, olive, olio e vino. Tale concessione si estende anche ad eventuali prodotti importati. L’esclusiva non è limitata a questo isolato, ma si estende all’intera città. La produzione è finalizzata al consumo interno. Il suo fatturato è di”. E qui una lunga serie di numeri, tasse pagate, bilanci commerciali.
“Scusa Exactor ” lo interruppe Vigil” Hai detto che la concessione è in esclusiva per tutta la città. Non è una cosa normale. Le concessioni in esclusiva per prassi sono limitate ai singoli isolati”
Seccato per l’ennesima interruzione Exactor sibilò: “Perbacco, un abitante di questo borgo sperduto che non solo conosce l’esistenza del resto della città, ma addirittura disquisisce di prassi amministrativa! Che il governatore abbia deciso di costruire qui un Colosseo?”
Vigil sapeva a cosa faceva riferimento l’esattore: l’isolato, pur avendo tutte le altre risorse per diventare un quartiere patrizio, non aveva un Colosseo. Né mai lo avrebbe avuto. Mancava lo spazio per edificarlo e soprattutto la volontà del Governatore. Lì le abitazioni non sarebbero mai andate oltre la Insula Grande
Decise di non raccogliere la sprezzante provocazione e si concentrò nuovamente sulle parole di Exactor.
“Certo che è strana! Dietro a questa società c’è il Governatore in persona che ne è il maggiore azionista. Praticamente è sua! La nostra città riceve continue richieste imperiali di olio e vino. Il nostro amato dittatore non ha mai visto le uniformi dei famigerati legionari blu, ed è logico ritenere che neanche voglia vederle in futuro. Qualche errore con Cesare potrebbe costargli una crociera legato al banco dei rematori È ovvio che voglia tenere sotto controllo diretto tutto ciò che è unto o alcolico. Inoltre, arguto prefetto, se tu volessi fare qualche…affaruccio privato, con cosa lo faresti? Con le granaglie che valgono quattro spiccioli ?”
Deciso a riconquistarsi la benevolenza dell’interlocutore il prefetto ignorò l’insulto, decise di non procedere all’arresto immediato per il reato appena compiuto di diffamazione del Governatore, ed annui esclamando un convinto “Giusto!”. E aggiunse “Delle altre ditte che hai da dirmi?”












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Servius Sertorius
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MessaggioTitolo: TV CAESAR   Gio 8 Set 2011 - 3:27

Il modo in cui inchioda nel bel mezzo dell'azione è fantastico. Certo che sai come vendere la pubblicità, vero Vit? A breve dalla SSDAUCT, Divisione Comunicazioni, arriveranno i dati dell'audience che sembrano essere già piuttosto positivi. Nel frattempo: attendiamo la prossima puntata! What a Face

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Gio 8 Set 2011 - 6:15

...cosa? devo aspettare per il prosieguo?
veloce Vit si sta facendo interessante!!

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Gio 8 Set 2011 - 19:35

Ma la "Società Anonima Olii e Vini" è la "Genco Olio di Oliva"!??!? What a Face

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Gio 8 Set 2011 - 22:09

La trama si infittisce...

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MessaggioTitolo: Cap. 3 parte 2   Ven 9 Set 2011 - 0:18

Cap. 3 seconda (ed ultima) parte

Una nuova lunga consultazione alle pergamene. Quindi rivolgendo a Vigil un’occhiata dura che non ammetteva nuove interruzioni Exactor ricominciò: “Come già detto, sulla scorta di quanto riportato sui Registri Commerciali approvati da Sua Eccellenza il Governatore, a lui tutti i nostri umili ringraziamenti per quanto sta facendo per noi, registri redatti congiuntamente agli illustrissimi Consigliere Commerciale e Consigliere Finanziario, che Mercurio continui ad illuminare le loro menti , pubblicati con decreto dell’eccellentissimo Consigliere Capo, esempio per i cittadini di questa città e di tutto l’impero, ed affissi sulle bacheche ufficiali del senato e dei fori locali dagli illustri esattori”, Exactor calcò i toni su queste ultime parole, “ti posso dire che la ditta Legnami e Commerci Extraurbe è di proprietà dell’anziano Baiulus e dei suoi tre figli. La ditta si occupa di mobili e vettovaglie e della loro commercializzazione interna ed estera. All’inizio gli affari erano legati solo allo scalo e al carico del vino esportato. In seguito c’è stata l’acquisizione dell’unico magazzino autorizzato ad accettare vettovaglie, e quindi il controllo completo delle importazioni marittime. In tempi più recenti, con l’autorizzazione all’ esportazioni di mobilia, hanno allargato i loro interessi acquisendo tutte le fabbriche di mobili ed il solo magazzino dell’isolato autorizzato ad accettarne i prodotti.
Il loro ultimo successo è la concessione per il magazzino ortaggi che hanno appena finito di realizzare vicino al porto.
I bilanci delle loro ditte sono floridi. Mai un ritardo nei pagamenti dei tributi, mai un ammanco. C’è chi accusa il vecchio Baiulus di volersi impadronire di tutto il settore commerciale dell’isolato anche con mezzi poco leciti. A parer mio è solo invidia del successo, lui ed i suoi figli sono esempi da seguire e meriterebbero ben altro isolato”.
Exactor continuò con un tono che tradiva un estremo disprezzo:
“Della Cooperativa Agricola non ti posso dire molto. Non ha attività qui nell’anello o nei rami a cui io posso accedere. Il granaio e le fattorie associate sono tutti al di là del corpo di guardia. La mia giurisdizione, come la tua del resto, è limitata da quella coppia di porte. È un piccolo privilegio che il Governatore ha concesso a quei barbari. In quel luogo privo di civiltà non c’è nulla o quasi:un piccolo tempio dedicato a Cerere, un pozzo, due tende e i servizi minimi affinché non crolli tutto o non scoppino incendi. Vivono quasi fossero Lestrigoni. Ma sono felici loro! Non pagano contributi e tasse loro! Poveri stolti! Come se ci fosse qualcosa da spremere da quattro tende piene di pulci e di pidocchi. Sua Eccellenza il Governatore rinuncia a quattro spiccioli e si tiene buoni quei figli di una meretrice cartaginese. Però qualcosa ricordo che riguardava la Cooperativa Agricola”. Exactor ricominciò a scartabellare fra le sue pergamene e i suoi codici e dopo un po’ esclamo: ”Ecco! Decreto Consiliare n° DCCXXIV emesso dall’Onorevole Consigliere Commerciale, che Mercurio lo protegga sempre.
A partire dalla data di emissione di questo decreto si ordina che nel primo isolato le transazioni all’ingrosso del grano vengano effettuate “a peso” e non più “a gerla”.
Si ordina inoltre che nella vendita all’ingrosso del grano la pesa dei prodotti debba essere effettuata con gli strumenti dell’acquirente la cui verifica trimestrale della corretta funzionalità sarà effettuata a cura dei prefetti secondo le modalità previste nell’allegato tecnico al Decreto Consiliare n° DCCCXXIV.
Pertanto si decreta il divieto per i venditori all’ingrosso di grano attivi nel primo isolato di commercializzare merci già confezionate.

La Cooperativa Agricola non viene menzionata ma è abbastanza chiaro a chi è diretto questo decreto.”
Vigil ricordava quella vicenda ricca di aspetti oscuri che aveva avuto come risultato finale un incremento di lavoro per i prefetti: nell’isolato c’era stata carenza di cibo a causa della pessima qualità dei prodotti forniti ai cittadini. Alla fine le indagini stabilirono che i mercati, dapprima additati come colpevoli, erano estranei se non addirittura vittime di una truffa che partiva dalla zona agricola. Le compratrici all’ingrosso acquistavano i prodotti già confezionati in gerle la cui preparazione era effettuata nel granaio. Le gerle venivano però parzialmente riempite con prodotti adatti solo all’alimentazione animale. Non si trovò nulla che indicasse il coinvolgimento diretto della Cooperativa Agricola che già allora aveva in gestione il granaio. O forse non lo si era voluto trovare. Tutto finì con l’angolo nero che ingoiò alcuni fattori appena immigrati, tre impiegati del granaio che probabilmente erano totalmente estranei a quella faccenda e quel povero sciocco di prefetto che avrebbe dovuto controllare la qualità delle merci e che invece aveva chiuso gli occhi per qualche sacco di grano. Per far calmare gli animi dei cittadini, che dopo averne richiesto la testa erano passati compatti dalla parte delle signore in verde, fu infine emanato il Decreto Consiliare n° DCCXXIV che spostava sulle addette dei mercati, ed indirettamente sui prefetti, il controllo della qualità e quantità prodotti agricoli distribuiti nell’isolato.
“Se non hai altro da chiedermi io riprenderei il mio lavoro” gli disse Exactor.
Vigil lo salutò e a sua volta si rimise in cammino.

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Ultima modifica di Vitellio Tonnatus il Ven 9 Set 2011 - 10:22, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Ven 9 Set 2011 - 0:56

Dimenticavo!!!!
Il titolo e la copertina




Un ringraziamento all'impagabile Marcio

Occhio che sopra a questo messaggio c'è il cap.3 parte seconda

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MessaggioTitolo: Marketing   Ven 9 Set 2011 - 7:19

Ok, se continua così dovremo prendere i calchi delle mani e dei piedi dell'autore.
I dati forniti dalla Divina SSDAUCT, Divisione Comunicazioni, confermano l'alta audience! Quasi una decina di persone, tra forumisti di vecchia data e nuove leve
Vit, che ne pensi di vendere qualche spazio pubblicitario?

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MessaggioTitolo: Cap. IV Magnaria   Lun 12 Set 2011 - 4:38

Capitolo IV Magnaria

Le informazioni di Exactor avevano portato Vigil ad escludere almeno una delle piste: nessuno sarebbe stato così sciocco da andare contro il governatore. E anche se lo avesse fatto non sarebbe stato ammazzato in quel modo. Una vanga piantata davanti alla porta dell’attività o della casa con allegato il decreto esecutivo di demolizione ed espulsione avrebbe lasciato al malcapitato il poco tempo necessario per raccogliere le proprie cose. Poi si sarebbe ritrovato a trascinare il fagotto dell’emigrante e a vedere sparire il frutto delle sue fatiche in pochi istanti. Non c’era appello a quel decreto.
Si narrava che in rari, rarissimi casi il governatore avesse concesso la grazia annullando il proprio ordine e che il condannato avesse visto ricomparire dal nulla la sua attività o la sua casa, ma per Vigil queste erano solo leggende metropolitane. Far ricomparire dal nulla un edificio era cosa da semidio e sebbene potentissimo, in fondo, il Governatore era un uomo (o una donna)!
Fu solo dopo cinque turni di servizio che il fato si decise un incrocio fra Vigil e Tonsor.
Il barbiere era un ometto anziano arrivato in città con la prima ondata di immigrati. Solo di recente però aveva potuto coronare il suo sogno aprendo la sua bottega dove con assoluta naturalezza sapeva passare dal taglio di una barba all’allestimento di una complicata acconciatura da sposa.
Prima aveva fatto mille mestieri e quindi conosceva tutti in città. E conosceva bene la storia dell’isolato. Aveva un carattere mite e per natura era portato al quieto vivere e al compromesso. Sapeva quando ascoltare e quando parlare. E sapeva anche come far parlare.
Conscio di queste sue doti, ora che tutti i cittadini dell’isolato avevano bisogno dei suoi servizi, sfruttava la sua abilità ad entrare in confidenza con i clienti, la sua attenzione ad ascoltare le mezze parole, e la sua capacità di farsi dire più di quanto l’interlocutore non avrebbe voluto. Così era in grado di completare la storia ufficiale dell’isolato con tante piccole informazioni riservate. Pettegolezzi magari, ma comunque utili.
In pratica nell’isolato non c’era novità che non arrivasse alle sue orecchie, o persona di cui il barbiere non conoscesse qualche segreto recente o antico.
“Salve Tonsor” esordì Vigil. “Ancora una volta devo chiedere il tuo aiuto”
Il barbiere lo guardò e con un sorriso sdentato rispose :
“Il tuo mento è fresco di rasatura e non vedo spuntare ciuffi dal tuo elmo. Quindi non è della mia arte che necessiti. In cosa posso esserti utile?”. Sapeva già di cosa aveva bisogno il prefetto, già altre volte era stato consultato da Vigil.
Già, credo che tu possa aiutarmi in altro modo. Sto svolgendo un’indagine su un omicidio e vorrei da te alcune informazioni.”
“Magnaria! Oh santi dei dove siamo arrivati! “ disse Tonsor scuotendo il capo canuto.
“Già Magnaria. ” fu la risposta di Vigil per nulla sorpreso che il barbiere sapesse. “Che mi puoi dire di quella donna? Tuto quello che sai, dall’inizio”
Dopo qualche secondo in cui la sua mente scavava nei ricordi, Tonsor cominciò a parlare.
“Magnaria! Era una donna molto tenace e combattiva. Il fato non è mai stato clemente con lei e le ha sempre inferto duri colpi ma lei non ha mai piegato il capo.
Arrivò adolescente in città poco dopo di me. Era aggregata in una piccola carovana di tre carretti. Con lei erano i suoi genitori e la sorella Venditrix. Erano quasi arrivati in città quando un branco di lupi li attaccò uscendo dalla selva. Furono tutti uccisi tranne le due ragazze: Magnaria riuscì ad arrampicarsi su un carretto e a trascinarci su la sorella. Con un bastone tenne a bada le belve per ore. Povere fanciulle! Assistere alla fine dei genitori deve essere stato uno spettacolo terribile e la povera Venditrix ne fu così sconvolta che da allora non si è mai più ripresa. Il suo cervello rimase fermo a quel tragico giorno. Quando infine i lupi si allontanarono in cerca di prede più facili, Magnaria invece di ritornare a Lugdunum da dove veniva decise comunque di raggiungere la città nascente. Era giovane ma non si sarebbe arresa alla prima difficoltà, voleva giocarsi la sua occasione. E chissà, forse anche se fosse tornata indietro non avrebbe avuto maggiori opportunità.
La giovane Magnaria trovò un paio di posti in una delle tende piccole all’angolo sud e per i primi tempi si procurò il necessario per se e per la sorella lavorando nella miniera di ferro dell’isolato industriale che nasceva insieme a questo. Come sai in questa città le braccia dei lavoratori non hanno sesso e all’epoca l’isolato ne era avido. Vista l’urgenza di avviare le attività produttive andavano bene anche quelle esili di una fanciulla. Appena fu costruito il mercato, approfittando di un cambio delle priorità voluto dal consigliere del lavoro e facendosi passare per un ragazzo, Magnaria riuscì a lavorare come garzone. Già quello è l’unico lavoro riservato ai maschi. Forse per evitare i problemi legati alla promiscuità fra adolescenti. Anche lì si trovò ad affrontare delle sfide che per una ragazza di quell’età non dovevano essere da poco. Gli adolescenti sanno essere crudeli con i coetanei. Quando alla fine gli altri ragazzi scoprirono il suo segreto, e la padrona del mercato fu informata che il garzone più sveglio in realtà era una ragazza, Magnaria, come ebbe a dirmi proprio lei, ebbe uno dei rari colpi di fortuna della sua vita. Fu promossa al ruolo di venditrice al dettaglio con questa frase: “Se sei stata così abile a farti passare per ciò che non sei per tutto questo tempo, saprai bene come far passare per merci sopraffine queste poche granaglie.” In tutto questo periodo Magnaria continuava a provvedere alla sorella e col poco salario che aveva deve essere stata dura. Dopo qualche tempo l’anziana padrona del mercato decise di vendere l’attività e la vittima del tuo caso vide nell’acquisto l’occasione buona per riuscire finalmente a smettere di vivere alla giornata. La vecchia proprietaria le disse che le avrebbe venduto volentieri il mercato, ma che l’affare si sarebbe dovuto chiudere in tempi brevissimi. Voci ben informate mi dicono che i pochi danarii che la nostra era riuscita a risparmiare non erano sufficienti e che abbia racimolato quanto mancava offrendosi ai carovanieri che iniziavano ad arrivare in città. E c’è anche chi giura di aver visto che nei prati vicino alla cisterna, Magnaria oltre se stessa vendesse anche l’ignara sorella.
Gli inizi furono difficili, in fin dei conti la nostra aveva poca esperienza come compratrice e un paio di volte fu sul punto di fallire. Pare che questa volta siano stati alcuni dei fornitori ad accettare i…….favori di Magnaria come saldo dei debiti che lei aveva accumulato. Poi, con l’aumento della popolazione e delle richieste di prodotti, grazie anche alla benevolenza mostrata dai cittadini alla ingenua Venditrix, gli affari iniziarono a ingranare. Finalmente Magnaria poteva guardare al domani con un po’di tranquillità anche se l’isolato continuava a guardarla con sospetto e disprezzo. Col tempo gli affari andarono sempre meglio e anche Venere decise di essere benevola con lei. Infatti poco dopo conobbe Histrio l’attore. All’epoca era un bel giovane arrivato in città convinto che questo era il posto giusto per raggiungere fama e gloria.”

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