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 Caesar3, il giallo

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Vitellio Tonnatus
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Leone Capra
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MessaggioTitolo: Cap. XI parte 1 "L'incendio"   Lun 14 Nov 2011 - 23:05

Vigil fu riportato alla realtà da un allarme che nel primo isolato era ormai inusuale. Era scoppiato un incendio da qualche parte. Bisognava andare subito al problema!!
Il prefetto impugnò i due secchi pieni d’acqua che normalmente portava sotto il mantello, e con passo ancor più pesante del solito si diresse verso il luogo dell’incidente. “Strano” pensò, le colonne dei rischi sono ovunque estremamente basse.”
Quando arrivò sul posto si rese conto che l’edificio in fiamme era il teatro Scaena, quello di Histrio. Altri tre prefetti erano all’opera e sebbene l’incendio fosse ancora piuttosto esteso e violento sembrava che non ci fossero rischi per gli edifici vicini.
Vigil si addentrò fra le macerie fumanti avvicinandosi a quelli che erano stati i depositi di scena. Le fiamme ardevano violente ed il loro calore gli arrossava il volto. Ligio al proprio dovere il prefetto cominciò a rovesciare acqua sulle fiamme sicuro che anche questa volta grazie all’aiuto dei suoi secchi autoriempienti sarebbe riuscito a vincere quella battaglia.
Nessuno sapeva come funzionassero realmente quei secchi. C’era chi sosteneva che avessero sottilissimi ed invisibili tubi di collegamento con la rete idrica (ma i detrattori di questa ipotesi sottolineavano il fatto che i secchi funzionavano anche a più di dieci tiles dalle cisterne), c’era chi diceva che “risucchiassero” l’umidità dell’aria (in questo caso i dubbi erano legati alla velocità di riempimento), ma nessuno aveva delle certezze. Il meccanismo di funzionamento di quei semplici secchi era uno dei misteri meglio custoditi dai Programmatori.
Vigil sapeva che la zona dove maggiore era la probabilità di trovare qualcuno era quella dei camerini. Guardò da quella parte. Le fiamme non erano ancora arrivate là. Provò a chiamare Histrio, ma nel frastuono delle fiamme non giunse risposta. Questo però non escludeva la possibilità che là ci fosse qualcuno. Il terrore avrebbe potuto rendere sordo o muto l’attore. Oltre alle fiamme c’era un altro pericolo: sospese sui camerini stavano diverse attrezzature di scena. Se l’incendio avesse raggiunto le funi che le sostenevano sarebbero precipitate da un’altezza che sarebbe stata fatale per chi si fosse trovato sotto.
Vigil continuava nella sua opera sperando che la sua azione o quella di qualche suo collega sventasse questa probabilità, ma all’improvviso, con un boato che si aggiunse al rumore dell’incendio una passerella ed alcune attrezzature rovinarono sui camerini.
A quel punto gli sforzi di Vigil furono comunque tesi ad evitare che l’incendio si estendesse da quella parte. Fu una vera battaglia: i depositi del teatro traboccavano di materiali infiammabili, i tendaggi ed i drappi fornivano un facile terreno al fuoco, i suoi colleghi erano impegnati in altri zone del teatro in cui l’incendio era ancora attivo.
Alla fine gli sforzi combinati dei prefetti ebbero la meglio sulle fiamme e l’incendio fu domato. Le fatiche di Vigil avevano ottenuto il suo scopo: ciò che restava dei camerini dopo il crollo non era stato raggiunto dalle fiamme. Tutti i prefetti intervenuti, sebbene stanchi, sporchi ed assetati si diressero da quella parte nell’eventualità di dover soccorrere qualche superstite. Dopo pochi istanti un collega di Vigil, lanciò un urlo. “EHI!!! QUI’ C’E' QUALCUNO!!!
Vigil si avvicinò insieme ai suoi colleghi. Fra i pochi resti di quello che era stato un letto, sotto la pesante passerella emergevano le gambe di un uomo. La tunica viola disse a Vigil che quello era Histrio. Immediatamente i quattro prefetti si misero all’opera per liberare lo sventurato. Quando riuscirono nel loro scopo si resero conto che era stato tutto inutile. Nello schianto la testa di Histrio era rimasta sotto qualcosa di molto pesante che ne aveva fatto scempio.
Nei pressi del letto giacevano i pezzi un’anfora viola da vino che cadendo aveva rovesciato un po’ del suo contenuto ed una piccola lampada ad olio.
Il prefetto che aveva trovato il cadavere e che avrebbe dovuto stilare il rapporto i colleghi guardò e disse: “Allora siamo tutti d’accordo che, vista la violenza e l’estensione dell’incendio qui ci sono stati diversi punti di innesco.” gli altri prefetti annuirono. ”Abbiamo un morto che probabilmente è crepato ubriaco. Così ubriaco che non si è accorto che gli bruciava la casa intorno. Per me è andata così: il tipo è rientrato sbronzo, ha acceso la lampada ad olio, barcollando un po’ qua ed un po’ là ha fatto in modo che la lampada appiccasse il fuoco in diversi punti. Poi si è buttato sul letto e si è addormentato. Per sua sfortuna la passerella gli è caduta addosso e….pace all’anima sua.”
Vigil guardò gli altri prefetti che annuivano disse: “Di sicuro l’incendio è dovuto ad un evento eccezionale, la nostra vigilanza è adeguata e lo dimostrano i bassissimi livelli di rischio. Però potrebbe non essere andata così. Mi pare improbabile che fosse così sbronzo da non rendersi conto che dava fuoco a tutto ma che invece sia riuscito a ritrovare la strada del letto.”
“E cosa pensi che sia successo?”
“Non saprei, forse è andata come dici tu, o forse si voleva suicidare portandosi dietro il suo teatro, o forse quando gli è crollata addosso la passerella era già morto. Chi può dirlo!”
“Com’è che ti fai tutti questi scrupoli? Già sarà complicato redigere il rapporto per giustificare lo scoppio di un incendio, figuriamoci poi se mi devo mettere a fare le ipotesi sulla morte di quel poveraccio. Vigil, sai cosa ti dico? Io ho i biglietti per uno spettacolo teatrale stasera. Non ho la minima intenzione di trattenermi alla prefettura più del dovuto. Visto che ci tieni tanto facciamo che il morto lo hai trovato tu, il rapporto lo fai tu e le ipotesi sull’accaduto toccano a te.” Detto questo i colleghi di Vigil si allontanarono alla volta delle rispettive prefetture.
Per la seconda volta in poco tempo Vigil restò in attesa dell'arrivo di Medicus che avrebbe dovuto effettuare le verifiche mediche del caso

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mar 15 Nov 2011 - 19:56

Vitellio Tonnatus ha scritto:

Nessuno sapeva come funzionassero realmente quei secchi. C’era chi sosteneva che avessero sottilissimi ed invisibili tubi di collegamento con la rete idrica (ma i detrattori di questa ipotesi sottolineavano il fatto che i secchi funzionavano anche a più di dieci tiles dalle cisterne), c’era chi diceva che “risucchiassero” l’umidità dell’aria (in questo caso i dubbi erano legati alla velocità di riempimento), ma nessuno aveva delle certezze. Il meccanismo di funzionamento di quei semplici secchi era uno dei misteri meglio custoditi dai Programmatori.


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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mar 15 Nov 2011 - 21:59

Prevedo uno "spin-off". Il giallo del secchio!

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Vitellio Tonnatus
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Leone Capra
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MessaggioTitolo: Cap. XI parte 2 "L'incendio"   Gio 17 Nov 2011 - 11:55

Dopo poco giunse a ciò che restava del teatro Medicus. Al solito doveva compiere il suo lavoro di medico legale. Questa volta però sarebbe stata più dura del solito: Histrio era un suo amico.
“Salve Vigil, noi ci incontriamo sempre in queste spiacevoli occasioni.”
Il prefetto annuì e fece strada verso il cadavere.
Appena giunse sul posto il medicò, con tono mesto, confermò l’identità. “Si, è Histrio. Sebbene il suo volto sia irriconoscibile so che è lui. Riconosco quella collana che porta al collo. È il premio di un concorso teatrale giovanile a cui teneva tanto. Povero amico mio. Era un po’ strano, un po’ megalomane ma era una brava persona.” Medicus cominciò ad analizzare la salma. Con tono amichevole si mise a parlare con il suo vecchio amico con un tono rotto dall’emozione.
“Quindi lo hai fatto vecchio sciocco! Te la sei presa una sbronza epica! E si che ti avevo detto che non avevi più l’età per queste cose. E guarda un po’ cosa ne hai guadagnato. Non credo però che tu intendessi questo quando parlavi di una nuova vita alla quale volevi brindare. Spero che tu possa avere un pubblico attento dove sei adesso. Addio.”
Dopo una prima ricognizione sulla salma, ripreso un tono più professionale Medicus si rivolse a Vigil.
“Histrio era ubriaco al momento della morte. L’odore di vino sulle sue vesti, quello che vedo e quello che so mi permettono di affermarlo. Le cause della morte sono ragionevolmente da attribuire ai traumi riportati alla testa. Compatibilmente con quanto rilevabile dopo lo scempio prodotto dall’oggetto che gli ha schiacciato il cranio, sembrerebbe che non abbia respirato del fumo: quelle che sembrano individuabili come le vie aeree appaiono pulite. Non sono rilevabili altre ferite sul corpo. Questo ci dice che le possibilità sono due: Histrio era vivo al momento del crollo fatale ma in questo caso in questa zona non c’era presenza di fumo, Histrio era già morto prima dell’inizio dell’incendio e quindi non ha potuto respirare il fumo.”
Vigil si chiese come avesse fatto Medicus ad individuare qualcosa in mezzo a quella poltiglia sanguinolenta che era la testa dell'attore.
“Questa zona è stata risparmiata dall’incendio" disse, "è possibile che i fumi non abbiano soffocato Histrio. Ma è possibile che fosse talmente ubriaco da non accorgersi di quanto gli stava succedendo intorno?”

“Forse! Chi può dirlo. Ti posso dire che l’ho incontrato nel mio precedente turno proprio mentre rientrava qui con un’anfora sottobraccio. Mi aveva detto che voleva prendersi una sbronza epica, che doveva festeggiare, che a breve quella vita d’inferno per lui sarebbe finita. Come ti ho detto era un mio amico ed anche un compagno di bevute. Nel nostro gergo sbronza epica vuol dire una bevuta tale da far perdere ogni contatto con la realtà, una cosa epica appunto.”
“Ho la certezza che l’incendio ha avuto più punti di origine. Che dici Medicus, possiamo ipotizzare che Histrio ubriaco e con una lampada in mano possa aver brancolato per il teatro apiccando il fuoco qua e là?”
“Forse. Ma mi viene difficile pensare che in quelle condizioni sarebbe riuscito a trovare la strada del suo letto. Direi piuttosto che si sarebbe lasciato cadere incosciente da qualche parte del teatro. Mi sembra più plausibile pensare che prima abbia appiccato volutamente l’incendio, poi se ne sia andato nel suo letto a sbronzarsi e ad aspettare la fine. In questo caso la passerella è arrivata prima del fuoco.”

“Pensi che si volesse suicidare?”

“Non saprei, ma….. Non immaginavo che potesse intendere questo quando parlava di una nuova vita, quando l’ho incontrato sembrava allegro. Certo non sembrava già più sobrio ma comunque era un attore, e per lui sarebbe stato cosa semplice dissimulare i suoi sentimenti anche da sbronzo. Di sicuro soffriva molto la sua vita fatta ormai di espedienti, e ultimamente attraversava spesso dei momenti di depressione. Diceva di essere un genio incompreso e questo lo abbatteva. Ma era troppo orgoglioso per ammetterlo e per accettare aiuto dagli amici. Gli avevo proposto di attendermi, che la bevuta in compagnia sarebbe stata più allegra, ma lui ha respinto la mia proposta dicendo appunto che doveva stare da solo, che doveva festeggiare una nuova vita che sarebbe arrivata. Povero amico mio, magari se avessi insistito……”

Dopo qualche istante di riflessione Vigil disse: “Esiste anche un’altra possibilità. Non è stato Histrio ad incendiare tutto” Il dottore guardò con faccia perplessa il prefetto che proseguì “qualcuno potrebbe essere entrato nel teatro, girando per i camerini potrebbe aver trovato Histrio completamente ubriaco nel suo letto, e potrebbe aver deciso di sfruttare l’occasione per ucciderlo.”

“A parte il fatto che non vedo chi potrebbe aver avuto un motivo per ammazzare il mio povero amico, ma perché scegliere un incendio come arma del delitto? Con Histrio ubriaco sarebbe stato più semplice un colpo di coltello.”

“Vai a sapere! Magari il qualcuno non aveva il coltello, o non era venuto qui per uccidere ed ha solo sfruttato l’occasione.”

“E chi gli poteva assicurare che Histrio non si sarebbe accorto delle fiamme e non sarebbe scappato via anche se ubriaco?”

“Un bel colpo in testa?!?!” chiese Vigil scrollando le spalle.

Il dottore guardando il miscuglio di sangue, ossa, materia grigia che una volta era stato il capo di Histrio disse”Beh, questo non lo potremo mai sapere….. Ma in questo caso, che necessità avrebbe avuto l’assassino di incendiare il teatro?”

“Chissà, forse proprio per camuffare l’omicidio…. Bah, lasciamo stare. Sono preso dal caso dell’omicidio di Magnaria per il quale non vedo spiragli, e cerco la mano di un colpevole dietro a tutti gli eventi che mi trovo ad analizzare. Probabilmente è andata come tu hai detto: Histrio ha deciso di suicidarsi ed da buon attore ha deciso di farlo in maniera spettacolare, portandosi dietro il suo teatro alla ricerca di un ultimo colpo di scena.”

Medicus annuì. I due continuarono silenziosamente ad analizzare l’uno la salma di Histrio, l’altro il teatro alla ricerca di qualche indizio che desse qualche maggiore certezza all’una o all’altra ipotesi, ma non trovarono nulla di utile.

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Leone Capra
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MessaggioTitolo: Cap. XII parte 1 "Al mercato finalmente! Verso l'epilogo"   Sab 19 Nov 2011 - 10:44

Al termine delle ricerche nel teatro Sacena Vigil rientrò stanco alla sua prefettura. Il successivo turno di lavoro sembrava tranquillo per cui Vigil se ne andava pensieroso lungo l’anello principale dell’isolato riflettendo sulle vicende legate al caso di Magnaria alla ricerca del bandolo di quella matassa.
Dunque, Magnaria la grossista era stata trovata morta nel suo mercato. Qualcuno l’aveva colpita alle spalle. Il mercato era stato messo a soqquadro ma la vittima non portava tracce di aggressione.
La sorella della vittima, Venditrix la venditrice al dettaglio, alla notizia della morte della sorella era piombata in uno stato di choc dal quale sembrava riprendersi lentamente solo ora ma solo per brevi periodi.
Le indagini sulla vita di Magnaria avevano consentito a Vigil di venire a conoscenza di diversi retroscena che potevano aver portato la grossista ad incrociare in maniera pericolosa dei personaggi poco raccomandabili che vivevano lì nel primo isolato.
Giunta in città giovanissima insieme alla sorella Venditrix, Magnaria aveva combattuto con le unghie e con i denti per emergere. Per giungere al successo, che per lei era rappresentato dal suo mercato e dall’agiatezza che le portava, aveva accettato ogni sorta di compromesso. E la sua fama fra i concittadini era accompagnata da ben poco benevoli giudizi morali.
Grazie al matrimonio con Histrio, giovane attore dall’apparente futuro brillante era riuscita a recuperare un po’ di rispettabilità e per alcuni anni aveva potuto godere di un periodo di benessere ed abbondanza.
Qualche anno dopo il loro matrimonio, si era ormai in tempi recenti, per cercare di ridare fama a suo marito che nel frattempo si era rivelato essere un guitto borioso convinto di essere un mostro sacro del teatro, Magnaria aveva accettato di finanziare la messa in scena di alcuni spettacoli. Dapprima il marito si era accontentato del ruolo di attore principale, ma poi volle sempre di più: dapprima la regia, poi anche la scrittura dei testi infine volle curare la messa in scena. Le discutibili e costosissime scelte artistiche di Histrio fecero si che quella folle impresa fallisse. Per fare fronte al terribile tracollo economico che seguì Magnaria dovette impegnare tutte le proprie ricchezze che però non si rivelarono sufficienti.
A quel punto la grossista fece la prima mossa rischiosa. Per trovare i soldi che le servivano decise di ricattare Baiulus, il proprietario dello scalo e strozzino dell’isolato. sfruttando dei vecchi documenti che sembravano collegarlo ad un’antica rivolta. Baiulus, personaggio pericoloso e spietato intuendo la disperazione della donna non si fece spaventare ed intavolò con Magnaria una trattativa alla fine della quale la grossista ottenne in prestito i soldi richiesti senza alcun interesse. Si impegnava però a restituire la cifra in un anno mettendo a garanzia la proprietà del mercato. La situazione per Magnaria era terribile: per salvare il suo mondo, il suo mercato accettava il rischio di perderlo.
A detta di Baiulus il prestito era stato restituito per tempo e senza problemi. Quindi apparentemente il portuale non aveva motivo di vedere morta Magnaria. Per altro la tipologia del delitto e soprattutto l’impossibilità per i tre figli di Baiulus di andare dalle parti del mercato supportavano le parole del vecchio portuale che si dichiarava estraneo ai fatti.
Un’altra ipotesi poteva essere quella di una vendetta di Histrio, il marito di Magnaria. La donna scoprì che il marito aveva autorizzato a sua insaputa enormi spese, che poi erano quelle per restituire le quali lei si era trovata nelle condizioni di rivolgersi a Baiulus. La reazione della donna era stata violenta e definitiva. Aveva cacciato di casa il marito. Histrio che ormai dipendeva economicamente dalla moglie si era ritrovato sul lastrico. Il mondo dello spettacolo ormai lo aveva emarginato e da un momento all’altro si era trovato a vivere di espedienti. Di sicuro avrebbe potuto nutrire dei feroci rancori verso Magnaria. C’erano però dei testimoni pronti a dichiarare che lui era nella Colonia degli Attori mentre si compiva il delitto nel mercato. Quindi anche Histrio sembrava essere estraneo al delitto.
Un'altra pista portava ad Horreum il terribile carrettiere del granaio frumento. Sembrava infatti che Magnaria fosse riuscita a fare fronte al suo debito ma non doveva essere stata una cosa semplice anzi, aveva comportato un rischio terribile per lei: a breve distanza dalla scadenza del prestito, Venditrix aveva prelevato ad insaputa della sorella dei denari dalla cassa. La cifra non era consistente ma i tempi brevi e la spietatezza di Baiulus facevano di quella cifra una montagna insormontabile. Per guadagnare quei danarii con la vendita dei prodotti del mercato ci sarebbero voluti almeno quattro mesi, ma ormai ne restava solo uno.
Agli occhi di Magnaria anche Venditrix era diventata una nemica, anche lei per costruirsi un suo mondo fatuo voleva distruggere il suo mondo reale, il suo mercato. L’odio doveva essere stato da quel giorno il sentimento dominante verso Venditrix.
Ancora una volta Magnaria era riuscita a trovare una soluzione. Ancora più rischiosa della precedente. Questa volta aveva sfidato il personaggio più pericoloso dell’isolato il temibile e crudele Horreum. E quasi era riuscita a vincere questa sfida. Montando una baruffa nel granaio carni era riuscita in qualche modo a trafugare sotto gli occhi degli inservienti una certa quantità di carne. Vigil conoscendo i prezzi di vendita stimava che fosse riuscita a caricare il doppio della carne nelle sue gerle. Poi nel mese successivo aveva costretto Venditrix ad un superlavoro per vendere tutta quella carne assicurandosi così un guadagno quadruplo rispetto a quella acquistata regolarmente. Non avendo il tempo era riuscita a quadruplicare il guadagno. Horreum però aveva scoperto il furto e l’aveva condannata a morte addirittura fissando una taglia sulla sua testa. Magnaria era conscia di questa condanna ma poteva sperare nelle regole del gioco. Né Horreum né i suoi uomini la potevano raggiungere nell’isolato in quanto la zona agricola era separata da un corpo di guardia. Inoltre i garzoni che si portava dietro quando acquistava nei granai sembravano sufficienti per fermare la sete di vendetta di Horreum, ma ogni volta che Magnaria varcava la soglia del granaio del nerboruto veterano non doveva essere troppo tranquilla. Le cose erano precipitate per la donna quando il Governatore decise di organizzare l’esportazione di ortaggi e quindi autorizzò l’edificazione di un nuovo magazzino dedicato al di quà del corpo di guardia. Uno dei carrettieri delle fattorie ortaggi avrebbe potuto decidere di fare sua la taglia fissata da Horreum per la testa di Magnaria. Il percorso verso il nuovo magazzino prevedeva il passaggio davanti al mercato della vittima. Ci sarebbe voluto poco ad entrare, colpire, e continuare per la propria strada.
Ma anche questa ipotesi sembrava non essere percorribile. Il magazzino ortaggi non era ancora stato abilitato dal Consigliere per il Commercio ad accettare né gli ortaggi né altra merce. Sembrava proprio che nessun carrettiere avesse ancora avuto la possibilità di superare il corpo di guardia.
Alla mente di Vigil era passata anche l’ipotesi che potesse essere stata Venditrix a reagire ad uno dei tanti maltrattamenti di Magnaria. Ma la sudditanza psicologica che la venditrice al dettaglio aveva nei confronti della sorella sembrava escludere una qualsiasi reazione.
Restava anche la possibilità di un emigrante che con una rapina avesse cercato qualche soldo prima di imboccare la strada per Roma. E sebbene Vigli ritenesse molto improbabile che una donna scaltra come Magnaria si fosse fatta ingannare e raggirare da un viandante qualsiasi, era proprio questa l’ipotesi che sembrava essere più concreta.
Preso dalle sue riflessioni quasi non si accorse che questa volta, all’ultimo incrocio, il caso lo aveva fatto svoltare dalla parte giusta. Vigil dopo tanto tempo stava finalmente per rimettere piede nel mercato di Magnaria. “Almeno finirò la perquisizione” si disse.

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MessaggioTitolo: Cap. XII parte 2 "Al mercato finalmente! Verso l'epilogo"   Mer 23 Nov 2011 - 3:05

I sigilli erano intatti, quindi nessuno era entrato bel mercato dal giorno del delitto.
All’interno solo un sottilissimo velo di polvere denunciava il tempo trascorso dal giorno della morte di Magnaria. La sola differenza era che al posto del cadavere c’era un impronta tracciata col gesso dagli uomini di Medicus.
Sentendosi colpevole per la sua precedente leggerezza durante la perquisizione Vigil, prima di portarsi si attardò fra gli scaffali alla ricerca di qualche eventuale elemento sfuggito senza però trovare nulla. Quindi si portò nel retrobottega dove, prima di tornare al forziere, teatro del suo errore professionale, ripeté la ricerca di indizi dimenticati.
Anche in questo caso nulla. Quindi si concentrò sul forziere. Osservandolo si convinse della presenza di un vano segreto. Cercò qualche segno che lasciasse intuire uno sportello o un cassetto segreto ma nulla. Quindi cominciò a premere le borchie di rinforzo. Tre si spostavano lateralmente. “Bene” si disse Vigil “ho trovato il meccanismo di apertura, speriamo non ci sia una combinazione”.
Mosse contemporaneamente le tre borchie. La parte inferiore del cofanetto si separò.
All’interno c’erano diversi documenti. Vigil fu attratto in particolare da una pergamena ridotta in piccoli pezzi. Chi aveva strappato quel documento lo aveva fatto con rabbia, quasi a voler distruggere non il foglio ma quello che quel foglio voleva dire. Con pazienza Vigil si accinse a ricostruire quella pergamena. Alla fine del suo lavoro il prefetto aveva davanti a sé l’atto di cessione del mercato che Magnaria aveva firmato a vantaggio di Baiulus al momento del prestito. La data della cessione era quella della scadenza imposta dal vecchio scaricatore. Questo provava le parole di Baiulus: Magnaria aveva onorato il suo debito nei tempi previsti ed il portuale le aveva restituito quell’atto.
Vigil riprese la sua ispezione e trovò alcune vecchie lettere manoscritte. Dopo averle lette si rese conto che erano la corrispondenza fra una giovane Magnaria ed il ribelle Servius Sertorius. Vigil leggendole ne ricavò che il ribelle, ormai ricercato dalle autorità si era invaghito della donna ma che consapevole dei rischi che le avrebbe fatto correre voleva tenere segreta questa sua passione. Nell’ultima missiva Servius scriveva:“Mia amata, ormai tutto è perduto! Quelli che sembravano amici si negano, traditori, miei soli compagni sono la mia vanga e l’orsetto di pezza. Devo fuggire….. spero di fuggire. Insieme a questa lettera troverai dei documenti. Forse in futuro ti potranno essere utili. Non farti scrupoli, sono dei traditori…..Addio.“
Unite alla lettera c’erano alcune pergamene: erano dei fascicoli. Ognuno di essi era riferito ad un personaggio che aveva abitato nell’isolato e che aveva sostenuto il ribelle. Erano tutte informazioni che Servius aveva raccolto, quanti fondi erano stati forniti da ognuno, quali ruoli aveva ricoperto nella ribellione, quali azioni di boicottaggio a danno del Governatore aveva compiuto o aveva proposto, tutte notizie fondamentali. Una rapida lettura dei nomi permise a Vigil di capire che ormai quei documenti erano carta straccia. Tutti i personaggi citati erano morti. “Ecco da dove ha preso i documenti per ricattare Baiulus!”.
Non c’erano alti documenti. Sul fondo era legato un sacchetto. Vigil lo sciolse e lo prese. Lo colpì il peso. Qualsiasi cosa fosse contenuta era molto pesante. Vigil aprì il sacchetto e ne tirò fuori quello che riconobbe immediatamente come il contrappeso di una stadera. Era un romano (così si chiamava in gergo) semplice, privo di decorazioni o fregi. L’unico segno presente era il numero di matricola. Le sue mani ed i suoi occhi esperti gli dissero subito che quell’oggetto così pesante era contraffatto. Era più grande, anche se di poco del consentito, e poi era molto, troppo pesante.
Il prefetto graffiò la vernice: era piombo e non la consueta ghisa. Dopo un’attenta osservazione Vigil trovò il meccanismo di apertura dell’anello.
Era perfetto, realizzato in modo tale da consentire un rapidissimo inserimento o disinserimento sull’asta della stadera ed era praticamente invisibile. “Ecco come ha fatto a imbrogliare l’uomo di Horreum!!!”. Non c’era altro in quel vano segreto.
Vigil sconsolato stava quasi per rimettere tutto al suo posto quando ebbe un’intuizione.
Alzò lo sguardo alla ricerca di un particolare nel vicino locale dove giacevano gli scaffali. Quando lo trovò si disse: “Non può essere andata che così”.
Poi prendendo con se quanto aveva trovato disse “Comunque giustizia sarà fatta!”.

Ecco, ci siamo quasi, manca solo l'ultimo capitolo in cui il colpevole verrà svelato. Fra gli innumerevoli lettori di questo topic c'è qualcuno che voglia aiutare il buon Vigil prima che io pubblichi la soluzione? Che voglia indicare una sua ipotesi su chi è l'assassino? se non vuole rovinare il finale magari mi manda un PM. Ah, approfitto fin da ora dell'occasione per invitare tutti a leggere anche i titoli di coda di questo film.

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MessaggioTitolo: TIME OUT!   Sab 26 Nov 2011 - 0:42

Aspetta almeno altri tre giorni prima di pubblicare! Così ci pensiamo.

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Sab 26 Nov 2011 - 2:53

Appoggio la richiesta di Servius e chiedo il favore a Vitellio, se possibile, di postare una mappa dell'isolato, in maniera da potersi orientare nella rilettura di tutto il testo. Azz... io puntavo su Histrio ma mi ha stravolto il ragionamento... scratch

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MessaggioTitolo: Tentativi semiser(v)i   Dom 27 Nov 2011 - 1:34

Ebbene sì lo ammetto! Il colpevole SONO IO! Incazzato nero dopo gli anni passati a picconare ferro nella miniera sono uscito vanga in spalla e orsacchiotto di pezza in mano sono andato da Magnaria le ho urlato: "E NON ME L'HAI NEANCHE DATA!" e poi SBONK!, giù un colpo di vanga! Poi sono tornato a picconare.

Plausibile?

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Ultima modifica di Servius Sertorius il Mar 29 Nov 2011 - 10:48, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Dom 27 Nov 2011 - 6:34

Servius Sertorius ha scritto:
Ebbene sì lo ammetto! Il colpevole SONO IO! Incazzato nero dopo gli anni passati a picconare ferro nella miniera sono uscito vanga in spalla e orsacchiotto di pezza in mano sono andato da Magnaria le ho urlato: "E NON ME L'HAI NEANCHE DATA!" e poi SBONK!, giù un colpo di vanga! Poi sono tornato a picconare.

Plausibile?

Mmmmmm....direi di no! Perché mai, dopo aver fatto di tutto per non fare correre rischi alla donna amata la dovrebbe prendere a vangate? Solo per infime questioni di sesso? Nooo. Va bene che Servius è un vecchio pazzo senza lingua e che i lunghi anni in miniera senza compagnia lo hanno duramente provato, ma proprio per questo una volta rotte le catene, trovata la strada per uscire dalla miniera, raggiunto il primo isolato.......e che diamine va a perdere tempo per prendere a badilate una antipatica e sgraziata grossista?!?!? E no!!! la situazione si farebbe pericolosa per Fricatrix piuttosto!

No, non è stato Servius!

E' fra i personaggi del gioco che si deve cercare, non fra i forumisti "prestati" al racconto.

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MessaggioTitolo: Tentativi semiser(v)i 2   Mar 29 Nov 2011 - 10:47

Il maggiordomo. È sempre il maggiordomo!

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Sigh! Non ci arrivo! Sad

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mar 29 Nov 2011 - 11:43

Allora, fermo restando che ho inviato per mail a VT la mia soluzione "vera", dettagliata ed argomentata... ne posto un'altra, tanto per smuovere le acque limacciose di questo giallo.

E' stata Fricatrix: in realtà è gay, si è innamorata di Venditrix e, non potendo più sopportare di vederla maltrattata, è andata a discutere con Magnaria. La grossista l'ha presa a male parole, c'è stata una rissa, lei ha perso la brocca... in tutti i sensi, visto che gliela ha spaccata in testa (ci sono i pezzi in terra), e poi è scappata via. In precedenza aveva fatto in modo che il gladiatore che piaceva a Venditrix (Lupo) se ne andasse. Poi, visto che Histrio voleva circuire Venditrix per carpirle l'eredità, ha pensato bene di farlo flambé. Ecco qua. Stai a vedere che è la soluzione giusta... tongue

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mar 29 Nov 2011 - 19:59

All' inizio del racconto ti dissi che per me il colpevole era Histrio, rimango di quell' idea.

PS: non è morto. (ricordate 10 piccoli indiani...?)
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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mar 29 Nov 2011 - 21:36

Marcio Sfigato ha scritto:
Allora, fermo restando che ho inviato per mail a VT la mia soluzione "vera", dettagliata ed argomentata... ne posto un'altra, tanto per smuovere le acque limacciose di questo giallo... per carpirle l'eredità, ha pensato bene di farlo flambé. Ecco qua. Stai a vedere che è la soluzione giusta... tongue

Mi associo all'ipotesi di Marcio... molto intrigante e contorta, non può che essere vera!

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MessaggioTitolo: Soluzione seria?   Mar 29 Nov 2011 - 23:05

Marcio! Perché hai scritto un'ipotesi così credibile in pubblico? Mi hai tolto il gusto della deduzione! Sad

Ho riletto ora la prima parte del racconto e ho effettivamente notato la riga in cui si parla della brocca spaccata i cui frammenti sono sporchi di sangue. Avrei dovuto rileggere con più metodo senza saltare da un capitolo all'altro leggendo solo poche righe. In effetti avevo iniziato a sospettare di Fricatrix anche io (tutti gli altri personaggi coinvolti hanno un alibi di ferro, peralto genialmente contestualizzato con certe caratteristiche dell'ambientazione caesariana ) ma non sapevo proprio come dimostrare la sua colpevolezza. Da bravo regista Marcio ha intuito il colpo di scena.
A questo punto non mi resta che aspettare l'ultima puntata!

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mar 29 Nov 2011 - 23:11

Servius Sertorius ha scritto:
Marcio! Perché hai scritto un'ipotesi così credibile in pubblico? Mi hai tolto il gusto della deduzione! Sad


Non mollare, Servius! L'ho scritta in pubblico proprio perché non penso davvero che sia quella giusta, e l'ho fatto per stimolare le deduzioni degli altri... Quella che io ritengo vera (e che magari è sbagliata) l'ho depositata in mail sigillata direttamente all'autore...
PS Poi magari si scopre che la mia ipotesi dettata da cazzeggio è proprio quella giusta...

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mar 29 Nov 2011 - 23:16

Ebbene, ci ho preso!
Ero sicuro che Marcio avrebbe capito tutto!!!


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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mer 30 Nov 2011 - 0:25

Povero Vigil.... aveva un bel daffare a corteggiare Fricatrix...

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mer 30 Nov 2011 - 0:35

No!
Fermi!
Scherzavo!

Non ho intenzione di confermare o smentire nulla!
La soluzione nell'ultima puntata.

Io commentavo l'ipotesi qui pubblicata da Marcio. E mi sembrava chiaro che la sua fosse da

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mer 30 Nov 2011 - 0:42

A me piaceva....

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mer 30 Nov 2011 - 2:28

Goldenaxe ha scritto:
All' inizio del racconto ti dissi che per me il colpevole era Histrio, rimango di quell' idea.

PS: non è morto. (ricordate 10 piccoli indiani...?)
scratch


In effetti può essere anche Histrio. I moventi contro Magnaria li aveva tutti. Colpisce, resta colpito a sua volta (ecchimosi sul volto che cerca di correggere col trucco), poi va a trovare Venditrix e cerca di sottrarle l'eredità del mercato, magari promettendole che fuggiranno insieme (salvo poi farla fuori in un secondo momento). Poi organizza il colpo di teatro della sua fine, vestendo una comparsa come lui, mettendogli la sua collana, facendolo sbronzare e appiccando poi il fuoco. Ora è da qualche parte, nascosto e travestito, pronto ad andarsene con Venditrix e i soldi.


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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mer 30 Nov 2011 - 4:18

Marcio Sfigato ha scritto:

........ Ora è da qualche parte, nascosto e travestito, pronto ad andarsene con Venditrix e i soldi.


Si alle Cayman

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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Mer 30 Nov 2011 - 10:42

Marcio Sfigato ha scritto:
Goldenaxe ha scritto:
All' inizio del racconto ti dissi che per me il colpevole era Histrio, rimango di quell' idea.

PS: non è morto. (ricordate 10 piccoli indiani...?)
scratch


In effetti può essere anche Histrio. I moventi contro Magnaria li aveva tutti. Colpisce, resta colpito a sua volta (ecchimosi sul volto che cerca di correggere col trucco), poi va a trovare Venditrix e cerca di sottrarle l'eredità del mercato, magari promettendole che fuggiranno insieme (salvo poi farla fuori in un secondo momento). Poi organizza il colpo di teatro della sua fine, vestendo una comparsa come lui, mettendogli la sua collana, facendolo sbronzare e appiccando poi il fuoco. Ora è da qualche parte, nascosto e travestito, pronto ad andarsene con Venditrix e i soldi.


Uhè non mi fregate la soluzione eh!?

Però, bravo Vit, visto come hai rivitalizzato il forum!?
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MessaggioTitolo: Cap. XIII "L'epilogo"   Ven 2 Dic 2011 - 13:01

Stavolta sapeva che sarebbe arrivato in fretta al suo obiettivo, l’ospedale era di strada.
Appena varcato il piccolo portico di accesso fu accolto da Chirurgus.
“Salve prefetto! Quale malanno ti porta qui? Sappi che hai fatto la scelta migliore per la tua salute, sei in buone mani. Non è mica come in quella topaia di clinica. I migliori servizi, le migliori cure in questo ospedale. Addirittura il cambio del pagliericcio ogni settimana. Ma dimmi giovane amico, quale sintomo ti ha guidato fin qui?”
“Nessun sintomo, nessun malanno. Sono Vigil, il prefetto che indaga sulla morte di Magnaria.”
“Ah! Si! Ora ricordo. E perché mai sei venuto qui?”
“Devo parlare con Venditrix.”
“Ah! Venditrix! Interessante caso il suo. I segreti della mente umana sono uno dei misteri che più intrigano noi seguaci di Esculapio. Il processo di interiorizzazione del trauma familiare ha avuto di recente importanti accelerazioni ultimamente tant’è che riteniamo di fornire parere favorevole per la sua richiesta di dimissione.”
“Ah, la state dimettendo!”
“Beh, le abbiamo richiesto di tornare periodicamente per permetterci di studiare il suo caso.”
“Perché?”
“Le ultime rapide evoluzioni caso sembrano indicare che il trauma psicologico indotto dalla perdita della sorella stia contrastando ed annullando gli effetti del trauma psicologico infantile legato alla morte dei genitori. Vorremmo capire meglio questi meccanismi e queste dinamiche che permettono di interiorizzare, fare propri e quindi esteriorizzare le sollecitazioni psicologiche con cui l’ambiente esterno sollecita i singoli.”
“Starei qui ad ascoltare per ore queste interessanti argomentazioni, ma purtroppo il mio lavoro mi chiama. Potresti indicarmi dove trovo Venditrix?”
Il chirurgo compreso che il suo interlocutore aveva scarso interesse per le sue dotte dissertazioni accompagnò il prefetto fino ad una camera periferica. “ È li disse” e con aria insofferente si allontanò.
Entrando Vigil trovò la donna intenta a riordinare le sue poche cose.
“Buongiorno prefetto, come mai qui?”
Incurante dell’espressione spaventata apparsa sul volto della sua interlocutrice Vigil continuò: “Sono qui perché sono convinto di sapere che è stato ad uccidere tua sorella e mi sembrava giusto che tu fossi la prima a saperlo. In realtà, fino a che non sono riuscito a completare la mia analisi del luogo del delitto stavo sempre più maturando la convinzione che il colpevole fosse un emigrante di passaggio. Poi finalmente sono riuscito a tornare nel mercato.
E lì ho trovato un particolare che mi ha fatto riflettere, che mi ha fatto balenare un’intuizione. E per verificare se questa intuizione era giusta ho ragionato su chi fra i personaggi coinvolti in questa vicenda potesse trarre il maggior vantaggio dalla morte di Magnaria.”
Al solo sentire quel nome la donna trasalì, ma il prefetto sembrò non accorgersene.
“Il vecchio Baiulus ? No. Lui non vuole attrarre su di se l’attenzione. A lui interessano solo i soldi, ed i suoi soldi aveva ottenuto. Ed anche i vecchi documenti che lo potevano compromettere. I suoi tre figli neppure li ho considerati. Quei tre non muovono un dito senza che il padre dia il suo benestare.
Horreum ? Beh lui fremeva come i cavalli di una quadriga prima di una partenza nell’ippodromo. L’avrebbe ammazzata con le sue mani ma……non poteva, almeno per ora.
Fricatrix ? È una ragazzina. E con quale movente poi ? Vendicare l’amica Venditrix? Bell’amica sarebbe stata!!! Accoppargli la sorella unico punto di riferimento rimasto. No, Impossibile.
Histrio? Beh si, lui si. Poteva essere. Lui aveva tutto, il movente, forse ’anche la possibilità di colpire. Ma quello che gli è successo dopo lo scagiona.
Venditrix ? Beh anni ed anni di soprusi subiti potrebbero essere un valido elemento scatenante ma per compiere un gesto del genere ci vuole ben altro carattere.
A allora chi poteva trarre vantaggio dalla morte di Magnaria?
Semplice,…..tu…………Magnaria.”
Il volto della donna si distese.
“Ecco come è andata: a seguito dell’infatuazione per il teatro hai deciso di finanziare gli allestimenti degli spettacoli di tuo marito. Lui però ti ha convinto a lasciargli il controllo delle attività che alla lunga si sono rivelate fallimentari. Il tracollo è stato tale da rischiare di portarsi dietro il tuo amato mercato. Nella ricerca di denari per saldare i debiti hai deciso di sfruttare dei vecchi documenti per ricattare Baiulus. Il vecchio però non si è fatto spaventare e alla fine siete arrivati ad un accordo: lui ti prestava i soldi senza interessi ma tu ti impegnavi a restituire la somma entro un anno. Contestualmente gli avresti consegnato i documenti compromettenti. Durante le trattative con Baiulus ti sei resa conto che i debiti per i quali stavi impegnando la proprietà del mercato erano stati contratti senza la tua autorizzazione da Histrio. Dimentica degli anni passati insieme lo hai cacciato di casa condannandolo ad una vita di stenti e di espedienti. Quindi hai Impegnando te stessa e tua sorella in un’attività forzata e quando mancava poco alla scadenza del termine eri riuscita quasi ad accumulare la somma da restituire a Baiulus. Questa volta è stata tua sorella Venditrix a minacciare il tuo mondo. Per poter acquistare un regalo per il gladiatore di cui era innamorato non aveva esitato a rubare alla cassa del mercato.
Il poco tempo rimasto non avrebbe consentito di porre rimedio e Baiulus avrebbe preteso il mercato. Ma anche questa volta hai trovato una soluzione. Sembrava molto rischiosa ma la situazione richiedeva coraggio. E così hai rubato dal magazzino carni e una volta venduta la carne trafugata hai potuto restituire in tempo il denaro a Baiulus.
Horreum ha scoperto il furto ed ha capito che eri stata tu ma sebbene avesse fissato una taglia sulla tua testa, di fatto non ti poteva fare nulla. Certo dovevi prendere delle precauzioni ogni volta che andavi nel granaio, ma forse neanche tu avevi previsto che la situazione sarebbe stata relativamente tranquilla. A spezzare quest’equilibrio è stata la decisione dell’apertura del nuovo magazzino ortaggi da questa parte del corpo di guardia. Drammatica per te. I sicari di Horreum ti avrebbero potuta raggiungere. Avevi poco tempo, dovevi fare qualcosa, la condanna di Horreum era definitiva. Così hai deciso….avresti eliminato tu Magnaria prima che lo facesse Horreum. Per te è stato semplice. Hai ucciso Venditrix e ne hai assunta l’identità. Solo il vostro comportamento vi distingueva, e per te, che volevi fare l’attrice non deve essere stato difficile imitare tua sorella. Un periodo di riposo qui nell’ospedale e poi saresti tornata la sola proprietaria del mercato. Senza più debiti, senza più taglia sulla testa, senza più l’ingombro di una sorella ritardata. Ed anche questa volta stava andando via tutto liscio. Ma ecco un nuovo problema. Histrio stanco di una vita di stenti viene a trovare sua cognata, o meglio, quella che crede sua cognata. Spera di poter tornare ad una vita normale, in fondo in tanti anni di convivenza non ci sono stati problemi. Quando vi siete incontrati ti ha riconosciuto, chi meglio di lui avrebbe potuto farlo? Ed ha capito. Ti ha ricattato probabilmente. Se tu non l’avessi ripreso ti avrebbe denunciata. Felice e convinto di un futuro roseo se n’è tornato al teatro deciso a sbronzarsi per festeggiare la nuova vita che era convinto di avere davanti.
A questo punto sarebbe stato tutto inutile, così hai deciso che anche Histrio doveva essere eliminato. Per non annoiarti qui in ospedale avevi giocato a fare la dettagliante. Giravi per tutto l’ospedale simulando le vendite. Nessuno sapeva mai dove trovarti nell’ospedale. Questo ti ha permesso di uscire da qui inosservata ed andare al teatro di Histrio. Non avresti neanche perso tempo: tu grossista travestita da dettagliante avresti potuto muoverti verso una meta precisa qui nella zona residenziale. Lo hai trovato completamente ubriaco nel suo letto. Lo hai colpito prima di dare fuoco al teatro? Probabilmente si, aveva già funzionato con Venditrix e lì c’era quell’anfora che poteva fare al caso tuo. Quindi per nascondere il delitto hai dato fuoco al teatro convinta che così finalmente sarebbe finita.”
“Ed è finita prefetto! Come potrai dimostrare che io non sono Venditrix ? Le tue sono solo deduzioni, non hai prove di quello che dici. Io sono Venditrix, la dettagliante, la nuova proprietaria del mercato che ho ereditato da me stessa, anzi meglio, da mia sorella Magnaria. Come potrai smentirmi?”
“Già, hai ragione. Come potrei affermare che tu sei Magnaria.
Come ti ho detto ho trovato un particolare che mi ha fatto intuire la verità” dicendo questo Vigil estrasse dalla sua tasca il contrappeso che aveva trovato nel mercato di Magnaria.
L’espressione sul viso della donna si fece tesa.
“Tu sai cos’è vero? E sai anche dove l’ho trovato.
Riesco ad immaginare la scena, tu che entri nel magazzino carni, consegni la stadera al responsabile del magazzino per i controlli di rito che Horreum pretende. Va tutto bene, il contrappeso che è montato in quel momento è quello vero. Mentre ti servono arrivano altre due grossiste. È il momento buono. Contesti la fornitura, ottieni il cambio della merce, coinvolgi le altre due donne in una baruffa, fai salire il tono fin quasi a sfiorare la rissa e poi abilmente ti defili. Il responsabile del granaio ha il suo bel daffare per sedare gli animi delle due. Intanto tu non vista scambi il contrappeso vero con questo contraffatto che è molto più pesante. L’ignaro inserviente che torna con la nuova fornitura di carne non pensa proprio a rifare il controllo della stadera, mette la merce sul piatto finché la bilancia non raggiunge l’equilibrio. Rapidamente tu paghi e te ne vai. Perché il gioco funzioni è necessario che il contrappeso contraffatto sia uguale a quello che va a sostituire altrimenti anche il più stupido degli inservienti se ne accorgerebbe.
Nel mercato vicino a quella che credevo fosse Magnaria c’era una stadera, ma il suo contrappeso è completamente diverso da questo. Quello è una testa femminile, questo è una semplice sfera, come quello della stadera che è fra le tue cose.”
L’espressione sul volto di Magnaria era feroce. “Le stadere sono oggetti, io e mia sorella le scambiavamo spesso.”
“A quanto ne so questo non è vero, anzi, sembra che tu abbia detto a Venditrix che le commercianti, siano esse dettaglianti o grossiste devono essere gelose delle proprie bilance.”
“E anche se fosse? Come potrai dimostrare che io e mia sorella non ci siamo scambiate le bilance? Non credo che tu possa incastrarmi con queste sole deduzioni.”
Vigil guardò negli occhi la donna e sollevando il contrappeso disse: “Come ben sai truccare le stadere è considerato un reato gravissimo. Questo oggetto ha significato la morte per il responsabile del magazzino carni e per il suo sciocco inserviente. Sai cosa significa per te? Significa giustizia.
Puoi decidere: torni ad essere Magnaria la donna determinata che per mantenere il suo mercato è arrivata ad uccidere la sorella ed il marito e che perciò è stata condannata all’angolo nero, oppure continui ad affermare di essere Venditrix. In questo caso ti devo arrestare in quanto unica proprietaria del mercato in cui io ho trovato questo contrappeso contraffatto. Anche in questo caso la condanna è l’angolo nero. A te la scelta”

Due mesi dopo Vigil si trovò a passare davanti a quello che era conosciuto come “Il mercato di Magnaria l’assassina”.
“Neanche davanti alla condanna aveva rinunciato ad affermare la sua proprietà su quel mercato” pensò Vigil.
In quel momento le nuove proprietarie del mercato che stavano rimettendo in ordine prima della riapertura lo videro e lo salutarono cordialmente.
Soddisfatto Vigil disse “Nessun segno di crimini qui intorno!”

PERSONAGGI ED INTERPRETI IN ORDINE SPARSO


R.I.P.


Lui continua pazientemente a radere, acconciare, regloare, ascoltare, ascoltare, ascoltare........


Due anni dopo i fatti raccontati si trasferì nell'isolato patrizio. Notata per la sua avvenenza entrò nelle grazie di un ricco commerciante che infatuato le acquistò un elegantissimo stabilimento termale. Dopo pochi mesi l'uomo morì di infarto durante una seduta di....... massaggi con lei.
Attualmente, gestisce le terme con piglio energico. "Massaggiatrici da tutto il mondo, massaggi rilassanti, eccitanti, soddisfacenti" è il suo motto. Astenersi squattrinati il sottotitolo.
Ogni 15 giorni c'è il totale ricambio delle ragazze. Ormai lei pesa 140 kg di cui almeno 5 di trucco.


Alla fine di un travagliato percorso di avvicinamento alla fede pochi anni dopo Horreum decise di farsi missionario. Deluso dalle sue scarse capacità di convertire alla civiltà i barbari sfruttando le parole trovò molto più efficaci le mani. Si narra che un intero villaggio del nord della Gallia abbracciò la cultura romana quando Horreum giunse da quelle parti e constatata la scarsa voglia di farsi romanizzare, in maniera inequivocabile, si sputò nelle mani e cominciò a sfregarle l'una sull'altra.


Scusami Histrio. Mi eri anche simpatico. Ma l'unico modo per scagionarti è stato quello di farti accoppare!


Di lui non si sa molto. Di tanto in tanto sembra che un anziano volto si faccia intravvedere dalla finestra del primo piano dello scalo, ma forse è solo un impressione.


Sempre distesi sui pontili dello scalo


Ormai è in pensione. Con i soldi della liquidazione si è comprato una vigna. Le sue uve di Falernum sono tra le più ricercate dell'impero.


Stanco di non essere apprezzato come chirurgo si è dato alla politica. Incapace di proporre alcunché di significativo, con il pretesto che il suo schieramento politico non dava il giusto peso alle sue battaglie politiche miranti a tutelare le istanze degli agopunturisti ha cambiato più volte schieramento. Ad ogni cambiamento di fronte il suo conto in banca è aumentato. La città intera si augura che alle prossime elezioni venga seppellito sotto una valanga di vergogna.


Alla trecentoventiduesima richiesta ha ottenuto l'agognato trasferimento nell'isolato patrizio. Appena insediato nel suo nuovo ufficio ha deciso di andare a fare un giro per ammirare quel quartiere. Distratto dalla bellezza dell'arco di trionfo non si è accorto di una biga che sopraggiungeva ad alta velocità. Exactor è arrivato in coma all'ospedale e dopo poche ore è morto. Nessuno è riuscito a rilevare la targa della biga.


Chissà....forse in futuro sarà impegnato in nuove indagini

Si ringrazia Marcio Sfigato per la grafica dei personaggi.
Spero che questo racconto vi sia piaciuto

FINE



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MessaggioTitolo: Re: Caesar3, il giallo   Ven 2 Dic 2011 - 19:19




Sei stato fortissimo!

(all' Asilo se le sognano ste cose... )

Cmq ci sono andato vicino, avevo intuito che il colpevole era un "morto"

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