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 Caesar3, il giallo

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Goldenaxe
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Scorpione Ratto
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Lun 12 Set 2011 - 10:17

Mamma che sfigate! Sei cattivo con loro... Rolling Eyes

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Vitellio Tonnatus
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Leone Capra
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MessaggioTitolo: Cap. V il Crollo   Lun 19 Set 2011 - 0:50

Dopo una breve pausa per riordinare i ricordi Tonsor continuò” Histrio e Magnaria si incontrarono al momento giusto per entrambi: lei, follemente innamorata, trovò il fidanzato di belle prospettive che mai avrebbe trovato nell’isolato a causa della sua fama. Lui, stringendo un rapporto con la discussa donna venuta dal nulla e ormai prossima alla ricchezza, ebbe in un sol colpo una facile di notorietà e uno futuro sponsor munifico.
Dopo un breve periodo di fidanzamento si sposarono e per un periodo le cose andarono bene ai due, anzi ai tre. Magnaria poteva finalmente godersi il frutto dei suoi sacrifici permettendosi abiti raffinati ed il servizio di acconciatori di moda. Histrio, anche se non fu mai una stella di prima grandezza, ebbe il suo periodo di maggior fama. Anche Venditrix ebbe a godere della nuova agiatezza, e non furono pochi i suoi capricci a cui la sorella accondiscese. Dopo dieci o undici anni dal matrimonio però Histrio iniziò ad accumulare una serie di insuccessi personali e prima i critici e poi il pubblico gli voltarono le spalle. Solo sua moglie continuò a credere in lui. Nel giro di due anni la carriera dell’attore sembrò finita.
Se fu lui a convincere la moglie o se decisero insieme non lo saprei dire. Sta di fatto che i due acquistarono il teatro “Scaena” il più antico dell’isolato. Lo scopo dell’operazione fu quello di ridare lustro all’immagine ormai offuscata di Histrio. A tale proposito per mettere su la compagnia furono chiamati attori di buon livello, e fu raggiunto un accordo con il valente autore e regista teatrale Marcio Sfigato affinché scrivesse e dirigesse per lo “Scaena” alcune opere originali e disegnasse anche le locandine.
Histrio all’inizio dell’impresa si lasciò guidare da Marcio il quale impresse il proprio segno sul lavoro e sulla messa in scena. Il successo arrise alla compagnia fin dalla prima rappresentazione, un’opera sportivo-mitologica dal titolo “Il pallone di Achille”. La critica ebbe commenti positivi per tutti anche per Histrio anche se tra le righe si lasciava intendere che forse proprio la recitazione del protagonista aveva impedito a quell’eccellente opera teatrale di diventare un capolavoro nel suo genere.

Ovviamente per il nostro attore e soprattutto per la sua enorme autostima, questa imperfezione interpretativa era da imputare al testo ed alla regia che pur eccellenti non gli avevano consentito di esprimere in pieno tutte le sue potenzialità recitative. In questo frangente Magnaria, che forse voleva far trasparire un’acquisita competenza in merito, si trovo in accordo con il consorte.
Così con la successiva opera Histrio cominciò a influenzare sia nella fase della stesura che nella direzione il lavoro di Marcio nella convinzione di poter “affinare” il suo ruolo adattandolo maggiormente alle sue caratteristiche. L’autore provò ad opporsi ma si rassegnò quando anche Magnaria, che era la finanziatrice del teatro e la produttrice dell’opera, gli fece capire che apprezzava l’intervento del marito.
Non fu un fiasco, ma nemmeno un successo. Soprattutto però la critica fu estremamente dura con l’autore: un’idea come quella, di chiara ispirazione autobiografica come denunciava anche il titolo “C’è del Marcio in Danimarca” sacrificata ad un attore di medio livello, ad un guitto di maniera. Addirittura ci fu chi parlò di marchetta dell’autore.
La delusione fu immensa per Marcio, quasi come l’amarezza dovuta a quei commenti così immeritati. L’autore, orgogliosamente, chiese di poter rimettere in scena il testo originale. Magnaria dura come sempre rispose che finché era lei a tirare fuori i soldi sarebbe stata lei e lei sola a decidere, e che di sicuro non avrebbe continuato nel suo errore di pagare un autore “incapace di sfruttare un talento come quello di mio marito”.
L’allontanamento di Marcio, lasciò campo libero ad Histrio che rimaneggiò ulteriormente il testo e volle curare anche la regia. La compagnia continuò la rappresentazione con il testo contaminato e terminò le messe in scena previste da programma senza avere mai il teatro pieno.
Magnaria non fu contenta quando seppe che l’investimento sul teatro ancora non dava ritorni: tutti gli utili fatti con “Il pallone di Achille” furono bruciati per la messa in scena della nuova opera. Ma ormai la passione per il teatro l’aveva conquistata.
Fu proprio su questa passione che Histrio fece leva per convincerla a finanziare una nuova opera che lui, per potersi esprimere al meglio, avrebbe dovuto scrivere e dirigere. E per fugare le ultime resistenze della moglie calò il suo asso: anche Magnaria avrebbe avuto una parte! Certo un ruolo secondario, ma sarebbe stato l’inizio di una nuova carriera.
Visto il successo della prima commedia i due decisero di tornare ad un’ambientazione mitologica. Histrio scrisse e sceneggiò una strana opera epico-naturalistica-balneare dal titolo “Il ratto delle Cabine”. Per la messa in scena l’attore-autore decise di cambiare tutto. Bisognava superare l’impostazione sfigata disse. E così nuovi attori, nuovi tecnici, nuove scenografie e nuove attrezzature. Insomma un investimento enorme. Magnaria, fino ad allora sempre avveduta, si era fatta travolgere dall’entusiasmo del marito, dalla passione per il teatro e dall’illusione di poter entrare nel mondo dello spettacolo, e per l’occasione aveva allentato i cordoni della borsa. Approfittando di questa insolita disponibilità della moglie, e credo senza richiedergliene l’autorizzazione, Histrio aveva firmato moltissime cambiali e pagherò superando di molto la cifra già alta messagli a disposizione dalla consorte.
Fu un fiasco di cui non si aveva memoria. Alla prima il pubblico non si limitò a fischiare, se ne andò indignato. Alcuni critici di grido si rifiutarono di scrivere anche una sola riga in merito dichiarando che loro erano critici di teatro e quella “cosa” non lo era. La pietra tombale sulle Cabine la mise Marcio il quale intervistato rilasciò la seguente dichiarazione: “Più che una pantomima a me sembra una pantegana”.
Ovviamente non si andò oltre la prima. Ma gli attori e le maestranze della Colonia vollero essere pagati, e per l’intera stagione. Poi venne il turno di tutti gli altri creditori.
La tempesta economica che ne conseguì travolse tutto. I pur cospicui risparmi di Magnaria non devono essere stati sufficienti per coprire i debiti. Infatti sembra che Magnaria, non sapendo più come fare fronte ai creditori del teatro e anche a quelli del mercato che preoccupati dalla critica situazione economica erano andati a sollecitare i loro pagamenti, si sia rivolta a Baiulus per un prestito.
Di sicuro chi restò vittima di questi avvenimenti a me poco noti fu l’amore per Histrio che finì con la fine dell’impresa teatrale.
La vita di Magnaria era il suo mercato, il suo successo nei commerci, le cose che aveva ottenuto lottando. Il marito le aveva messe a rischio con l’illusione della recitazione,con quelle spese che le erano state tenute nascoste, con quella follia dell’impresa teatrale. Histrio non poteva più avere spazio nella vita di Magnaria. Lei lo cacciò fuori di casa e lui da quel giorno cerca di sopravvivere campando di espedienti, la sua carriera nel teatro era finita sepolta dal “Ratto delle Cabine. E’ ancora il proprietario del teatro che fra l’altro non può essere venduto e demolito per fare posto ad altre attività: come ben saprai per ordine del Governatore il numero dei teatri presenti in città non può ridursi. L’alto livello di Cultura della città è sempre stato uno degli obiettivi di Sua Eccellenza, ma il cartellone è fittizio, e nessuna compagnia vuole recitare più là. Histrio sbarca il lunario con lavoretti nel mondo dell’Intrattenimento. Qualcosina alla Colonia degli attori, pulizie nella scuola gladiatoria, lavoretti insomma.
Dette queste parole il barbiere si interruppe, e dopo aver guardato intorno come per accertarsi che non ci fossero altri ad ascoltare continuò con tono più basso: “Di recente mi è arrivata all’orecchio una brutta voce” Ancora il l’anziano barbiere si guardò intorno circospetto e quindi con un filo di voce disse. “si dice che Magnaria abbia rubato in un granaio e che Horreum lo sappia.”
Vigil sapeva cosa significava questa frase. Horreum ufficialmente era il carrettiere del granaio, ma di fatto era il “padrone” della zona agricola potendo contare sulla fiducia e sull’appoggio diretto del Governatore figli di una devozione assoluta. Le regole nella zona agricola le stabiliva lui e rubare in un qualsiasi granaio era come rubare ad Horreum. Ed Horreum non aveva pietà per i ladri di derrate.
La chiacchierata con Tonsor aveva dato a Vigil diversi elementi su cui pensare.
La donna aveva in Horreum il carrettiere un grande nemico. Ma anche Baiulus e i suoi tre figli, gli scaricatori dello scalo avrebbero potuto avere un movente per quel delitto, una somma non restituita forse. Ed infine Histrio, il marito. Cacciato dalla moglie e costretto alla miseria e ad una vita di umiliazioni avrebbe potuto covare vendetta verso di lei.

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MessaggioTitolo: Intercettiamoli!   Lun 19 Set 2011 - 5:27

Ce n'è abbastanza per avviare le intercettazioni telefoniche.

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mar 20 Set 2011 - 5:56

...ritornando al discorso di ieri sera Vitellio: questa parte non poteva essere accorciata assolutamente e nonostante tutto è stata interessante come tutte le altre...
comunque ditemi che volete,ma il mio personaggio preferito è Vigil! Me lo immagino lui, tutto indaffarato, in giro per l'isolato a caccia di notizie...io gli do massimo 25, 26 anni, intelligente, impeccabile, alto, glabro, dal fisico snello, poco muscoloso, con la lorica di una taglia in meno rispetto ai suoi colleghi forzuti e barbuti della Prefettura...Vit l'ha definito "uomo concreto"...certo Vigil è concreto e diligente, ma me lo immagino indaffarato, a volte impacciato e incapace di relazionarsi (lui, militare, uomo concreto) con personaggi di tutt'altro rango: Exactor e Tonsor...incapace di scalfire la "falsa solennità" di Exactor...impacciato e rassegnato, costretto a sorbirsi tutta la storia dell'anziano e pacifico Tonsor, che, tra una notizia utile e l'altra, elencava tutte le vicende personali della vittima...mi immagino Vigil, uomo educato, non tentare nemmeno di interrompere Tonsor, quando questo iniziava a ricordare altre vicende passate, non utili alla sua ricerca...se ne stava lì in piedi, ad ascoltarlo, con ogni tanto una goccia di sudore che gli scendeva dalla testa...ogni tanto una grattatina imbarazzata sotto l'elmo, uno sguardo qua e là e poi di nuovo a fissare Tonsor, che sembrava non fermarsi più...addirittura, pensando che alla fine il vecchio non l'avrebbe aiutato più di tanto, avrebbe pensato "mai un incendio in città quando serve"...mi piace immaginarlo così! VIGIL NUMERO 1, PERSONAGGIO DA OSCAR lol!

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Vitellio Tonnatus
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MessaggioTitolo: Cap. VI parte 1 "L'attore"   Mer 21 Set 2011 - 0:19

Il caso fu benevolo quella volta, e raggiungere il teatro di Histrio fu facile. Vigil entrò.
Tutto denunciava decadenza. Il palco era coperto di polvere, i sedili qua e la mancavano, gli arredi erano laceri, l’aria ammuffita denunciava un lungo abbandono. Il prefetto si diresse verso i camerini. La luce di una lampada ad olio attirò il suo occhio verso quello sulla cui porta campeggiava lucidissima la targa “IL PROTAGONISTA” Riflesso in un piccolo specchio incrociò lo sguardo di Histrio. che stava stendendo uno strato di cerone sul viso per celare su un vistoso ematoma.
“Salve nobile inquisitore!..................attendevo la tua visita fin dall’istante in cui la ferale notizia mi raggiunse”
Histrio sapeva. Vigil avanzò e l’attore si voltò verso di lui
“Sapevo che il tuo spirito indagatore, che si pasce della livida erba del sospetto presto o tardi ti avrebbe portato………. a me.”
“MA SQUARCIAMO FIN DA ORA IL VELO DEL DUBBIO CHE OSCURA CON LA SUA NERA OMBRA IL MIO NOME!!!......... urlo la mia……innocenza.
MELPOMENE……TALIA……POLIMNIA siate mie testimoni……
Uniche armi a cui sono avvezzo?..quelle di scena
Il drappo di vermiglia seta è il solo sangue che abbia mai intriso…..le mie….mani”
...
“Quando Medicus mi raggiunse…..ero là…..nel sacro recinto di maschere gioiosamente dondolanti nel vento……. Quel giorno l’amico cerusico mi guardò……….Bastò quello sguardo…..ed io……………compresi!....Un urlo eruppe dal mio petto…….DOVE?! COME? QUANDO?.”

Abbandonando improvvisamente la voce impostata Histrio continuò con un tono abbastanza spaventato.
“Quando Medicus mi ha comunicato la notizia ero nella Colonia degli Attori. Il medico veniva direttamente dal mercato e mi disse che l’omicidio era avvenuto da pochi minuti. Ci sono almeno cinque aspiranti attori che possono confermare che nelle tre ore precedenti io ero alla Colonia degli attori.”
Vigil annuì. “Verificherò” disse. “E che mi dici di quei segni che tenti di nascondere con il trucco?”
“Ben dura amante è il teatro…..TUTTO VUOLE……poco concede……….MA QUESTI…………questi, disse voltandosi platealmente verso lo specchio, , non sono lividi….SONO ONOREFICENZE!”
Tornando alla voce normale Histrio disse:
“Alla Colonia degli Attori collaboro con Vesaniente Vento il professore di Dizione e Mimica. Il mio ruolo è fondamentale nella didattica. Sono L’AVVERSARIO. I giovani attori devono capire che la paura di colpire un collega durante gli scontri simulati non deve influenzarli nella loro recitazione. Nelle tre ore di cui ti dicevo presso la Colonia si teneva la lezione dal titolo “Colpire l’avversario inerme. La difficoltà di non calarsi troppo nella parte. Teoria e pratica”.
Vigil guardando il goffo tentativo di nascondere con il cerone i lividi sul viso intuì che quella lezione doveva essere molto dura, e trattenne a stento una risata. Non voleva deridere Histrio che si stava dimostrando collaborativo: un’offesa gratuita lo avrebbe reso meno disponibile e meno utile all’indagine. Decise quindi di restare serio e procedere con le sue domande.
“Histrio vorrei qualche informazione sulle difficoltà economiche che Magnaria ha dovuto affrontare a seguito del vostro insuccesso con il teatro. Che mi dici di alcune spese che avresti fatto senza la sua approvazione? Cosa c’è di vero nelle voci che dicono che vi sareste rivolti a Baiulus lo strozzino?”
“IGNOMINIA SU QUESTA CITTA’!!!!!!!!...........BARBARI!!!! IGNORANTI!!!! INCAPACI DI COMPRENDERE L’ARTE!!!!!!.........
Ben dura amante è il teatro…..TUTTO VUOLE……poco concede. Il pathos….. il thanatos………la natura naturans e la natura resolvens……
neppure le attrici giovani con le cosce scoperte NULLA HA CAPITO QUESTA CITTA’………morta……. Morta dentro……nell’anima
IL RATTO DELLE CABINE E’ UN CAPOLAVORO!!!!.........dovrò morire perche’ il pubblico se ne accorga?!?!?
Ebbene…… che sia.
COLPISCI PREFETTO!!! Uccidimi! CHE CARONTE SI PRENDA LA MIA ANIMA……….ma mi dia la meritata celebrità.
Nella paura che il prefetto esaudisse il desideri Histrio si affrettò a continuare.
“La città non comprese la mia opera, e forse anch’io mi illusi che il pubblico fosse pronto, che la sfarzosa messa in scena avrebbe conquistato i cuori. Invece quegli ignoranti critici sputarono veleno sul mio Ratto, il pubblicò mi tradì
Celebrità…..mia amata, perché mi sfuggi!.........Non fui forse io il tuo più acceso amante?
Avevo voluto tutto il meglio, i migliori scenografi, le migliori comparse, i migliori tecnici, le migliori sarte……………Tutto crollò su di noi”

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Ultima modifica di Vitellio Tonnatus il Gio 22 Set 2011 - 12:13, modificato 2 volte
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Vitellio Tonnatus
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Leone Capra
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MessaggioTitolo: Cap. VI parte 2 "L'attore"   Gio 22 Set 2011 - 1:45

L’attore chinò platealmente il capo. “È vero! Andò così. Quando finirono i suoi risparmi di vendemmo tutto. I suoi gioielli, le mie pergamene, le vesti preziose…tutto. E riuscimmo a coprire le spese a lei note. Ma poi arrivarono e ingiunzioni di pagamento di alcuni acquisti che effettivamente avevo fatto all’insaputa di Magnaria.
Quando scoprì quei debiti fu una tragedia. Magnaria mi insultò, mi picchiò mi voleva cacciare di casa. In uno dei miei più riusciti crescendo riuscii a convincerla” l’attore si inginocchiò davanti ad un Vigil sbalordito:
”quelle spese erano necessarie, i gioielli non potevano essere finti per una rappresentazione di quel livello, senza il ricamo di fili d’oro le vesti delle ballerine non sarebbero state sufficientemente sgargianti, DOVEVA ESSERE VERO LO SCIAME DI CAVALLETTE, NON È STATA COLPA MIA!! lo giuro!!!!.”
Histrio si rimise seduto.
“Forse quello fu l’ultimo momento di affetto fra noi. Mi perdonò, ma disse che avrei dovuto fare una cosa per lei, che lei non poteva fare essendo il porto oltre l’ultimo magazzino che poteva visitare. Sarei dovuto andare da Baiulus a…..chiedere la somma che mancava. Avrei dovuto ricordargli il suo passato di sostenitore di Servius Sertorius il ribelle e che avrei dovuto fargli capire che lei aveva qualche documento in mano che lo avrebbe potuto compromettere con il Governatore. “Ho dei documenti che tengo con me da anni.” mi disse ”a suo tempo per queste carte Baiulus avrebbe seguito lo stesso destino di Servius e i suoi beni sarebbero stati confiscati. Vediamo se riusciamo ancora a cavare un po’ di denarii da quel vecchio strozzino pieno di soldi”. Magnaria però sospettava che il vecchio non si sarebbe fatto spaventare. Temeva il pragmatismo del Governatore: Sua Eccellenza pur avendo lunga memoria e pur avendo al tempo dei fatti mostrato immensa severità nella persecuzione dei Serviani, avrebbe mostrato ancora quella durezza con il vecchio Baiulus? Avrebbe rinunciato ai servigi di un commerciante espertissimo il cui porto era vitale per l’economia della città?. “Solo tu con la tua arte potrai convincere il vecchio”
Magnaria mi indicò le cose che avrei dovuto dire per convincere il vecchio della veridicità dei documenti senza però svelare troppo. Quando tutto fu pronto andai al porto e parlai Baiulus. Fu una grande interpretazione la mia. Ricordo ancora il monologo che strappò l’applau……..che convinse il rozzo portuale.
Ricorda Baiulus……… anche se il buio della profonda miniera lo ha reso folle………..anche se il ferro rovente del carnefice lo ha reso muto……… ……..SERVIUS SERTORIUS E’ il tuo passato…………e il passato potrebbe divenire il tuo futuro. Panta rei Baiulus, PANTA REI.
Histrio rimase lì in attesa di un’ovazione di Vigil, ovazione che non venne. Il prefetto invece chiese:
“A quando risalgono questi eventi e come finì con Baiulus?”
“Beh, il mio fu solo un primo contatto, stiamo parlando dell’Aprile dello scorso anno. Allora si stabilì solo che in seguito sarebbero stati i figli di Baiulus a incontrare Magnaria presso il magazzino del vino vicino al mercato per definire ulteriori dettagli.”
“E cosa fu stabilito in queste nuovi incontri?”
“Non ti so dire io non ne fui messo a conoscenza”
“Come è possibile? Hai avuto un ruolo così importante all’inizio e Magnaria non ti ha reso partecipe dell’accordo?”
Ben dura amante è il teatro…..TUTTO VUOLE……poco concede. MELPOMENE……TALIA……POLIMNIA a voi tutto ho sacrificato, voi prima di tutto, VOI PRIMA DI VENERE……e Venere mi ha punito!......Tu dea dell’amore, hai distolto gli occhi di Magnaria da me…..Magnaria, solo a Mercurio lasciasti spazio nel tuo cuore!
“Un giorno di Maggio Magnaria tornò furibonda dal magazzino del vino con un bel gruzzolo. Evidentemente aveva ottenuto i soldi. Pensavo di trovarla di buon umore ed invece mi gridò che l’avevo ingannata, che l’avevo illusa, che per costruire il mio mondo stavo per distruggere il suo! Che per colpa mia lei avrebbe perso il suo mercato. Questa volta non ebbi scampo. Non mi insultò né mi picchiò! Semplicemente mi buttò fuori di casa dicendomi che non mi voleva più vedere! Ed ora eccomi qui, in questo triste teatro”.
Doveva essere successo qualcosa di imprevisto con Baiulus. Forse il vecchio non aveva ceduto al ricatto! Era una pista da approfondire.
“Hai mai saputo cosa aveva scatenato l’ira di Magnaria?”
“No, non le ho più parlato da allora e neanche Venditrix, che ho incontrato spesso da allora mi ha mai saputo dire cosa avvenne. Solo il vecchio Baiulus potrebbe risponderti.”
“Sai nulla di minacce che Horreum avrebbe fatto a Magnaria?”
“Horreum! No, non so nulla. E perché l’avrebbe dovuta minacciare? I debiti del mercato furono i primi ad essere rimborsati, ed Horreum ebbe tutto il dovuto. Magnaria non voleva avere problemi con lui.”
“Bene Histrio, andrò alla Colonia degli Attori per controllare quanto mi hai detto. Se ti venisse in mente qualche altra cosa contattami.” Vigil stava per andare via ma Histrio lo interruppe. “Vigil, ma adesso a chi passerà la proprietà del mercato? E’ possibile che erediti qualcosa?”
“Non credo. Penso che ora tutto passerà nelle mani di Venditrix”
“Ah bene! Andrò a trovare la mia amata cognata. VENERE! Aiuta questo povero attore! Ti prego fai ardere nel cuore di Venditrix una stilla di quella fiamma che fù nel cuore di Magnaria. MELPOMENE……TALIA……POLIMNIA voi che non riuscite nutrirmi di ambrosia fate che io almeno possa tornare a cibarmi del biondo frumento!
Vigil se ne andò sorridendo. Dopo poco tempo raggiunse la Colonia degli attori dove ebbe conferma delle parole di Histrio. L’attore sembrava uscire dall’indagine.

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MessaggioTitolo: Grande Histrio!   Gio 22 Set 2011 - 12:01

Vitellio Tonnatus ha scritto:
[...] Ricorda Baiulus……… anche se il buio della profonda miniera lo ha reso folle………..anche se il ferro rovente del carnefice lo ha reso muto……… ……..SERVIUS SERTORIUS E’ il tuo passato…………[...]
Povero me!
I miei complimenti per la caratterizzazione di Histrio, a mio parere il personaggio meglio riuscito finora!


P.S. Mentre scrivo questo messaggio Vit è di là in Taberna che si strappa i capelli a ciocche per le eresie che scrivo! Che vi state perdendo! lol!

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Gio 22 Set 2011 - 22:12

Servius Sertorius ha scritto:


P.S. Mentre scrivo questo messaggio Vit è di là in Taberna che si strappa i capelli a ciocche per le eresie che scrivo! Che vi state perdendo! lol!

Scusate se ieri sera ho staccato all'improvviso ma la rete faceva la cattiva...comunque il meglio non me lo sono perso! fantastica atmosfera in taberna ieri sera!!!! Ave a tutti amici cesariani e...bioschoccati lol! lol!

P.S. allora Vit che faccio verbalizzo??? mettiamo nero su bianco per evitare la damnatio memoriae???

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MessaggioTitolo: Cap. VII parte 1 "Allo scalo"   Gio 29 Set 2011 - 5:22

Quando Vigil vide Tonsor che veniva in senso contrario fece un cenno per attirare la sua attenzione.
“Ave Tonsor!”
“Ave Vigil, allora come va la tua indagine?”
“Mi servirebbe sapere qualcosa di più di Baiulus. C’è qualcosa che vorrei chiarire su di lui.”
Il vecchio barbiere annui.
“È stato fra i primi a giungere in città, ha costruito il porto e ne è diventato il proprietario. Nel tempo ha acquistato i vari magazzini che fanno parte della sua impresa commerciale e si dice che sia il vero proprietario di quasi tutte le fabbriche di mobili.
È da anni che Baiulus governa i suoi affari dal suo piccolo ufficio nello scalo. Da quando un incidente con un carico di marmo lo ha costretto alla sedia a rotelle. Il vecchio una volta guarito dalle ferite si è recato nell’Oracolo per la cui costruzione era stato utilizzato il marmo, ha offerto sacrifici agli dei in ringraziamento per lo scampato pericolo e si è rinchiuso nel suo scalo giurando a se stesso che ne uscirà solo da morto. Ora il suo mondo è limitato a ciò che può vedere dalle finestre del suo ufficio: i bighi, i pescherecci all’opera, i gabbiani all’orizzonte e soprattutto le navi mercantili alla fonda nel porto.
Credo che anche tu sappia che il vecchio Baiulus presta i soldi a strozzo. Nessuno lo dice ma lo sanno tutti. Anzi ti posso dire che buona parte delle attività di cui è proprietario sono diventate sue perché il vecchio scaricatore le aveva richieste come garanzia per alcuni prestiti da lui fatti e che i vecchi proprietari non sono riusciti a restituire. Inutile dire che se sei il proprietario dello scalo ti basta poco per metter in difficoltà un imprenditore, è sufficiente rallentare un po’ le manovre di carico e scarico e le navi dei mercanti scappano via e con loro gli attesi guadagni. Insomma Baiulus è stato la causa e la soluzione delle difficoltà economiche di alcuni ex imprenditori cittadini.
Non posso dirti molto di più. Il suo giro di prestiti è coperto da un pesante velo di discrezione. Si dice che Baiulus per evitare delle denunce e quindi per evitare che si diffonda qualche voce sui suoi affari paralleli, una volta rubata l’attività assuma alle sue dipendenze i vecchi proprietari che così possono evitare l’incubo di un’emigrazione. Inutile dire che per i prodotti delle fabbriche di Baiulus non esistono ritardi nell’imbarco, e che quindi le sue attività sono floride.
Non ho molto altro da dirti. Si dice che a suo tempo sia stato fra i sostenitori ed i finanziatori della rivolta di Servius Sertorius. Ma se sulle sua attività attuali di Baiulus ti posso dire poco, su quelle passate non so nulla. In realtà Baiulus non ama che circolino notizie su suo conto. Discrezione è il suo motto.”
“Grazie Tonsor, sei sempre utile.”
Anche quella volta furono gli incroci a dettare il ritmo dell’indagine, Vigil arrivò nello scalo solo dopo tre turni di lavoro.
Lì nella zona portuale l’odore nell’aria era quello della pece che i calafati spandevano sulla stoppa per sigillare gli scafi delle barche da pesca in costruzione. Il rumore di fondo era il cupo rimbombo delle grandi seghe delle fabbriche dei mobili. Lungo la strada, ovunque trucioli e polvere di legno. Qua è là qualche coccio di vasi caduti dai carretti e i resti di una botte.
Arrivando al pontile Vigil ripensò alle parole di Tonsor: in quella città l’unico che poteva ricevere dei prestiti legali era il Governatore, e se fosse stato necessario li avrebbe ricevuti da Cesare ma non era una buona cosa abusare della disponibilità del dittatore. Al contrario ai cittadini non era concesso nulla e se si aveva bisogno di soldi bisognava arrangiarsi. Baiulus col tempo aveva offerto una soluzione al problema. Certo non troppo legale ma nemmeno troppo osteggiata dalle autorità. E quindi era interesse di tutti, per primo di Baiulus, che la cosa non avesse troppa notorietà. Fino ad allora così era stato ed il sistema aveva funzionato: non c’era reato finché il MaG, il Moderator atque Governator (legis) non aveva emesso la condanna. E la condanna era una sola, qualsiasi fosse il reato: l’esilio nell’angolo nero. Non era previsto appello. Baiulus se ne stava nel suo scalo ed i suoi tre figli erano lì sotto il sole e quindi……..erano onesti cittadini.
Vigil ripescò nella sua memoria quanto sapeva sui figli di Baiulus. In passato, alcuni cittadini avevano fatto ricorso alle cure della Clinica di Medicus per le conseguenze di quelli che sembravano dei veri e propri pestaggi. Alcuni addirittura avevano rischiato la vita a causa dei traumi. Erano partite delle denunce verso i figli di Baiulus, ma prima che si arrivasse al processo le denunce erano state ritirate il più delle volte perché le presunte vittime ”non ricordavano con certezza i volti” oppure “non potevano confermare quanto avevano detto in quelle condizioni di confusione”. Anzi alla fine c’erano le scuse a Baiulus ed ai suoi figli che erano stati casualmente coinvolti.
Provò ad immaginare i tre che si recavano da Magnaria per un…..chiarimento. I tre potevano essere andati un po’ oltre finendo in tragedia. Ma la cosa non lo convinceva. Lo stile dell’assassinio di Magnaria era ben altro. Un unico colpo, preciso e violento. Vigil si convinse che i tre non avessero a che fare con il delitto: non era nelle loro corde, erano dei rudi picchiatori abituati ad impartire dure lezioni. I tre normalmente si divertivano ad infierire sulle loro vittime. ….no, non potevano essere stati loro.
Quindi spostò la sua attenzione su Baiulus. Sarebbe stato molto difficile ottenere delle informazioni da quell’uomo. Di sicuro non avrebbe gradito che si curiosasse nei suoi affari.
Vigil ebbe un’intuizione: “Discrezione è il suo motto” si disse “E sulla discrezione agiremo!”
Salì la scala che portava al piccolo ufficio e bussò alla porta. Una voce gioviale ma decisa rispose “Avanti prefetto! Entra pure, accomodati.”. Dalla sua finestra Baiulus lo aveva visto arrivare. Quella piccola stanza era il regno del vecchio scaricatore. Il vecchio se ne stava sulla sua sedia a rotelle. Il suo volto paffuto e sorridente incorniciato da una sottile barba bianca trasmetteva l’immagine di un tranquillo commerciante. Sulle sue gambe era poggiata una leggera coperta. Tutto in lui voleva trasmettere l’immagine di un anziano signore benevolo. In evidente contrasto con questa immagine il suo sguardo era duro e sospettoso.
A Vigil venne in mente una tigre travestita da cucciolo.

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MessaggioTitolo: Cap. VII parte 2 "Allo scalo"   Ven 30 Set 2011 - 3:33

“Buongiorno prefetto. Cosa ti spinge a questa visita? Hai dei beni da spedire via mare o cerchi dei mobili a buon prezzo?”
“Buongiorno Baiulus. Niente spedizioni o prezzi di favore. Sono qui per via del mio lavoro.”
Con aria sorpresa il vecchio disse.
“Non mi verrai a comunicare una nuova denuncia per i miei ragazzi. Sembra diventata un’abitudine, ogni volta che succede qualcosa subito tutti gli danno addosso. Di cosa li accusano adesso?”
La porta alle spalle del prefetto si aprì e silenziosamente i tre figli dell’anziano portuale entrarono nell’ufficio.
“No Baiulus, nulla contro i tuoi ragazzi. Almeno per ora. Sto conducendo un’indagine su una persona che non sei tu, ma sulla quale credo che tu possa fornirmi alcune importanti informazioni.”
“Ah! E come potrei esserti utile?” Il tono se era fatto meno affabile.
“Sembra che qualcuno abbia ritrovato dei vecchi documenti….documenti strani, antichi…… che sarebbe meglio non aver ritrovato….. che di sicuro non è bene che arrivino agli occhi del Governatore.”
Bastò un cenno del capo del vecchio perché i tre figli uscissero silenziosi come erano venuti.
Lo sguardo di Baiulus era ancora più sospettoso.
“E perché tu vieni qui a dirmi queste cose? ”
“Perché in città c’è qualcuno che afferma che sarebbe venuto qui per……offrirti un affare, per …….diciamo ……..cederti queste carte in cambio di una ricompensa.”
“Prefetto sono state dette tante cose sul vecchio Baiulus. Alcune vere ma la maggior parte false. Direi che anche questa non corrisponde a verità. Perché mai qualcuno dovrebbe ricattare proprio me con dei documenti compromettenti ?. Non ho nulla da nascondere.”
“Forse. Ma qualcuno la pensava al contrario. Qualcuno pensava che nel tuo passato ci sia qualcosa da nascondere, qualcosa che ti lega a Servius Sertorius.”
“Mi meraviglia molto che un serio servitore del Governatore quale credo tu sia possa perdere il suo prezioso tempo correndo dietro alle farneticazioni di un cialtrone. E mi meraviglia ancora di più che si avvicini il mio nome a quel folle bidello che voleva una cattedra all’accademia.” Il tono di Baiulus non era più cordiale.
“Calma Baiulus, calma. A me non interessa il tuo passato, mi interessa quello di chi aveva quei documenti.”
“E vai da lui allora!!!” rispose gelido il vecchio
“Il problema è proprio questo. Chi aveva quei documenti è morto.”
“E’ il destino di tutti.” rispose Baiulus scrollando le spalle.
“Già. La questione è però che qualcuno ha anticipato il destino della persona che aveva quei documenti ammazzandola. Come puoi immaginare io devo scoprire chi è stato. Ed ho bisogno di alcune informazioni che solo tu mi puoi sapere. La mia vittima è venuta a chiederti dei soldi e credo anche che li abbia ottenuti. Ma…”
“Prefetto dove vuoi arrivare? Mi stai accusando di qualche cosa? Se si dimmi con esattezza di cosa, altrimenti non vedo perché dovrei dirti cosa faccio dei miei soldi. Credo che il nostro colloquio sia concluso.”
“No, io non accuso nessuno. Né di omicidio né di altro ….per ora.
Mi auguro soltanto che tu voglia collaborare con me.. Quando porto avanti un’indagine, se riesco ad ottenere subito le informazioni che cerco beh…….non vado oltre. Altrimenti sono costretto ad approfondire. Approfondire vuol dire indagini minuziose anche su cose che nulla hanno a che fare con i fatti iniziali. Indagini nel passato ……passato recente legato a soldi prestati, a strane denunce prima presentate e poi ritirate. Ma anche nel passato remoto, ai tempi dei Servius.
Se mi dirai adesso quello che voglio sapere non ti chiederò conto di altro.
Vedi Baiulus, io sono convinto che tu ed i tuoi figli siate estranei a questo delitto e non ho alcun interesse ad indagare su di voi né sul tuo passato. Ma se non risponderai alle mie domande sarò costretto a farlo, e se dovrò farlo non avrò alcun rispetto per la tua proverbiale riservatezza.”
Dopo un attimo di silenzio sul volto di Baiulus tornò il sorriso. “Devi perdonare un povero vecchio che abituato a doversi difendere da mille nemici deve essere diffidente con tutti. Anche con una persona degna di rispetto come tu sei.
Sai come si riconoscono le persone degne di rispetto? Sanno proporre patti ed accordi vantaggiosi e soprattutto li sanno rispettare. Al contrario le persone meschine sono quelle che tradiscono la propria parola. Io mi vanto di non sbagliare mai nella valutazione delle persone ma forse qualche errore l’ho fatto. L’età mi ha insegnato ad essere indulgente, ma i miei figli sono giovani e pieni di ardore. Loro proprio non riescono a sopportare le persone meschine… Ma lasciamo stare, sono giovani”
Vigil decise che quella non era una minaccia, ma non ne era troppo sicuro.
“Ebbene prefetto, tu pensi che noi siamo estranei a questo delitto. Io te lo confermo. E per dimostrarti che anche io sono un uomo degno di rispetto ti dirò quello che vuoi sapere. So a chi ti riferisci. I miei ragazzi mi hanno detto della morte di Magnaria.
Un giorno di aprile dello scorso anno si è presentato qui da me un attore. Credevo volesse un…….finanziamento. Parlava, parlava, parlava. Quando stavo per farlo buttare fuori dai miei ragazzi riuscì ad articolare un discorso comprensibile. Mi ha fatto capire che lui era venuto per conto di qualcuno che aveva dei documenti che potevano essere compromettenti per me. Io sono vecchio ormai e qualunque cosa fossero stati i documenti di cui parlava quel cialtrone non mi avrebbe spaventato. Cose vecchie comunque. Ma i miei ragazzi……io devo pensare a loro.
Ci accordammo per successivi incontri che non dovevano più avvenire qui al porto. In questi incontri ci doveva essere la persona che aveva i documenti e non intermediari. Non volevo che qualcuno vedesse quella gente qui. Io non sarei potuto andare, ma i miei ragazzi sono svegli, sanno seguire perfettamente le mie direttive e conoscono bene il mondo. Incontrarono più volte Magnaria nei vari magazzini e capimmo da quello che diceva …….la merce in sua mano era interessante.
La trattativa fu lunga e difficile, ma avevo un vantaggio dalla mia parte: aveva un disperato bisogno di quei soldi.
Le avrei dato l’ultima somma che aveva richiesto, ma me l’avrebbe dovuta restituire entro un anno insieme a quelle carte. A garanzia doveva firmare un atto di donazione del mercato datato al giorno della scadenza del prestito. L’atto di donazione sarebbe rimasto nelle mie mani. Lo avrei restituito al momento della restituzione della somma e della consegna dei documenti. Io per parte mia rinunciavo a qualsiasi interesse sulla somma prestata. Prendere o lasciare!
Provò a minacciarmi, disse che avrebbe portato ad uno di voi prefetti quei documenti e che mi avrebbe rovinato. Le feci notare che io le avrei dato subito i soldi mentre lei mi avrebbe consegnato le carte solo dopo un anno, ed io solo allora avrei visto cosa c’era scritto realmente. Certo avrebbe potuto rifiutare la mia offerta e consegnare ad uno di voi quei documenti. Ma in quel caso lei avrebbe sicuramente perso il mercato pignorato per fare fronte ai debiti. Per quello che mi riguardava, forse correvo qualche rischio ma stavamo parlando di cose vecchie Ma il Governatore è un tipo pratico che bada al sodo: se quelle carte fossero divenute pubbliche probabilmente non avrebbe permesso la mia condanna. Certo mi avrebbe costretto a versare una grossa donazione volontaria verso le casse cittadine ma avrebbe messo a tacere la cosa.
Magnaria sebbene di malavoglia si rese conto che la mia proposta era vantaggiosa per tutti ed accettò: lei sarebbe rimasta proprietaria del suo mercato almeno per un anno. Se fosse riuscita a restituirci la somma per quella data si sarebbe tenuta la sua proprietà. Io le pagavo profumatamente i documenti rinunciando agli interessi sulla somma prestata. L’eventuale multa non sarebbe stata più alta di quella cifra.”
Vigil non potè non notare che l’accordo era a totale vantaggio di Baiulus. Se Magnaria avesse restituito la somma lui avrebbe ottenuto dei documenti compromettenti gratis, se non ci fosse riuscita ed avesse resi pubblici i documenti, lui sarebbe diventato il proprietario di un mercato il cui valore era ben superiore al totale della cifra prestata e dell’eventuale multa da pagare.
“Quando i miei ragazzi le fecero vedere il denaro lei glielo strappò i dalle mani e se ne andò furiosa dicendo che ci avrebbe restituito tutto. Non deve essere stato facile per lei, la somma prestata era alta, ma alla data stabilita, dopo un anno riconsegnò tutto, fino all’ultimo denario. E riebbe l’atto di donazione del mercato. Come vedi Baiulus è una persona degna di rispetto.”
“Bene Baiulus, il vostro accordo è andato a buon fine per entrambi. Ma immagino che…….tu non possa dimostrarlo. Mi meraviglierei molto se tu avessi traccia di questi tuoi……affari . Io credo alle tue parole. Ma in un processo sono i fatti che contano. Tu mi hai detto ciò che volevo sapere ora io devo trovare le prove della loro innocenza. E tu dovrai aiutarmi.”

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MessaggioTitolo: Strale   Ven 30 Set 2011 - 12:48

Vitellio Tonnatus ha scritto:
[...] quel folle bidello che voleva una cattedra all’accademia [...]
Lo doveva mettere da qualche parte! lol!

Quanto alla vicenda, Baiulus mi è andato sulle balle insieme a tutta la famiglia nel giro di tre righe. Vecchio, curvo e cattivo.

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Sab 1 Ott 2011 - 4:59

Vitellio Tonnatus ha scritto:
... E mi meraviglia ancora di più che si avvicini il mio nome a quel folle bidello che voleva una cattedra all’accademia.”


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MessaggioTitolo: Cap. VII parte 3 "Allo scalo"   Mer 5 Ott 2011 - 1:46

Vigil fisso lo sguardo sull’orizzonte che poteva vedere attraverso la finestra e lasciò che le idee passassero per la sua mente. Quindi si rivolse a Baiulus.
“Come ti ho detto ho dei validi motivi per ritenere che i tuoi ragazzi non siano coinvolti. Ma in un processo quello che contano sono solo i fatti e non le opinioni di un prefetto. Quindi dobbiamo trovare dei fatti. Dunque, come tutti gli scaricatori i tuoi ragazzi possono lasciare lo scalo solo per recarsi ai magazzini di stoccaggio delle merci imbarcate o sbarcate.
Quali sono le merci che transitano per il tuo scalo?”
“Il grosso degli scambi riguarda l’importazione di vasellame 40 unità da Syracusae e l’esportazione di mobilia 25 unità verso Capua. Verso Capua esportiamo 15 unità di vino mentre di recente è stata autorizzata dal Consigliere del Commercio l’esportazione di ortaggi verso Syracusae. 25 unità. Per il momento però ci sono problemi sulla produzione e non è stato ancora esportato nulla.”
“Mi confermi che per ogni merce abbiamo un magazzino dedicato nell’isolato? “
“Si, alcuni come quello dei mobili è qui vicino, altri più distanti.”
“Si, conosco l’ubicazione dei vari magazzini e proprio qui sta il problema. il magazzino vini sta proprio affianco al mercato dove Magnaria è stata uccisa. I tuoi ragazzi oltre ad un possibile movente avrebbero avuto anche l’occasione di incontrare la vittima.”
“Prefetto…….ti ricordo il nostro patto…….i miei ragazzi non c’entrano.”
“Calma Baiulus calma. La questione è proprio in questo punto. Cosa potrebbe escludere la loro colpevolezza? Si deve trovare qualcosa che confermi che loro non erano lì al momento dell’omicidio. Ma cosa?
Il magazzino vini è molto periferico sul ramo di strada che va alla zona agricola. Quindi non esiste la possibilità che i tuoi ragazzi siano passati di la andando verso un altro deposito.
Potrebbero essere andati là per caricare o scaricare qualche altra merce e non il vino.”
“Prefetto, visti i volumi di affari si potrebbero avere dei magazzini plurispecializzati. Ma il Governatore non autorizza questa pratica. In questa città, in ogni isolato, ogni merce ha un magazzino dedicato. L’unico motivo per cui i miei ragazzi vanno al magazzino vini è per prelevare delle botti da imbarcare e spedire a Capua.”
“Escludiamo quindi un passaggio casuale per quel magazzino. Adesso dovremmo poter dimostrare ch ei tuoi ragazzi non hanno prelevato vino da quel magazzino nel periodo in cui Magnaria è stata uccisa.”
“Sono anni che sono chiuso qui dentro. Il mio tempo passa guardando le gru che caricano e scaricano navi. Ti posso dire che è da diverso tempo che non stiamo imbarcando botti e credo anche di poterti dire da quando ed il perché.”
Detto questo il vecchio si avvicinò alla finestra ed emise un lungo fischio modulato. “Penso di avere ciò che ci serve, adesso vedrai.”
Dopo pochi istanti la porta dell’ufficio si aprì ed uno dei figli di Baiulus depose sulla scrivania una pergamena e silenziosamente come era arrivato se ne andò.
Baiulus prese il documento e dopo una rapida lettura disse “Questo Decreto del Consigliere del Commercio è un’Ordinanza di Accumulo. Cesare ha richiesto un’importante consegna di vino ed il Consigliere ha bloccato le esportazioni fino a nuovo ordine. Questi documenti vengono forniti ai titolari dei magazzini in modo che non ci siano involontarie esportazioni. Noi ne riceviamo una copia da affiggere sul molo. In questo modo gli equipaggi delle navi sanno fin da subito se quello che cercano è disponibile. Se non lo è se ne vanno maledicendo la città che a loro dire non compra e non vende nulla. Queste Ordinanze ci vengono consegnate non appena viene ordinato un accumulo e vengono ritirate immediatamente alla revoca dell’accumulo stesso. Finché abbiamo questo decreto non possiamo caricare sulle navi le merci accumulate. Come hai detto i miei ragazzi non possono abbandonare lo scalo se non per portare o prelevare merci dai magazzini. Questa Ordinanza è datata Settembre CCCXIX. È da allora che i miei ragazzi non vanno da quelle parti. Come potrebbero essere stati loro ad ammazzarla?”
Con una rapida occhiata Vigil che il vecchio non mentiva.
“Bene, con questo si conferma la mia ipotesi che i tuoi figli sono estranei al delitto. Un’ultima cosa Baiulus. Come vedi le date sono molto importanti. Tu mi hai detto che il primo contatto con Magnaria è avvenuto nell’Aprile dell’anno scorso, ma che la trattativa si è protratta. Il prestito scadeva ad Aprile o a Maggio?”
“A Maggio. E come detto a Maggio di quest’anno Magnaria mi ha restituito tutta la somma fino all’ultimo denario.”
Baiulus si avvicinò a Vigil e tendendo la mano disse: “Bene prefetto, è un piacere avere a che fare con persone degne di rispetto. Sarai sempre il benvenuto qui.”
Vigil limitandosi ad un cenno del capo si volse verso la porta e se ne andò.

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Ultima modifica di Vitellio Tonnatus il Gio 6 Ott 2011 - 1:54, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mer 5 Ott 2011 - 2:49

Vitellio Tonnatus ha scritto:
Se non lo è se ne vanno maledicendo la città che a loro dire non compra e non vende nulla.
lol! lol! lol!

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MessaggioTitolo: Cap. VIII parte 1 "Il veterano"   Gio 6 Ott 2011 - 2:05

Per Vigil non era rimasta che una pista: quella che portava ad Horreum.
E al momento quella pista era impraticabile per il prefetto. Horreum, padrone della zona agricola dell’isolato viveva rintanato nel suo granaio al di là del corpo di guardia.
Né si poteva sperare nell’aiuto dei prefetti che facevano servizio oltre quelle porte. Troppo giovani per poter affrontare quell’avversario o troppo esperti per volerlo fare.
Per altro Vigil conosceva bene l’occhio di riguardo che il Governatore aveva per l’immenso carrettiere. Almeno altre due volte si era arrivati ad un’accusa formale di omicidio. E le prove sembravano schiaccianti. Ma alla fine apparenti errori formali nelle indagini, ritrattazioni di testimoni, smarrimento di prove, avevano fatto si che il MaG non potesse emettere una sentenza di condanna.
Il prefetto però non si voleva far influenzare dagli eventi passati. Ligio al suo dovere voleva trovare delle prove ed un probabile colpevole. Ai giudici poi la condanna o l’assoluzione.

Horreum era noto in tutta la città, anzi era noto in tutto l’impero. Vigil conosceva come tutti in città la sua storia.
La sua fama, ed il suo potere erano legati ai suoi eroici atti in difesa di Mediolanum.
Di origini umilissime nacque a Sarmizegetusa in una fattoria molto isolata. Il lavoro con i maiali fu l’unica sua attività fin da fanciullo. Il padre, persona chiusa, diffidente e violenta, specie con lui e con la madre non volle mai che andasse a scuola o che “perdesse “ tempo con altri ragazzi. Quell’ambiente terribile ed il lavoro durissimo plasmarono il suo carattere spietato, e ne formarono il fisico possente: la leggenda diceva che a 16 anni macellasse i maiali strangolandoli a mani nude. Altre voci raccontavano invece, che come passatempo, a quell’età spaccasse la testa dei suini con un solo pugno.
Addirittura per un certo periodo era girata voce che l’incendio che aveva distrutto la sua fattoria lo avesse appiccato lui stesso dopo aver ucciso, fatto a pezzi e gettato il padre in pasto ai maiali per fare giustizia della madre ammazzata di botte.
Qualunque fosse stata la verità, il giovane Horreum a 17 anni si era trovato solo, analfabeta, privo di amicizie importanti, senza più la fattoria di famiglia che era andata distrutta in un incendio e con la sola evidente dote del suo fisico possente. L’unica possibilità per lui era quella di arruolarsi (non c’erano scuole gladiatorie nella sua città di orrigine). L’esercito gli diede educazione (poca, ma imparò a leggere e scrivere), cibo, disciplina anche se per quest’ultima fu molto dura. Fu affidato alle cure del più noto legionario addestratore dell’epoca, il rude Goldenaxe che lo umiliò, lo frustò, gli fece compiere marce forzate con un commilitone sulle spalle, lo ferì più volte col gladio e con il pilum, lo fece rimanere per ore sotto il sole o sotto il diluvio. Grazie a questa durissima disciplina e a queste asprezze, unite però alla capacità di apprezzare la tenacia e la determinazione con cui Horreum affrontava e superava queste durissime prove Goldenaxe riuscì a trasformare quel gigantesco ragazzo da un rozzo allevatore di maiali in una macchina da guerra perfettamente efficiente.
Horreum in seguito dimostrò doti combattive eccezionali, coraggio fuori dal comune, naturale predisposizione al comando, carisma, doti organizzative e ovviamente spietatezza verso gli avversari. In breve tempo si fece notare dai superiori e col tempo scalò i gradi fino a diventare, all’epoca dei fatti di Mediolanum, il Pilus Prior al comando della quarta centuria.
Normalmente, in tutte le città, la quarta centuria di legionari, se c’era, era quella più spendibile. Fra i suoi ranghi finivano sempre i peggiori soggetti, i più indisciplinati o quelli che avevano ottenuto i peggiori risultati in caserma o in accademia.
La quarta di Mediolanum non faceva eccezione quando Horreum ne fu posto a capo.
In poco tempo il rude comandante grazie ai suoi metodi duri, alla conoscenza delle esigenze della truppa, alla capacità di motivare i singoli e ad un addestramento durissimo fece della quarta di Mediolanum uno strumento bellico eccellente, formato da disciplinatissimi criminali assetati di sangue.
Horreum, per la prima volta nella vita si sentiva soddisfatto, aveva creato qualcosa che poteva dire suo: una macchina di distruzione. La quarta aveva fama di non fare prigionieri: si diceva che fosse il suo stesso comandante a passare a fil di spada gli sventurati che si lasciavano catturare dai suoi uomini.
I Cartaginesi impararono presto a temere ed odiare lui e la sua micidiale centuria.
Quella volta però, la quarta fu chiamata ad un compito estremo. Cesare aveva richiesto dei rinforzi, ed il Governatore aveva inviato in aiuto una centuria di legionari e due di ausiliari. Si attendeva un ennesimo attacco ma meno violento dei precedenti.
Quando i cartaginesi attaccarono il governatore decise di tenere la Quarta, unica a ranghi completi, come riserva strategica e la schierò defilata, in colonna, senza copertura di armi da lancio nei pressi di un tratto di mura privo di torri e baliste in quanto riteneva improbabile un attacco da quella parte.
In effetti l’orda avversaria attaccò proprio dove previsto, nel punto in cui più forti erano le difese. Lo scontro fu terribile. Le baliste fecero stragi nelle file avversarie, i legionari sfruttando questa copertura si fecero valere. Il terreno ai piedi delle mura era intriso di sangue. Ma quel sangue era tanto punico quanto romano.
Horreum e la sua Quarta centuria, separati dalla battaglia da uno sperone di roccia, schierati a protezione di un tratto di muro indifeso, potevano sentire il clangore dello scontro: per primo il cupo rimbombo dei gladi battuti sugli scudi dai legionari, poi gli ordini secchi urlati dai centurioni, infine gli orridi barriti degli elefanti, il sibilo dei dardi e le urla di guerra delle varie unità. Fremevano desiderosi di menare le mani e di dare il loro contributo, ma non potevano muoversi senza l’ordine del Governatore.
La battaglia si stava facendo durissima ed incerta, e a quel punto il Governatore spostò lo stendardo della Quarta. Era il segnale. Horreum fece muovere i suoi verso lo scontro, ma non avendo ricevuto ordini in merito fece mantenere la formazione in colonna.
La centuria mosse per aggirare il piccolo rilievo roccioso e nel costeggiarlo scompaginò il proprio ordine dei legionari. Horreum si rese conto del pericolo ma gli ordini del Governatore "Non si commentano!Si eseguono e basta!" come era solito dire.
Un gruppo di tre elefanti, forse comandato da un ufficiale nemico più scaltro, o più prudente sbucò all’improvviso da dietro quel rilievo. Quando i pachidermi piombarono sulla centuria l’impatto fu terribile. Horreum fu il primo ad essere ferito. Una freccia proveniente dall’alto lo colpì al viso, in prossimità dell’occhio destro sfregiandolo in maniera orribile. Inoltre un terribile colpo inferto con una zampa lo fece cadere stordito al suolo. Tre dei suoi furono subito calpestati mentre altri due furono immediatamente massacrati dalle zanne. I superstiti, sebbene sorpresi ed in inferiorità tattica seppero reagire e si batterono come leoni. Lo scontro fu cruento e durissimo. La Quarta mantenne fede alla sua fama, ma per farlo sacrificò tutta se stessa. I quindici legionari non morirono invano e due belve furono uccise. Ma purtroppo uno degli elefanti riuscì infine a superare il muro di loriche e gladi, e dopo aver calpestato gli ultimi legionari si diresse verso il muro indifeso. Horreum stordito e accasciato al suolo fin dall’inizio dello scontro, con il capo sanguinante, era stato trascurato dai nemici che lo credevano morto. E questa fu la salvezza sua e di tutta Mediolanum.
Quando finalmente Horreum, vinto il dolore della ferita e ripresosi dal terribile colpo riuscì a rialzarsi, si trovò in mezzo ad un incubo. Gli scheletri dei suoi 15 legionari biancheggiavano sul terreno trafitti, calpestati, sventrati. Alcuni cominciavano già a scomparire.
Poco oltre l’elefante superstite si accaniva sulle mura, ultimo ostacolo al suo percorso distruttivo. Horreum non poteva saperlo, ma in quel momento lui era l’unico soldato romano rimasto a Mediolanum: l’attacco principale era stato respinto ma tutti i legionari e gli ausiliari erano morti e sul fronte principale solo le baliste erano riuscite a respingere i nemici.
Quel solo elefante era un pericolo tremendo per la città: il Governatore aveva scelto di non arruolare prefetti e superato quel muro nulla avrebbe potuto arrestare la furia distruttrice del pachiderma punico.
Horreum, ignaro di tutto ciò, decise che non essendo riuscito a combattere affianco ai suoi uomini, li avrebbe vendicati o sarebbe rimasto anche lui su quel campo.

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MessaggioTitolo: Cap. VII parte 2 "Il veterano"   Ven 7 Ott 2011 - 4:50

Raccolto un gladio Horreum si diresse silenziosamente verso l’enorme avversario che riuscì a raggiungere prima del crollo del muro. Il Pilus Prior sapeva che la sua bassissima velocità era inferiore a quella dell’elefante. Decise perciò, per prima cosa di immobilizzarlo o almeno rallentarlo.
Non visto dall’elefante ch era impegnato nella sua opera di demolizione riuscì a ad avvicinarsi alle sue zampe posteriori.
La rabbia per la morte dei suoi uomini ed il desiderio di vendetta moltiplicarono la già immensa forza di Horreum: il terribile fendente con cui colpì recise muscoli e tendini della zampa posteriore sinistra dell’animale.
Il barrito fu terribile ed il dolore fece infuriare ancor di più la belva.
Le decine di cicatrici sulla pelle dell’elefante testimoniavano che l’animale era un veterano di molte battaglie. E da veterano si comportò. Sebbene ferito sapeva di essere ancora molto più forte di quel singolo avversario e quindi attaccò. Diverse volte Horreum vide le immense zanne precipitare su di se, riuscendo ad evitarle solo all’ultimo momento indietreggiando. La ferita rallentava l’elefante e i due si muovevano ala stessa velocità. La massa dell’animale, i suoi terribili barriti, la sua furia avrebbero paralizzato di terrore chiunque. Ma non Horreum. Il centurione si rese conto che l’iniziativa restava comunque al suo avversario e decise di fare qualcosa per passare all’attacco. Il suo spirito combattivo glielo imponeva. Il suo occhio esperto intuì che gli attacchi dell’elefante spesso erano delle finte intimidatorie. Si rese conto che poteva sfruttare l’istante in cui l’animale indietreggiava dopo un attacco simulato per evitare la punta delle zanne e per colpire alla testa l’animale. Così quando la belva lo attaccò, invece di indietreggiare avanzò a sua volta sorprendendo l’avversario.
La sua manovra riuscì, ed il centurione sferrò un fendente terribile cercando il punto più debole, l’occhio. Sentì che il gladio incontrava l’avversario ma non capì dove perché in quello stesso istante il fianco della zanna lo colpì molto duramente a sinistra.
Il terribile colpo scaraventò a terra Horreum e nonostante la protezione della corazza gli ruppe alcune costole. Il centurione, a causa del dolore si rialzò in maniera lenta e goffa pensando che questa volta era la fine e immaginando che il suo avversario fosse ormai su di lui. Invece la belva era poco distante che barriva di dolore agitando terribilmente la testa. Horreum era riuscito nel suo scopo riuscendo a ferire il suo avversario. L’occhio sinistro dell’elefante era ridotto ad una piaga sanguinante. L’animale, che lanciava terribili barriti, aveva abbandonato il suo avversario e agitava la testa in maniera disordinata nel vano tentativo di scacciare il terribile dolore che lo faceva impazzire.
L’elefante ormai oltre che zoppo era anche cieco dal lato sinistro. Horreum decise di approfittarne. Si mosse portandosi sul lato sinistro del pachiderma. Questo, istintivamente per difendersi iniziò a ruotare sulla zampa ferita nel tentativo di riportare nel suo ormai ridotto campo visivo il suo temibile avversario. Inoltre abbassava e muoveva violentemente la testa come fosse un pendolo cercando colpire con le zanne il suo avversario che non poteva vedere. Horreum spostandosi intorno alla belva si manteneva nella zona cieca avvicinandosi all’avversario. Sfidando le zanne che nei loro convulsi movimenti più volte lo avevano sfiorato, si rese conto che esisteva una possibilità per colpire. Doveva riuscire a sfruttare il breve istante in cui l’elefante preparava il colpo ed offriva il lato della testa. Ma doveva colpire con perfezione: un istante in anticipo e le zanne lo avrebbero infilzato, un istante in ritardo e lo avrebbero colpito con violenza assassina. Horreum forte del suo perfetto addestramento seppe attendere prolungando il suo ballo mortale con l’avversario: più e più volte ebbe la sensazione che il momento propizio fosse giunto ma si trattenne intuendo che la sua sete di vendetta lo stava rendendo precipitoso. Fu forse un movimento più lento del pachiderma o una sua incertezza, e la perfetta arma da guerra che era Horreum, sebbene ferita, scattò. Il Pilus Prior sordo al terribile dolore che lo torturava , si lanciò sul nemico protendendo il gladio con tale perfetto tempismo che sentì l’estremità accuminata di una zanna sfregare sulla sua lorica, e avvertì l’impatto della sua arma contro l’avversario proprio nell’istante in cui la testa dell’animale stava per iniziare la violentissima oscillazione che avrebbe portato le zanne a sfondare il torace del legionario. La punta del gladio si infisse fra l’occhio ferito e l’orecchio, sfondò il cranio dell’animale raggiungendo il cervello.
La morte fu istantanea e Mediolanum fu salva.

Horreum divenne un eroe, ma a causa delle ferite fu costretto a lasciare l’esercito. Una terribile infezione colpì la lesione al volto, e quando alla fine uscì vincitore anche da questa battaglia aveva perduto l’occhio destro.
Memore del suo passato chiese ed ottenne dal governatore di poter tornare ad occuparsi di agricoltura. Gli fu affidato un granaio e soprattutto l’incarico di controllare che tutto funzionasse nella zona agricola che faceva capo a questo edificio. Horreum fece le cose così bene che il suo granaio non si svuotò mai neanche quando l’ira di Cerere colpì la città. Certo i suoi metodi erano rudi e spietati, ma il Governatore era così soddisfatto del suo operato che di fatto lo investì del titolo di signore della zona agricola con diritto di vita o di morte sui contadini. L’abitudine alla disciplina ed il rispetto dei superiori inculcata nei lunghi anni del servizio militare garantivano per l’assoluta fedeltà al Governatore, inoltre Horreum era profondamente convinto di agire a vantaggio del suo signore. E visti i risultati, il governatore preferiva chiudere entrambi gli occhi sui metodi. Così, quando il governatore fu incaricato di fondare una nuova città, volle Horreum con se fin da subito con il preciso compito di far funzionare la zona agricola del primo isolato. Ovviamente l’ex centurione avrebbe avuta carta bianca!

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MessaggioTitolo: Narratore di battaglie   Dom 9 Ott 2011 - 4:27

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MessaggioTitolo: Cap. IX parte 1 "Nella zona agricola"   Lun 10 Ott 2011 - 1:27

L’indagine di Vigil segnava il passo. La casualità degli incroci non gli permetteva di ritornare sul luogo del delitto per completare la perquisizione del luogo del delitto che aveva condotto in maniera negligente ed il corpo di guardia gli impediva di raggiungere Horreum. Vigil aveva provato ad aggirare questa difficoltà provando a chiedere alle grossiste dei mercati che sole potevano valicare le porte cittadine e soprattutto avevano diretto contatto con l’ex legionario per gli acquisti di derrate. Ma per loro pareva potere più la paura che l’autorità del prefetto. Né si vedevano in giro dei carrettieri delle fattorie. Eppure il magazzino ortaggi era al di qua del corpo di guardia.
Fu un evento imprevisto che permise a Vigil di raggiungere il suo scopo.
Senza alcun preavviso, e sebbene i missionari si impegnassero a fondo nella loro attività di conversione, scoppiò una rivolta dei nativi.
I rivoltosi avevano scelto come punto di attacco un varco abbastanza vicino alla zona agricola del primo isolato. Il Governatore aveva edificato anticamente dei brevi tratti di mura su cui vegliavano alcune sentinelle e nei pressi del corpo di guardia era presente anche una torre con balista.
Inoltre la città era difesa da un potente esercito di formato da 4 coorti di legionari e 2 coorti di ausiliari lanciatori di pilum tutti addestrati nell’Accademia militare. I forti, specie quelli delle coorti di ausiliari erano un po’ distanti dalla zona agricola del primo isolato, ma anche tenendo conto di questo fatto non c’era molto da temere.
I prefetti del primo isolato, nonostante la scarsa pericolosità di questo attacco, ligi al loro dovere, istintivamente, singolarmente, senza alcun disegno tattico, e senza possibilità di controllo da parte del Governatore, si lanciarono contro gli avversari.
Giungendo senza alcuna coordinazione contro gli avversari i prefetti vennero sistematicamente circondati ed uccisi dagli avversari. Vista la scarsa valenza bellica l’unico risultato che ottennero fu di far avvicinare alla zona agricola i nemici che probabilmente avrebbero puntato verso altre zone della città, peraltro complicando la vita all’esercito che fu costretto ad un percorso più lungo.
Anche Vigil fu richiamato dal suo istinto battagliero. La sua fortuna fu che al momento dell’attacco lui era fra i più lontani dal nemico e vista la scarsa velocità fu tra gli ultimi ad arrivare. Partendo da molto lontano però non transitò dal corpo di guardia e quindi dal mercato di Magnaria, ma aggirando una piccola altura posta ad est dell’isolato arrivò nella zona agricola passando per il terreno libero.
Quando finalmente arrivò nella zona dei combattimenti Vigil udì le urla di vittoria degli addetti alla balista della torre che con un colpo ben assestato avevano ucciso uno degli attaccanti. Poco più avanti vide due suoi colleghi che in grande difficoltà cercavano di trattenere tre avversari che avevano aggirato uno dei brevi tratti di muro.
Dal vicino granaio si sentivano provenire delle urla belluine ”IMBECILLI…..RIUNITEVI ED ATTACCATELI INSIEME….MA CHI VI HA INSEGNATO A COMBATTERE…UN EUNUCO GRECO?!?!?.....SCHIFOSI FIGLI DI UNA BALDRACCA CARTAGINESE, LA VOLETE DIFENDERE QUESTA CITTÀ O PREFERITE CONSEGNARLA A QUEI PEZZENTI MONTANARI? I MAIALI DELLE MIE FATTORIE FAREBBERO MEGLIO DI VOI INUTILI COMBATTENTI COL SECCHIO”. Era Horreum che memore del suo passato riversava tutto il suo disprezzo di vecchio soldato sui prefetti, e “combattenti col secchio” era appunto uno degli sprezzanti appellativi che i legionari riservavano ai prefetti.
Il guerriero nativo era veloce, seminudo ed armato di una corta ma efficacissima spada. Era riuscito ad eludere le varie difese ed ormai era prossimo all’ultima fattoria della zona agricola. Vigil lo puntò deciso a boccarlo.
Dall’alto del granaio la poderosa voce tuonò “INUTILE PREFETTO, UNO SOLO DEI MIEI MAIALI VALE PIÙ DELLA TUA SCHIFOSA VITA….. GUADAGNA TEMPO, NON SPERARE DI FERMARLO TANTO È PIÙ FORTE. FATTI AMMAZZARE MA RALLENTA QUEL CIALTRONE. SARÀ L’ULTIMA COSA CHE FARAI, MA PER LO MENO LA TUA VITA È STATA UTILE ”.
Un bell’incoraggiamento non c’è che dire!! Peraltro ricco di verità purtroppo!
Vigil riuscì a raggiungere il suo avversario prima che potesse fare danni. Cominciò una lotta dura con l’agile nativo che schivando agilmente i colpi di Vigil a sua volta cercava di colpire con la corta spada. Lo scontro durò poco: Vigil era effettivamente addestrato più a combattere gli incendi che gli avversari, ed il pesante equipaggiamento (in particolare i due secchi pieni d’acqua nascosti sotto il mantello) lo impacciavano non poco. Con un rapido movimento il suo avversario evitò un affondo e lo sbilanciò facendolo cadere pancia a terra. Vigil in un disperato tentativo di difesa si voltò sulla schiena cercando di proteggersi con lo scudo. Sapeva che a breve spada nemica lo avrebbe finito e alzando gli occhi vide il suo avversario: il braccio levato stava per sferrare il colpo di grazia.
Con un rumore sordo e cupo la pesante punta di bronzo di un pilum penetrò nella schiena del guerriero nativo, lo trapassò sfondandogli il petto e finì la sua corsa piantandosi nello scudo di Vigil.
Il prefetto, sorpreso di essere ancora vivo, si rialzò giusto in tempo per vedere la coorte di ausiliari che incurante della sua sorte rientrava in buon ordine nel suo forte.
La rivolta era stata sconfitta, e la sorte di un prefetto non interessava a nessuno in quella città!
Era vivo! Era oltre il corpo di guardia! Il combattimento lo aveva spinto quasi dentro al granaio! La sua indagine non avrebbe avuto un’altra occasione così!
Sapeva che avrebbe avuto poco tempo per trovare l’ingresso al piano superiore: come tutti i granai anche quello era costruito su un incrocio di strade, e se non fosse riuscito ad entrare rapidamente al piano superiore avrebbe perso quella unica possibilità di incontrare il suo occupante impegnandosi in quell’incrocio fino ad imboccare la strada da cui era venuto per proseguire in maniera inarrestabile verso la propria prefettura. Pensando a queste cose si convinse: i Programmatori avevano realizzato i granai in quel modo solo per complicare la vita a lui. Poi pensò che il disegno di quelle divinità imperscrutabili doveva essere ben più ampio e che un prefetto doveva essere ben poca cosa per loro.
Nella penombra vide la scala che portava al piano superiore, con grande apprensione la raggiunse ed una volta messo il piede sul primo gradino sentì svanire in lui l’innato desiderio di percorrere i rami di quel piccolo incrocio.

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Lun 10 Ott 2011 - 19:17

Vitellio Tonnatus ha scritto:
... ed il pesante equipaggiamento (in particolare i due secchi pieni d’acqua nascosti sotto il mantello) lo impacciavano non poco.



Insomma! Mi distraggo qualche giorno e mi trovo pure protagonista del giallo!?

Grazie Vit, almeno tu tieni vivo il forum.

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MessaggioTitolo: Cap. IX parte 2 "Nella zona agricola"   Ven 14 Ott 2011 - 4:44

Sapeva che avrebbe avuto poco tempo per trovare l’ingresso al piano superiore: come tutti i granai anche quello era costruito su un incrocio di strade, e se non fosse riuscito ad entrare rapidamente al piano superiore avrebbe perso quella unica possibilità di incontrare il suo occupante percorrendo i rami di quell’incrocio fino ad imboccare quello da cui era venuto per proseguire in maniera inarrestabile verso la propria prefettura. Pensando a queste cose si convinse: i Programmatori avevano realizzato i granai in quel modo solo per complicare la vita a lui. Poi pensò che il disegno di quelle divinità imperscrutabili doveva essere ben più ampio e che un prefetto doveva essere ben poca cosa per loro.
Nella penombra vide la scala che portava al piano superiore, con grande apprensione la raggiunse ed una volta messo il piede sul primo gradino sentì svanire in lui l’innato desiderio di percorrere i rami di quel piccolo incrocio.
La stretta scala di legno emise un cigolio sotto il peso del prefetto. Un istante dopo un pesante coltello in bronzo si piantò nella parete pochi centimetri più avanti del viso di Vigil.
Dall’alto una voce dura e determinata disse: “Se non vuoi che ti pianto il prossimo in un orecchio fa il bravo!...torna da dove sei venuto. Sei entrato in casa mia senza chiedere permesso e questo non si fa!”
Vigil si disse che in fin dei conti lui lì rappresentava il Governatore di cui Horreum era sempre stato devoto servitore, e che quindi Horreum non avrebbe mai ucciso un prefetto. Con il tono più autorevole che poteva pronunciò quella frase temendo che sarebbe stata la sua ultima: “Sono il prefetto Vigil. In nome e per conto del Governatore sto svolgendo un’indagine. Magnaria, una grossista, è stata uccisa ed io devo scoprire chi sia stato” chiuse gli occhi.
La voce si fece nuovamente udire “Prego accomodati. Tu devi essere quello che ha combattuto con quel nativo. Per essere un prefetto ti sei battuto bene. Ma soprattutto sei stato coraggioso e non hai esitato di fronte a lui. Certo se non era per la mira di quell’ausiliario che ha lanciato il pilum…... In ogni caso hai difeso la mia zona agricola con coraggio e quindi meriti il mio aiuto.”
Vigil raggiunse la sommità della scala ed entrò nel regno di Horreum. L’arredamento era ridotto all’essenziale: una scrivania realizzata sfruttando due grosse zanne di elefante sulle quali era inciso “La città di Mediolanum grata al suo salvatore”. Dappertutto c’erano sacchi di frumento, e uno strato di pula di grano ammantava l’intero locale. In questo panorama polveroso spiccavano lucidi e perfettamente puliti quindici scudi ammaccati e contorti, qualcuno addirittura sfondato, che erano sospesi in perfetto ordine di combattimento sulla parete di fondo.
L’enorme carrettiere voltava le spalle a Vigil. Le braccia muscolose erano rigate da diverse cicatrici, ricordi delle mille battaglie. La figura di quell’uomo era talmente poderosa che si intuiva che per lui dovevano risultare poco impegnativi anche i più gravosi carichi di otto sacchi di grano.
Quel locale sembrava non poter contenere l’enorme figura di Horreum. Quando si voltò fu la terribile cicatrice a catturare lo sguardo di Vigli. Partiva dal centro della fronte, tagliava in due il sopracciglio destro, scivolava sotto la benda nera che copriva l’orbita vuota, e terminava nella guancia in prossimità dell’orecchio. La barba ed i capelli erano perfettamente curati come era ovvio aspettarsi da un ex soldato. L’occhio superstite brillava di feroce determinazione.
“Si, sapevo che qualcuno mi ha anticipato ed ha fatto la festa a quella vecchia baldracca ladra! Quella troia schifosa ha avuto quello che si meritava. Peccato la volevo accoppare con le mie mani, e poi buttavo la sua grassa carogna a i miei maiali. Si! Quella cicciona era un buon pasto per le mie bestie!”
Vigli non si aspettava una dichiarazione del genere. “Come ti ho detto vorrei farti delle domande in merito”
“Pensi che sono stato io. Ti sbagli prefetto. Stavolta io non c’entro.”
“Gira voce che tu l’avessi minacciata.”
“Prefetto io non l’avevo minacciata, io l’avevo condannata. Avevo messo una taglia sulla sua testa. Quella donna era una morta che cammina e lo sapeva. Quella ladra schifosa meritava di morire perché ha rubato dal granaio dedicato diversi carichi di carne. Stavo solo aspettando che il magazzino ortaggi cominciava ad accettare le merci per farla ammazzare. Ma non ho fatto a tempo.”

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MessaggioTitolo: Cap. IX parte 3 "Nella zona agricola"   Sab 15 Ott 2011 - 2:58

Vigil era sempre più meravigliato della naturalezza con cui il suo erculeo interlocutore ammetteva di voler uccidere una donna che……era stata uccisa!
“Aspetta un attimo, fammi capire, ricomincia dall’inizio, dal furto. Come fai ad essere certo che è stata lei? E perché non l’hai denunciata?.”
“Prefetto!!! perché non l’ho denunciata?!?!. Qui nelle fattorie lavorano solo delinquenti. Ladri, truffatori ed assassini giungono qui per sfuggire dalla giustizia di altre città. In cambio della loro sporca pellaccia e del permesso di restare qui il Governatore vuole solo 20 ore di lavoro al giorno! E le loro vite sono le mie. Le regole sono poche e semplici: eseguire gli ordini di Horreum, eseguire gli ordini di Horreum, eseguire gli ordini di Horreum. Chi sgarra diventa cibo per i maiali. Pensi che è bello lasciar pensare a questi gentiluomini che è possibile fregare Horreum, anzi che Horreum è stato fottuto da una commerciante, e che questa commerciante se ne va tranquilla ed impunita in giro per l’isolato? Credo che neanche il Governatore lo vuole."
“Come fai a dire che ti ha derubato? E poi come avrebbe fatto?”
“Sono stati sfortunati lei ed il vecchio responsabile del granaio della carne si è fatto fregare. Eppure lui controllava bene tutto, soldi, ordini, pesate…..l’ho visto all’opera più di una volta. Mi è dispiaciuto che per colpa di quella maledetta si è suicidato ed è diventato mangime per i miei maiali. Comunque….sono certo che è stata Magnaria perché ad Aprile scorso, casualmente subito dopo il suo furto, ho effettuato delle ispezioni a sorpresa nei granai e me ne sono accorto. Non l’ho potuta fermare ma so che è stata lei.
A detta del vecchio responsabile del granaio quella troia aveva pensato bene la cosa. Quella baldracca schifosa si è presentata al banco. Non ha ordinato subito, con delle scuse ha aspettato che arrivavano altre due commercianti. A quel punto ha tranquillamente fatto verificare la sua stadera, ha ordinato e sotto l’occhio attento del mio addetto ha provveduto alla pesata. Stava per pagare quando ha iniziato a contestare qualcosa: “Questa carne fa schifo….come pensi che i miei clienti che sono veri signori possano comprare questa roba.”O qualcosa del genere. Ed ha continuato a sbraitare contro tutto e tutti.
Per farla tacere il precedente responsabile del granaio decise di riprendersi la carne che le aveva dato e di fornirgliene altra. Mandò un suo garzone, un idiota decerebrato appena assunto, a prelevare la carne dal deposito.
Intanto le altre due commercianti che attendevano il loro turno cominciavano a spazientirsi. Il mio responsabile cercò di calmarle ma la ladra schifosa approfittò per scatenare una lite. Invitò il mio a dare alle altre la carne che riprendeva da lei “tanto i loro clienti non sanno riconoscere la carne dal pesce. I loro mercati sono di seconda categoria”. La discussione si infiammò. All’inizio le due insieme aggredivano Magnaria che però dopo un po’ riuscì prima a farle infuriare e poi a farle litigare fra loro riferendo quello che una aveva detto del mercato dell’altra. Quando ormai le due erano arrivate a strapparsi i capelli, a far volare le gerle ed arredi il responsabile del granaio cercò di intervenire lasciando solo il garzone deficiente, che intanto era tornato con altra carne. Magnaria che si era sfilata dalla lite approfittò di quel momento di caos per pesare la carne e pagare con il solo controllo del ragazzotto. Il mio uomo riuscì a fermare le due litiganti solo dopo che la ladra era andata via con il suo carico e solo dopo aver minacciato di buttare giù le due vipere dal granaio.”
“Hai detto che il vecchio responsabile si è suicidato. Si potrebbe interrogare il garzone?”
“No! Dopo il fatto ho trasferito i due in un allevamento di maiali. Prima di impiccarsi il responsabile del granaio ha affogato il garzone in un trogolo. Ormai i due sono concime per le fattorie di grano. Comunque ho interrogato personalmente il garzone per capire meglio cosa era successo. Lui ha giurato e spergiurato che la pesata di Magnaria era corretta e che lei ha pagato il dovuto. Chissà cosa ha visto quell’imbecille!”
“Quindi in base alle tue regole l’hai ammazzata!”
“Prefetto non farmi perdere la pazienza! Mi ripeto. Prima o poi la ammazzavo con le mie mani o la facevo ammazzare. Quella donna io l’avevo condannata. Doveva morire. E sarebbe successo presto. Ma non sono stato io.”
“Avevi il movente, ammetti che la volevi morta, ammetti che sarebbe successo a breve…... perché si dovrebbe credere che non sei stato tu?”
“Per mesi sono restato qui nel mio granaio a rodermi il fegato ogni volta che quella veniva a comprare il grano. Ogni volta che saliva qui c’erano quegli otto ragazzetti foruncolosi che avrebbero visto. Non potevo mica ammazzare anche quei ragazzini! La maledetta ladra si difendeva dietro ad un gruppo di mocciosi, era intoccabile qui nella zona agricola.
Inoltre io non ho la possibilità di andare oltre il corpo di guardia: non esistono strade che collegano questo ad altri granai della città per cui anche se io voglio “ricevere” del grano non ho una destinazione dove andare a prelevarlo. Sono bloccato qui in questo sporco granaio.”
Horreum diceva il vero, lui era il padrone di quella zona, ma di fatto era imprigionato in quel luogo. Scaltro il Governatore: teneva la belva più feroce in una gabbia e la sfruttava per tenere sotto controllo altre belve.
“Avresti potuto mandare uno dei tuoi bravi ragazzi, un carrettiere delle fattorie a fare il lavoro per te.”
“Mi deludi prefetto! Ti facevo più sveglio! I miei uomini non possono superare il corpo di guardia: il granaio del frumento e quello della carne sono entrambi da questo lato della porta.”
“Ma dici che Magnaria aveva le ore contate”
“Si. Finalmente ad Agosto scorso il Governatore ha deciso di produrre gli ortaggi ed ha fatto costruire le fattorie. Plebei siamo e plebei resteremo e continueremo a mangiare grano e carne. Gli ortaggi, il terzo tipo di cibo, non saranno distribuiti qui ma verranno esportati. Per facilitare i portuali da qualche parte al di là di quel maledetto corpo di guardia, vicino al quale c’è il mercato di Magnaria, è stato costruito il magazzino dedicato agli ortaggi. Ecco perché quella troia aveva le ore contate. Ogni carrettiere che portava ortaggi passerebbe all’andata e al ritorno davanti al mercato di quella puttana schifosa. E prima o poi…..qualcuno la guadagnava la taglia!
Dovevi vederla il giorno che gli ho dato la notizia del nuovo magazzino ortaggi.” Una fragorosa risata eruppe dall’immenso petto del carrettiere.
“La baldracca non lo sapeva! Quando andò via con il suo codazzo di ragazzini era bianca come un cencio. Mi faceva così pena che quasi le facevo lo sconto.”
“Ma dici di non essere stato tu!”
“Purtroppo il consigliere per il commercio non ha ancora autorizzato l’esportazione via mare degli ortaggi. E soprattutto non ha ancora abilitato il nuovo magazzino a ricevere questo tipo di merci.
Frafioma, la sua terribile ispettrice sanitaria, non ha ancora firmato l’autorizzazione all’utilizzo di quel magazzino. Quella sta sempre lì a cercare muffe e funghi fra le tavole dei depositi. E qualcosa trova sempre!!!!Ci mette un eternità prima di mettere una firma!!!!.
Ma che gliene importa a lei! Gli ortaggi che esportiamo hanno un po' di muffa!!i e allora?!?!? Vanno lontani!
Il Governatore poi ha la mania dei magazzini specializzati: una merce un magazzino. O gli ortaggi finiscono in quel magazzino o non si muovono da qui. Bleah!!! Per colpa di quella fungarola i miei uomini stanno fermi col carretto pieno fuori dalle fattorie. Prefetto, fino ad ora nessuno dei miei è potuto andare oltre il corpo di guardia” Vigil dall’alto del granaio poteva effettivamente vedere che i carrettieri delle fattorie degli ortaggi stazionavano indolenti con i carri pieni in attesa di un segnale.
”Alcuni dei miei non aspettavano che l’occasione per farsi notare e per guadagnare la taglia, qualche sacco di cibo. Purtroppo per loro qualcuno li ha fregati. Comunque sono felice che quella grassa, vecchia puttana è morta.”
Quello che diceva Horreum era vero. Aveva il movente, la volontà e la capacità di uccidere Magnaria, ma a quanto pareva non ne aveva l’occasione. L’ennesimo possibile percorso verso la verità, quello che sembrava il più promettente, si chiudeva davanti agli occhi di Vigil.
“Prefetto quando scoprirai chi è stato fammelo sapere, così gli do la sua meritata ricompensa. Finisce nell’angolo nero, ma a stomaco pieno e mangiando alla mia salute!” Accompagnando questa frase con una fragorosa risata l’erculeo magazziniere tornò al suo lavoro.
Vigil perplesso riprese la strada da dove era arrivato e passando per i campi rientrò alla sua prefettura.

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Ultima modifica di Vitellio Tonnatus il Lun 17 Ott 2011 - 9:18, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Lun 17 Ott 2011 - 1:58

ho quasi timore a giocare di nuovo a Caesar... non vorrei incontrare questi tipini...


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MessaggioTitolo: Cap X parte 1 "Incontri nell'isolato"   Mar 18 Ott 2011 - 4:47

Vigil stava ripensando alla sua indagine che sembrava giunta ad un punto morto quando incrociò Chirurgus che sembrava assorto nei suoi pensieri.
“Buongiorno Chirurgus”
L’altezzoso chirurgo squadrò Vigil con un’espressione interdetta quasi a dire “Come osi interrompere le mie riflessioni”. Sembrava non ricordare il prefetto.
“Ti ricordi di me? Sono Vigil. L’ultima volta che ci siamo incontrati hai prestato soccorso a Venditrix.”
“Ah, si. Dimmi ragazzo, come posso aiutarti. Che problemi ti affliggono? Preferirei però visitarti nel mio studio all’ospedale.”
“Veramente vorrei sapere di Venditrix. Come sta? Potrei venire a trovarla? Potrebbe sostenere una serie di domande? Sai nella mia inchiesta lei potrebbe aiutarmi molto.”
“Venditrix….Venditrix….ah si! La ritard….. ehm, la paziente affetta da trauma psicologico giovanile con ricaduta recente. Il mio staff di psicologi mi informa che in effetti la paziente sta facendo importanti progressi. Non è più in stato catatonico e riesce a mantenere un atteggiamento vigile e colloquiale con l’interlocutore sebbene permanga in lei una visione semionirica del mondo reale.”
“Sarebbe a dire?”
“La paziente interagisce con terzi. Spesso però la visione della realtà per lei risulta distorta da rappresentazioni fantasiose indotte dalle regioni più profonde e meno note del cervello. Rappresentazioni miranti ad una difesa psicologica che trae forza dalle rassicuranti abitudini quotidiane ormai consolidate nel tempo.”
“Che tradotto significa…..”
“Per voi a cui Esculapio non ha illuminato le menti significa che Venditrix si è ripresa e le si può parlare pur con le dovute cautele del caso. Ha una visone confusa della realtà. Alterna momenti di lucidità con periodi in cui pensa che l’ospedale sia l’isolato e spesso gira per i reparti cercando di vendere quanto trova nella sua camera. I miglioramenti comunque sono evidenti ed è sempre più lucida.”
“Quando contate di dimetterla?”
“Chi può dirlo? Il cervello umano cela ancora infiniti segreti.”
“Certo, il problema è che spesso se ne va in giro per l’ospedale e rintracciarla non è semplice. Poco tempo fa la è venuta a trovare suo cognato Histrio.”
“Va bene, grazie per le informazioni.”
Fu mentre passava davanti ad una vigna che Fricatrix, la poco più che adolescente addetta ai bagni pubblici, lo raggiunse trefelata.
“Salfe prefetto Figil, finalmente! È tanto che ti cerco!”. Le sue origini germaniche oltre che dalla sua biondissima capigliatura erano denunciate da una pronuncia un po’ “esotica” che Vigil trovava simpatica. “Folefo sapere come sta la mia amica Fenditrix” continuò singhiozzando la ragazza ”Uno mio amico structor mi ha detto della tracedia”.
Ecco, pensò Vigil, quello sciocco ingegnere Vitellio Marinatus o….Brasatus o…..Mantecatus…o come diavolo si chiamava aveva già diffuso la notizia. La vista delle splendide forme della ragazza avvolte dall’abitino bianco aveva ragione anche della sorprendente memoria del prefetto!.
“Beh adesso è all’ospedale affidata alle cure di Chirurgus che saprà di certo aiutarla a superare questo momento difficile.”
“Che tici potrò andare a trofarla? Siamo buone amiche e so che lei ha bizogno di me!”
In considerazione di quanto gli aveva appena detto Chirurgus Vigil annuì pensando che il chirurgo ed il suo staff di psicologi sarebbero stati d’accordo.
“Pofera amica mia! Qvesto ultimo anno è proprio un periodo nero per lei. Prima le deluzioni mit amore e le liti mit Mag-naria ed infine qvesta cosa terribile!”. Detto questo, la bionda, come sempre schiva, fece per allontanarsi.
Vigil, affascinato da sempre dalla addetta ai bagni vide l’occasione per poter finalmente entrare in confidenza con la ragazza. Più volte alle terme aveva provato a scambiare con lei quattro parole, a fare amicizia. Ma Fricatrix era sempre molto fredda e scostante. Il prefetto adesso aveva l’occasione per poter parlare a lungo con l’addetta ai bagni pubblici, e senza il problema di come……rompere il ghiaccio, cosa in cui sapeva di essere molto goffo. C’era inoltre la possibilità che la ragazza avesse qualche informazione su Venditrix utile per la sua indagine.
Dopo aver sistemato con un rapido movimento il mantello in modo che coprisse il fregio della corazza che più richiedeva una lucidata Vigil disse: “Scusami Fricatrix per un prefetto impegnato in un’indagine così delicata ogni dettaglio può essere utile. Per cui ti prego di restare e di rispondere ad alcune mie domande”
“Dimmi pure. Zpero anzi di poterti essere utile” rispose la ragazza voltandosi verso il prefetto.
“Parlavi di un periodo nero per Venditrix, di difficoltà con qualche….spasimante, e con la sorella. Che mi puoi dire di più preciso? Sai in questa delicatissima e difficilissima indagine qualsiasi dettaglio può essere utile ”: Il tono enfatico che aveva utilizzato sorprese lo stesso Vigil.
Prima di rispondere la ragazza sbuffando cambiò mano al pesante vaso verde. Vigil avrebbe voluto aiutarla alleggerendola di quel pesante fardello,….ma non si poteva. Maledetto Programmatore! Non era possibile neanche essere galanti con una ragazza!
La voce di Fricatrix richiamò subito la sua attenzione. “Anche se existe crande differenza di età fra me e Venditrix noi ziamo crandi amiche. In qvesto izolato lei è unica amicizia possibile. Tutte altre donne zono impegnate in commercio e parlano zolo di zoldi, di coza vendere, di quando acquiztare….. Amici uomini poi…VERBOTEN! Certe occhiate mi danno! E oltre agli occhi anche loro mani vorrebbero mettermi addosso”
Vigil non sapeva che pensare: era considerato anche lui fra quelli con gli occhi bramosi? Forse no. Altrimenti la ragazza non avrebbe detto “mi danno” ma “mi date”. Attento decise di ascoltare per cogliere qualche altra eventuale indicazione in merito.
“Mit Fenditrix noi ci incontriamo spesso qui in izolato. In zcorso mese di Acosto lei in pianto disperato mi ha detto che Mag-naria era tornata terrorizzata und arrapiata mit lei da un acqvisto. Fenditrix mi disse che sua zorella l’afefa cuardata con gli occhi pieni di otio e le aveva detto “Per colpa di tuo stupido regalo a tuo innamorato e dei zoldi che tu mi hai rupato io fra poco tempo sarò kaputt. E zarà tutta colpa tua!”.
Pofera Fenditrix! Chissà come sarà disperata ora che è realmente successo. Ma chi può afere fatto qvesto?”.
Quanto detto da Fricatrix riportò Vigil alla sua indagine. Le parole della ragazza confermavano quanto aveva detto Horreum. Magnaria solo ad Agosto aveva saputo della realizzazione del magazzino ortaggi. E proprio da Horreum. E questa notizia l’aveva realmente terrorizzata. Evidentemente prima si riteneva sicura dal pericolo Horreum.
“Aspetta un attimo, andiamo con ordine. Hai parlato di un ultimo periodo difficile per Venditrix.”
“Ja! In ultimo perioto Venditrix ha liticato spesso mit Mag-naria. Mag-naria togliefa lei tutto il denaro. Non zolo qvello che Fenditrix ricafafa dalle fendite, ma anche le mance che i clienti le dafano.
Per Fenditrix qvesto era terripile. Fenditrix è affascinata dai gladiatori. E’ sempre antata a federe gli spettacoli in anfiteatri dell’izolato. Zono pattaglie finte, nessuno ferito o morto. Non è spettacolo che mi attrae. Io ama pattaglia fera mit sancue. Lei si è innamorata di uno gladiatore uno reziario. Lupo. Facefa suo spettacolo negli anfiteatri dell’izolato. Non è più un ragazzino e forse proprio questo ha affascinato Venditrix!. Fino poco più di un anno fa Fenditrix non afefa proplemi per acqvistare i piglietti per spettacoli di Lupo. Poiché in qvesto izolato non ci zono zpettacoli migliori, mit zangue, anche io antavo mit Fenditrix. In ultimo anno Mag-naria non zolo non lasciafa tempo lipero a Fenditrix, ma non le tafa denarii per l’acqvisto dei piglietti. Attirittura le togliefa i pochi spiccioli delle mance.
Spesso le due zorellel liticafano perché Fenditrix nazcondeva zue mance e così noi riuscifamo a vedere spettacolo di Lupo. Ogni folta che Fenditrix tornafa da anfiteatro Mag-naria era furiosa e costrincefa zua zorella a più crandi ciri per fendere merci.. Fenditrix og-ni folta fenifa da me mit lacrime in occhi.”
Vigil non poté fare a meno di notare che evidentemente nell’ultimo periodo, da Maggio dell’anno prima, la necessità di rendere il dovuto a Baiulus aveva fatto si che Magnaria richiedesse anche alla sorella maggiori sacrifici.
“Quindi Magnaria toglieva tutti i soldi a Venditrix che per andare a vedere gli spettacoli di Lupo nascondeva le sue mance. Non mi sembra che si possa dire che Venditrix rubasse. In fondo i soldi erano i suoi.”
“Nicht! ….Ehm…….come tire…….Fenditrix era innamorata…..io capisco zuo zentimento…..in fin tei conti a cuore non zi comanta!”
Fricatrix abbassò il capo e sottovoce disse: “Fenditrix rupò daffero zoldi da cassa di mercato.”

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MessaggioTitolo: Cap. X parte 2. "Incontri nell'isolato"   Lun 7 Nov 2011 - 12:22

Vigil era sempre più interessato a quello che diceva Fricatrix. “Aspetta un momento. Perché Venditrix avrebbe rubato alla cassa? E quanto avrebbe rubato? E quando sarebbe avvenuto il futro?”
“Fu Fenere ad inturre Fenditrix a rupare! E fu anche colpa mia! Uno ciorno di Gennaio, come zempre dopo spettacolo Lupo fenne in mio pagno mit altri cladiatori di zua compag-nia. Erano tutti allecri, und festeggiavano mit vino. Chiesi il perché di tutto quello trampusto proprio a Lupo. Lui mi rispose che festeggiavano la notizia appena arrifata in loro scuola gladiatoria: finalmente a Marzo la sua compag-nia di gladiatori afrebbe appandonato nostro izolato. Finalmente, diceva, sarebbero antati in Colosseo di isolato patrizio dofe pen più crande fama afrebbero potuto raggiuncere.
Io gli dissi che in Colosseo il solo destino di un cladiatore è lo IUGULA cridato da pubblico.
Lui mi rispose che solo cladiatori stupidi o inesperti sporcavano mit loro sangue la sabbia del Colosseo, e che lui non era né stupido né inesperto.
Quindi uscii per il mio ciro ed incontrai Fenditrix. Le dissi zubito la nofità e che Lupo lasciava isolato. Lei era tisperata, pianse e pianse. Quindi decise che afrebbe fatto qvello che tesiterafa fare da tanto tempo ma che non afefa mai afuto coraggio di fare: afrebbe detto a Lupo che lei era innamorata e gli afrebbe fatto uno recalo per farsi ricortare da lui. Lei fantasticafa di regalargli una nuofa rete di seta e fili ti arcento ma il tempo era poco, i denarii che era riuscita a nascondere a Mag-naria ancor meno, circa 50, e zubito zi accordò mit uno mercante di Damasco per acquisto di uno tridente di puona fattura che per 250 denarii. Venditrix lasciò i suoi 50 denari come caparra. Il successivo mese di Febbraio i due zi dofefano incontrare presso magazzino vini vicino mercato di Fenditrix per la consegna del tridente e per il saldo. Il ciorno stabilito Fenditrix racciunse il mercante mentre caricafa zuoi zomari, zi diresse zubito in mercato e tornò mit 200 denarii mancanti e mit viso molto molto colpefole. Fenditrix mi disse di furto, ma semprafa molto molto decisa in zua idea.
Lo tridente era di puona fattura con decorazioni su zue punte, impug-natura erconomica, ottimo bilanciamento ma creto che 250 denarii fossero troppi!
Quando fu ultimo ciorno di Febbraio, la compag-nia di Lupo fenne in mie terme per festa di addio. Venditrix in maniera goffa tiete recalo a Lupo, farfug-liò poche incomprensibili parole e fuggì fia. Lupo lefò uno brindisi a salute di Fenditrix e la festa continuò.
Dopo pochi ciorni, in mese di Marzo, Mag-naria scoprì il furto, e in pochi minuti capì cosa era successo e fece confessare la zorella.
Mag-naria era furiosa. Io, passando dafanti a loro mercato, vidi solo una piccola parte di qvella scenata. Fenditrix stava zitta mit testa abbasata, piangefa forte e continuafa a domantare scusa. Mag-naria la scutefa e cridafa che loro erano rofinate, che non c’era più tempo, che afrebbe fatto meglio a farla spranare dai lupi tanto tempo prima fisto quanto era stata sciocca ora che ce l’afefano quasi fatta. Per difersi ciorni non scambiai parole con Venditrix e qvando la rincontrai a metà Aprile era impeg-natissima in vendita di merci. Mi tisse che zua zorella afefa trofato soluzione al problema che lei afefa creato ma che entro la metà del successivo mese di Maggio lei dofefa fendere una grandissima qvantità di carne. Mi zalutò e riprese suo cammino frettoloso.
Vigil immediatamente collegò la grande quantità di carne da rivendere con il furto di Magnaria. I tempi potevano coincidere. L’attenzione del prefetto fu nuovamente attirata dalle parole dell’addetta alle terme.
La normalità per Fenditrix tornò dopo la metà di Maggio. Dopo quella data infatti semprò che tutto per lei tornasse tranqvillo.Ci incontrafamo spesso e mi confermò che per lei tutto antafa bene. Mi disse però che ua zorella era ancora un po’ preoccupata e che la trattafa ancora un po’ male specie le folte che dofefa antare ad acqvistare il frumento. In qvelle occasioni Mag-naria era molto tesa und nerfosa ma semprafa che la cosa stesse miglioranto.
La situazione infece ebbe un terribile peccioramento in mese di Acosto. Qvel ciorno incontrai Fenditrix che era in lacrime, molto triste und depressa. La chiesi cosa le stesse zuccedento. Lei mi tisse che zua zorella era tornata da un aqvisto di frumento molto molto spaventata. Fenditrix si era afficinata alla zorella per chiederle cosa era successo. Mag-naria le rispose che lei la otiafa, che per colpa sua lei ormai era kaputt, che ormai afefa poco tempo prima di una fendetta terripile. Da qvel ciorno Mag-naria difenne molto molto cattiva mit Fenditrix che og-ni folta che mi incontrafa era sempre più triste. Si sentifa molto colpevole per quella cosa di cui però non sapeva nulla. Era disperata. Og-ni folta che cercafa di parlare di qvesta terribile cosa mit Mag-naria fenifa insultata o picchiata e i suoi senzi di colpa aumentavano. Saranno aumentati terribilmente ora che Mag-naria è stata uccisa. Pofera amica mia, forrei proprio poterle parlare.”
Ormai l’istinto indagatore di Vigil aveva preso il sopravvento: il fregio annerito, accuratamente celato sotto il mantello fino a poco tempo prima faceva bella mostra di se.
“Dunque Magnaria negli ultimi due mesi ha molto maltrattato sua sorella. Pensi che Venditrix possa aver ragito all’ennesima violenza? Potrebbe aver colpito Magnaria?”
Un’ombra scura attraversò il bel viso della ragazza che con un tono secco e risentito rispose “Prefetto capisco cosa pensi. Non creto proprio che Fenditrix possa afer colpito o ucciso sua zorella. Una folta io e Fenditrix avemmo una discussione su chi fra noi due portafa un peso macciore. Mi fece innervosire ed io in maniera fiolenta le strappai dalle mani le cerle e la stadera. Mi aspettafo una reazione. Ed infece lei chinò il capo e si mise a sinchiozzare cos’ forte che le resi le sue cose e dofetti pure consolarla. Si sentifa inutile perché non era riuscita neanche a rispettare le disposizioni di Mag-naria che le afefa detto che le sue attrezzature non erano dei ciocattoli, che og-ni addetta ai mercati afefa l’obblico di prestare loro la massima attenzione, anzi che og-ni addetta ai mercati, fosse crossita o dettag-liante dofefa essere celosa und attenta ai suoi propri strumenti che erano la cosa più preziosa del laforo di commerciante.
Nein, Fenditrix era totalmente sottomessa a sua sorella Mag-naria. Nain, non creto proprio che neanche abbia mai penzato a colpire sua sorella. Adesso defo antare, non vorrei che a causa della mancanza del mio servizio ci fossero delle infoluzioni nelle residenze dell’isolato. Auf wiedersehen.”
Con un’espressione offesa l’addetta ai bagni riprese il suo percorso. A Vigil non restò altro che ammirare le sinuose forme della ragazza che si allontanava.


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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mar 8 Nov 2011 - 5:01

Ti seguo con vivo interesse....

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Prima di chiedere hai fatto una ricerca con la funzione SEARCH?
Prima di postare ha verificato di essere nella rubrica giusta?

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