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 DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini

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Vitellio Tonnatus
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Leone Capra
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MessaggioTitolo: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Lun 23 Gen 2012 - 2:50

L'ACCADEMIA TONNATA

E' ONORATA DI PRESENTARE QUESTO STUDIO IN PIU' POST DEDICATO AD UTILIZZO NON CONVENZIONALE DEI MAGAZZINI.

Osservando le città realizzate dai diversi Governatori è possibile individuare filosofie urbanistiche diverse (agglomeratismo o isolazionismo), stili diversi (città minimaliste contrapposte a città che ricercano la massima prosperità), diversi criteri di utilizzazione del territorio. Tutte le realizzazioni però, anche quelle più distanti fra loro sembrano avere un denominatore comune: i magazzini specializzati (monomateriale) straboccanti.
Sembra cioè che, prescindendo dall’approccio con cui si è affrontato lo scenario, sia possibile un’unica soluzione all’equazione che governa l’immagazzinamento delle merci: la tecnica del tacchino farcito.
Questioni estetiche, e di tranquillità assicurano a questa tecnica la prosperità. Inoltre non c’è testo o esperto giocatore che non consigli l’utilizzo dei magazzini specializzati monomateriale. Non c’è voce che non sia allineata con questa idea.
Si può affermare che la tecnica del “tacchino farcito” è quanto di più aristotelico ci sia in Caesar3.
Ma la continua sete di sapere, il continuo desiderio di crescita che muove questa Accademia, ha imposto di analizzare questa “certezza” con la sacra lente del dubbio.
E alla domanda “La tecnica del tacchino farcito è l’unica applicabile?” l’Accademia Tonnata, pur riconoscendo l'efficacia della stessa, con orgoglio Galileiano e con animo anticonformista, può gridare NO!

Seguiranno dotte argomentazioni a suffragio della tesi sostenuta!!!


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MessaggioTitolo: Plurispecializzazione e accumulo   Lun 23 Gen 2012 - 5:11

Il Divino

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SERVIUS SERTORIUS


è lieto di poter fornire un contributo alla presente spinosa discussione.
Di seguito l'intervista ufficiale rilasciata per volere dell'Altissimo a tutte le agenzie di stampa del forum.


Premesso che sentirmi dare dell'aristotelico, essendo io un fisico, mi predispone all'omicidio, procedo a dare un mio contributo a questa discussione.

Io consiglio, nel De Caesaris Hereditate come in qualunque altra sede, di specializzare i centri di stoccaggio (granai e magazzini) per un solo semplice motivo che spiegherò con un esempio.
Immaginiamo di avere necessità di produrre due tipi di cibo, grano e frutta, per due isolati distinti, uno patrizio e uno plebeo, e di volerli stipare in un unico granaio. Sarebbe piuttosto comodo per noi se le quantità di cibo immagazzinato fossero equamente distribuite tra il primo e la seconda. Nella realtà però raramente avviene così: capita praticamente sempre che ci siano più fattorie dell'uno o dell'altro cibo che sorgono più vicino al granaio, o magari che le provvigioni di un cibo siano più richieste di quelle dell'altro (i plebei richiedono solo grano i patrizi entrambi; ergo il grano è più richiesto della frutta) o altre contingenze ancora che non sto qui ad elencare. In breve tempo il granaio si riempirà molto più di un cibo, ad esempio la frutta, che di un altro generando un catastrofico effetto sul meccanismo di approvvigionamento dei mercati: le acquirenti che escono alla ricerca di frutta non trovandola spariscono sul posto; il mercato tuttavia è ancora a secco di frutta perciò invia una nuova acquirente al granaio che essendo ancora privo di frutta o contenendone poca non saprà soddisfare le esigenze dell'acquirente; il mercato continuerà così ad inviare le proprie acquirenti a cercare frutta, ancora e ancora, ma nel frarttempo esaurirà le proprie scorte di vettovaglie, mobili, olio e vino. Risultato: le ville grandi dell'isolato patrizio diventano in breve tempo case piccole et voilà! Il disastro è servito! Il tutto per non voler edificare due granai specializzati. Brutta storia!
Ciò detto è teoricamente possibile fare in modo che un granaio o magazzino plurispecializzato si riempia equamente delle varie risorse ma bisognerebbe mettersi a calcolare la distribuzione di fattorie o fabbriche in base all'indice di produttività delle stesse e alla domanda di ciasuna risorsa. C'è qualcuno che ne sente il bisogno?

Quanto alla questione del "tacchino farcito": non è necessario riempire i magazzini o i granai, ciò che conta è che la produzione sia pari o superiore al consumo e che non sussista nessuna, neanche minima, inefficienza nelle fasi di stoccaggio, distribuzione e trasporto delle risorse. Così facendo i granai e i magazzini, anche se mezzi vuoti, svolgeranno perfettamente il loro compito e le abitazioni saranno sempre strutturalmente stabili.

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Ultima modifica di Servius Sertorius il Lun 23 Gen 2012 - 5:58, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Lun 23 Gen 2012 - 5:27

Attendo in trepidante attesa l'evolversi di questa tenzone!

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Lun 23 Gen 2012 - 5:31

Sicuramente il "Tacchino Farcito" ( ) è la tecnica che va per la maggiore anche nelle mie città. Tuttavia mi sono trovato spesso nelle condizioni di impostare "Ricevimento merci" a due prodotti differenti nello stesso magazzino. Infatti è vero che i carrettieri che "ricevono le merci" (o recuperano, meglio dire) si limitano a fare non più di due viaggi alla volta, per un totale di 8 unità massime in magazzino, supponendo che il magazzino in questione non sia collegato a qualche officina dello stesso prodotto; ma è altresì vero che se i prodotti da "ricevere" (repurerare) sono ad esempio due, potremo vedere il nostro amico carrettiere sgobbare tutto il giorno nel disperato tentativo di raggiungere le 8 unità sia per il primo che per il secondo prodotto.
Naturalmente è preferibile utilizzare questa "tecnica" per prodotti che si consumano più lentamente, come il vino o l'olio.

In un altro caso, invece, e precisamente nella famosa Lungdunum dai 20.000 abitanti (città libere), mi sono veduto costretto, per motivi di spazio, a creare due enormi isolati praticamente nel nulla. I rifornimenti d'acqua ci arrivavano, come pure di prodotti secondari, ma il discorso non valeva per il cibo.
Allora ho inserito 4 magazzini che "ricevevano grano" da altri magazzini situati nella zona in cui il grano straripava dai granai. I magazzini erano 4 per facilitare il ricambio continuo di viveri. E accanto a questi 4 magazzini ovviamente c'erano dei granai pronti a ricevere i rifornimenti di grano.
Tuttavia questa prima prova non andò a buon fine, in quanto le case continuavano a evolvere e devolvere a loro piacimento, e nei granai crescevano le ragnatele.
Così ho cercato di risolvere la questione adibendo uno dei magazzini al commercio con un'altra città, in modo che il grano giungesse in maggior quantità. Ma vedendo che neanche la seconda prova andò granchè bene, mi sono arreso all'idea che quei due megaisolati li avevo costruiti proprio in un punto sfavorevole. In ogni caso penso che uno studio più approfondito porterebbe ad una buona resa di questa seconda opzione.

Questi sono i due esempi che mi ricordo di uso non convenzionale dei magazzini, probabilmente molti altri avranno fatto qualcosa di simile, ma Vit ha deciso di farcele elencare, quindi...Sotto a chi tocca! bounce
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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Lun 23 Gen 2012 - 5:40

Servius Sertorius ha scritto:
Quanto alla questione del "tacchino farcito": non è necessario riempire i magazzini o i granai, ciò che conta è che la produzione sia pari o superiore al consumo e che non sussista nessuna, neanche minima, inefficienza nelle fasi di stoccaggio, distribuzione e trasporto delle risorse. Così facendo i granai e i magazzini, anche se mezzi vuoti, svolgeranno perfettamente il loro compito e le abitazioni saranno sempre strutturalmente stabili.

Servius, un piccolo appunto, uno di quegli appunti rompi...
Se tutto funziona a dovere e la produzione è maggiore del consumo, un magazzino sarà momentaneamente mezzo vuoto, ma prima o poi si riempirà!
Ecco il mio appunto rompi Twisted Evil
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MessaggioTitolo: Controappunto rompi   Lun 23 Gen 2012 - 5:44

Luxius ha scritto:
Servius Sertorius ha scritto:
Quanto alla questione del "tacchino farcito": non è necessario riempire i magazzini o i granai, ciò che conta è che la produzione sia pari o superiore al consumo e che non sussista nessuna, neanche minima, inefficienza nelle fasi di stoccaggio, distribuzione e trasporto delle risorse. Così facendo i granai e i magazzini, anche se mezzi vuoti, svolgeranno perfettamente il loro compito e le abitazioni saranno sempre strutturalmente stabili.

Servius, un piccolo appunto, uno di quegli appunti rompi...
Se tutto funziona a dovere e la produzione è maggiore del consumo, un magazzino sarà momentaneamente mezzo vuoto, ma prima o poi si riempirà!
Ecco il mio appunto rompi Twisted Evil
Certo, ma io avevo scritto "produzione pari o superiore al consumo". Se è pari il magazzino non si riempie, ma svolge comunque il proprio compito.

Va da sé che se si sceglie di mantenere una produzione pari al consumo bisogna essere sempre perfettamente efficienti a gestire tutte le fasi del ciclo produttivo-distributivo delle risorse, trasporti compresi.

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Lun 23 Gen 2012 - 5:48

Pardon, mia svista...Dovuta probabilmente al fatto che consumo PARI alla produzione...Mi sembra un po'...Assurdo...
Bisognerebbe produrre esattamente la quantità necessaria ad ogni mercato, che soddisferà esattamente il fabbisogno di ogni cittadino...Senza contare che quando ci sono prodotti in eccesso e iniziano a saltar fuori insulae grandiose o ville, le abitazioni non si preoccupano di aumentare la propria "quantità massima sopportabile" per quel prodotto...
Maaa vabè sono appunti!
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MessaggioTitolo: La rarità della parità tra produzione e consumo   Lun 23 Gen 2012 - 5:56

Luxius ha scritto:
Pardon, mia svista...Dovuta probabilmente al fatto che consumo PARI alla produzione...Mi sembra un po'...Assurdo...
Bisognerebbe produrre esattamente la quantità necessaria ad ogni mercato, che soddisferà esattamente il fabbisogno di ogni cittadino...Senza contare che quando ci sono prodotti in eccesso e iniziano a saltar fuori insulae grandiose o ville, le abitazioni non si preoccupano di aumentare la propria "quantità massima sopportabile" per quel prodotto...
Maaa vabè sono appunti!
Produrre esattamente quanto si consuma è una cosa che avviene di rado.
Avviene per esempio nel caso delle 60 insulae grandiose di Lugdunum che consigliavo a kyrios e passeggeridelvento: queste consumano 120 unità di vettovaglie/mobili/olio al mese. Una fabbrica di vettovaglie/mobili/olio produce 40 unità al mese. Se ne costruiamo tre avremo una produzione esattamente pari al consumo.
Ma se le insulae grandiose sono 50? In questo caso avremo comunque bisogno di almeno tre fabbriche, ma stavolta la produzione sarà superiore al consumo di 20 unità al mese. Ciò significa che ogni anno metteremo da parte 2,4 carri: in 14 anni avremo riempito il magazzino.

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Lun 23 Gen 2012 - 6:01

Va bene va bene per una volta mi inchino ai tuoi calcoli burocratici, che a quanto pare funzionano...
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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Lun 23 Gen 2012 - 6:11

Servius Sertorius ha scritto:

Ciò detto è teoricamente possibile fare in modo che un granaio o magazzino plurispecializzato si riempia equamente delle varie risorse ma bisognerebbe mettersi a calcolare la distribuzione di fattorie o fabbriche in base all'indice di produttività delle stesse e alla domanda di ciasuna risorsa. C'è qualcuno che ne sente il bisogno?

Lo studioso! Lo studioso sente il bisogno di conoscere meglio l'argomento!

Tengo a precisare che la mia è una tesi "sperimentale" ovvero applicata più e più volte nei miei scenari. Ed essendo sperimentale gode di un approccio ingegneristico e quindi pratico: mi sia concesso che impiegare 14 anni per riempire un magazzino, in alcuni scenari che richiedono poco di più ad essere completati, equivale ad avere un magazzino con spazio sempre disponibile.

Approfondirò gli argomenti in seguito

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Lun 23 Gen 2012 - 20:50

Stavo pensando a come dare un mio contributo a questo interessante argomento dei magazzini... scratch

Mi è venuto in mente questo:




Sono sicuro di mettere d'accordo lo studioso, il poeta e il musicista...

Che dite?


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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Lun 23 Gen 2012 - 21:25

Briccone di un Goldenaxe.... sei pronto per la politica!

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MessaggioTitolo: Gentlemen's agreement   Mar 24 Gen 2012 - 2:09

SONO D'ACCORDO CON GOLDENAXE!

Ora è meglio che mi faccia una doccia.... fredda!

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Mar 24 Gen 2012 - 22:13

Servius Sertorius ha scritto:
Luxius ha scritto:
Servius Sertorius ha scritto:
Quanto alla questione del "tacchino farcito": non è necessario riempire i magazzini o i granai, ciò che conta è che la produzione sia pari o superiore al consumo e che non sussista nessuna, neanche minima, inefficienza nelle fasi di stoccaggio, distribuzione e trasporto delle risorse. Così facendo i granai e i magazzini, anche se mezzi vuoti, svolgeranno perfettamente il loro compito e le abitazioni saranno sempre strutturalmente stabili.

Servius, un piccolo appunto, uno di quegli appunti rompi...
Se tutto funziona a dovere e la produzione è maggiore del consumo, un magazzino sarà momentaneamente mezzo vuoto, ma prima o poi si riempirà!
Ecco il mio appunto rompi Twisted Evil
Certo, ma io avevo scritto "produzione pari o superiore al consumo". Se è pari il magazzino non si riempie, ma svolge comunque il proprio compito.

Va da sé che se si sceglie di mantenere una produzione pari al consumo bisogna essere sempre perfettamente efficienti a gestire tutte le fasi del ciclo produttivo-distributivo delle risorse, trasporti compresi.

Sertorius allude sicuramente a un tipo di Supply Chain Management di tipo "pull" e "toyotista" ...scusate, ricordi del recente esame di Logistica Industriale lol! ...anche se a parte gli scherzi cercare di migliorare la logistica di una città cesariana è una bellissima sfida...non a caso la discussione è nata proprio per questo...

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MessaggioTitolo: Cosa avrà voluto dire?!   Mer 25 Gen 2012 - 0:53

Governator Dianensis ha scritto:
Sertorius allude sicuramente a un tipo di Supply Chain Management di tipo "pull" e "toyotista" ...scusate, ricordi del recente esame di Logistica Industriale lol! [...]
Sì... è pressappoco così... scratch

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Mer 25 Gen 2012 - 1:04

Penso che tu gli abbia tolto le "parole di bocca"....

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MessaggioTitolo: Who's that for?   Mer 25 Gen 2012 - 1:13

Lupo ha scritto:
Penso che tu gli abbia tolto le "parole di bocca"....
Con chi parli, Capo?

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Mer 25 Gen 2012 - 2:24

in effetti le idee di Sertorius sono giuste...le condivido in pieno. L'ideale sarebbe produzione=consumo, ma per ovvii motivi di incertezza non possiamo far altro che sovrastimare la produzione rispetto al consumo. Nonostante questo però è chiaro che, come dice Sertorius, si deve evitare la sovrapproduzione scellerata a prescindere da come si gestiscono i magazzini. Poi con qualche piccolo calcolo tratto dal DCH si può avere un'idea del sistema produttivo adatto alla mappa...
...le parole strane di prima sono presto spiegate:
Supply Chain Management: è un sistema produttivo, quindi lo identifichiamo con l'intero sistema logistico/produttivo/gestionale di Caesar III
logica "pull": dal barbaro "tirare"...ovvero la produzione si attiva esclusivamente per soddisfare il consumo evitando quindi di sovrapprodurre
"toyotista": dalla nipponica "Toyota": la logica è quella di realizzare il minimo indispensabile per soddisfare il consumatore evitando COMPLETAMENTE la sovrapproduzione...
in effetti è quello che diceva Sertorius

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MessaggioTitolo: Puntiglioservius   Mer 25 Gen 2012 - 3:03

Governator Dianensis ha scritto:
[...] per ovvii motivi di incertezza non possiamo far altro che sovrastimare la produzione rispetto al consumo. [...]
Se ti leggesse Anco Marzio!

Bada bene che io non ho mai detto che bisogna "sovraprodurre per motivi d'incertezza". L'ideale è il pareggio tra produzione e consumo e in questo caso basta adattare le fasi intermedie della catena (trasporto, stoccaggio e distribuzione) per ottenere la perfetta stabilità strutturale.
In parole povere, citando Anco Marzio, la catena produttiva "va adattata, punto".

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Mer 25 Gen 2012 - 3:42

diciamo che sono dell'idea che i numeri che escono fuori dal tuo DCH possono avere delle tolleranze nel senso che un numero leggermente maggiore di edifici dedicati alla produzione crea una sicurezza maggiore soprattutto ai meno esperti...tutto qui

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Mer 25 Gen 2012 - 4:08

Servius Sertorius ha scritto:
Lupo ha scritto:
Penso che tu gli abbia tolto le "parole di bocca"....
Con chi parli, Capo?

Con G.D.

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Mer 25 Gen 2012 - 4:12

Vorrei aggiungere una piccola variabile... la disoccupazione.
A volte creo dei centri produttivi in più, con relativi magazzini etc etc... per assorbire manodopera disoccupata. Una sorta di produzione statalizzata che magari torna utile nel caso il bene in oggetto sia destinato anche all'esportazione, oppure sia particolarmente gradito ai nativi, che come è noto commerciano senza limite apparente con la nostra città.

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Mer 25 Gen 2012 - 5:14

Lupo ha scritto:
Vorrei aggiungere una piccola variabile... la disoccupazione.
A volte creo dei centri produttivi in più, con relativi magazzini etc etc... per assorbire manodopera disoccupata. Una sorta di produzione statalizzata che magari torna utile nel caso il bene in oggetto sia destinato anche all'esportazione, oppure sia particolarmente gradito ai nativi, che come è noto commerciano senza limite apparente con la nostra città.

buona idea anche se io combatto la disoccupazione principalmente fornendo più servizi dove occorre...diciamo che una volta raggiunto un numero "giusto" (giusto è un termine da prendere con le pinze ) di edifici produttivi difficilmente ne metto di nuovi a meno che non devo raggiungere il limite di popolazione

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MessaggioTitolo: Re: DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini   Mer 25 Gen 2012 - 23:46

Governator Dianensis ha scritto:
Lupo ha scritto:
Vorrei aggiungere una piccola variabile... la disoccupazione.
A volte creo dei centri produttivi in più, con relativi magazzini etc etc... per assorbire manodopera disoccupata. Una sorta di produzione statalizzata che magari torna utile nel caso il bene in oggetto sia destinato anche all'esportazione, oppure sia particolarmente gradito ai nativi, che come è noto commerciano senza limite apparente con la nostra città.

buona idea anche se io combatto la disoccupazione principalmente fornendo più servizi dove occorre...diciamo che una volta raggiunto un numero "giusto" (giusto è un termine da prendere con le pinze ) di edifici produttivi difficilmente ne metto di nuovi a meno che non devo raggiungere il limite di popolazione

Si, certamente, prima vado a "rimpinzare" le zone meno coperte dai servizi, con ogni genere di "comfort" e poi passo alla "statalizzazione" della produzione....

_________________
"Testiculos tangere, omnia mala fugat

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DE RECEPTACULIS ovvero studio sui magazzini
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